Prc e Pdci partecipano alla manifestazione del 25 ottobre: "Ci dobbiamo riprendere lavoro, dignità e uguaglianza"

foto d'archivio

"Noi comunisti sosteniamo e partecipiamo alla manifestazione nazionale indetta per il prossimo 25 ottobre a Roma dalla CGIL.

Questo esecutivo, in piena coerenza con i Governi precedenti, continua a colpire le lavoratrici, i lavoratori e quanti da sempre pagano i costi di politiche antioperaie e antipopolari.

Le misure economiche del Governo Renzi ledono i diritti e i salari di chi vive del proprio lavoro, aumentando disuguaglianze e prevaricazioni e mettendo in discussione la dignità stessa del lavoro, come nel caso dell’attacco all’articolo 18.

Nessun lavoro precario verrà abolito da Renzi ma, al contrario, dietro la cortina fumogena del contratto a tempo indeterminato e a tutele crescenti, l’esecutivo PD-Nuovo Centrodestra punta a rendere tutti i lavoratori precari, senza diritti e licenziabili a discrezione della direzione aziendale.

Viene altresì legittimata l’attività di controllo ossia di spionaggio sul lavoratore, vietata dall’attuale Statuto dei Lavoratori. Con riguardo agli ammortizzatori sociali la nuova indennità di disoccupazione di cui non è specificata né la durata né gli importi risponderebbe comunque a un criterio assolutamente errato e cioè a quello della proporzionalità della durata dell’integrità all’anzianità di lavoro precedentemente maturata. Questo significa che l’annunciata applicazione dell’indennità di disoccupazione anche ai rapporti precari si ridurrebbe a una sorta di burletta perché a una breve durata del contratto corrisponderebbe una ancora più breve durata dell’indennità di disoccupazione.

La legge delega contiene una supernorma in bianco che è quella della redazione di un testo organico “semplificato” di disciplina dei vari tipi di contratto e al suo interno potrebbe esservi davvero di tutto, a cominciare dall’eliminazione della reintegra anche per i milioni di lavoratori che attualmente godono di tale garanzia.

Sull’articolo 18, l’affermazione che questo costituirebbe un’ingiustizia verso quella metà circa dei lavoratori che non ne fruiscono, perché lavorano in imprese con meno di 16 dipendenti è, più ancora che contraddittoria, paradossale: se solo la metà di una popolazione ha il pane, il problema è di darlo a tutti, non di toglierlo a chi ce l’ha.

Senza l’articolo 18, che vieta i licenziamenti senza giusta causa o giustificato motivo, i padroni potranno licenziare una lavoratrice perché si è opposta alle avances del capo, un lavoratore omosessuale perchè nell’azienda non devono esserci “froci”, chiunque dia fastidio alla direzione aziendale. Naturalmente i motivi addotti per il licenziamento saranno altri e, se il giudice giudicherà non giustificati questi motivi, l’azienda se la caverà con un indennizzo, senza la possibilità di imporre la reintegra.

In tutta Italia le lavoratrici e i lavoratori si stanno mobilitando con scioperi e manifestazioni locali. La manifestazione nazionale del 25 ottobre a Roma, indetta dalla CGIL, dovrà essere grandissima e ricordare quella che si svolse nella capitale nel 2002, sempre in difesa dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e che vide la partecipazione di tre milioni di persone. Dovrà essere un passo verso uno sciopero generale nazionale di tutta la giornata, che renda chiara la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori di non farsi rubare diritti e dignità!

Il nostro è un Paese in cui il 10% della popolazione possiede il 50% della ricchezza, mentre il 50% della popolazione deve accontentarsi di dividere un misero 10% della ricchezza stessa, ma questo non basta ancora ai fautori del neoliberismo e di tutte le altre cosiddette “libertà economiche”, tra cui quella di licenziare arbitrariamente. Non è soltanto un’antica aspirazione di potere delle classi dominanti, ma è anche la condizione di un ancor più accentuato sfruttamento e impoverimento delle grandi masse.
Possiamo solo prepararci ancora una volta a una grande battaglia a difesa della dignità del lavoro.
Per la manifestazione a Roma la CGIL dell’Empolese-Valdelsa organizza 30 Pullmann.

Chi non verrà a Roma ci faccia il piacere di non lamentarsi dopo. Il lavoro, la dignità e l’uguaglianza non ce li regalerà nessuno. Ce li dobbiamo riprendere noi!"

Partito dei Comunisti Italiani – Sezione “Abdon Mori” , Partito della Rifondazione Comunista Empoli

Notizie correlate



Tutte le notizie di Empoli

<< Indietro

torna a inizio pagina