Villa di Canonica, la Scuola Edile di Firenze rescinde la convenzione con il Comune per il cantiere scuola. Il sindaco Cucini: "Pronti a metterla in sicurezza"

La Villa di Canonica a Certaldo


La Villa di Canonica a Certaldo

La Villa di Canonica a Certaldo

Da un paio di settimane negli ambienti certaldesi si rincorreva la voce di una possibile rescissione della convenzione che legava il Comune di Certaldo alla Spe, Scuola Professionale Edile di Firenze, per il recupero della Villa di Canonica. Le indiscrezioni si sono confermate veritiere, così come ha raccolto gonews.it in una intervista realizzata con il sindaco di Certaldo, Giacomo Cucini. La convenzione, attiva dal 2006 si chiude così nell'ottobre 2014, dopo 8 anni di alti e bassi. Alla base di questa decisione la scelta della Spe di puntare su altri cantieri, in assenza di fondi necessari per la realizzazione dei corsi di formazione che tra il 2006 e il 2010 hanno riempito i locali della villa, adesso in degrado tra materiali di cantiere, un gigantesco ponteggio e un telone bianco che ricopre il tetto da sostituire. In passato vi sono state anche intrusioni di parte di ignoti che si sono introdotti indisturbatamente nella villa.

Il Comune fra il 2006 e il 2014 ha elargito alla Scuola Professionale Edile 248mila euro come contributo economico per realizzare i corsi di formazione e portare studenti laureandi da Firenze per operare sul cantiere. Ma qualcosa, a partire dal 2010, è andato storto e adesso in un periodo difficile per il bilancio comunale ci sarà da mettere nuovamente mano al portafoglio. All’interno dei locali dove si tenevano le lezioni campeggia un calendario, fermo proprio al 2010. Da quasi 4 anni ormai i lavori alla villa sono fermi,  un cantiere che poi ha avuto avanzamenti, ma a singhiozzo.

Adesso infatti la Scuola Edile di Firenze porterà via i materiali di cantiere e teoricamente anche il ponteggio che custodisce e dà stabilità alla villa, un edificio gigantesco diviso su più piani. La Fattoria ottocentesca, diventata di proprietà comunale con una donazione nel 1962, comprensivi di sette fabbricati (la Villa, due coloniche e 4 rimesse rurali) si sviluppa per un totale di 5700 metri quadri, sviluppati su due ettari di terreno.

Il Comune sta vagliando le possibili soluzioni, come ad esempio l’acquisto del ponteggio oppure smontare tutto, sostituire il telone bianco che ricopre il tetto ormai usurato e utilizzare nuove tecnologie. Metodi efficaci e a poco costo che possano consentire di dare sicurezza alla stabilità della villa in attesa del 2015 che potrebbe riservare sorprese come ha spiegato lo stesso sindaco Giacomo Cucini: “Il nostro impegno su tutti i cantieri è costante e quello della Villa va risolto celermente e con un piano che stiamo studiando in queste settimane”.

Il riferimento è al progetto Dimore Storiche sul quale il Comune punta grazie a una forte collaborazione con il Demanio. Il Comune di Certaldo aveva optato sulla Scuola Edile nel 2006 grazie a una convenzione rinnovata poi nel 2012, con un intermezzo nel 2011 grazie all’inserimento di una scuola tedesca che ha svolto alcuni lavori alla Tinaia, edificio adiacente alla villa.

Un progetto che in consiglio comunale aveva trovato ampi consensi. Nessuna eredità pesante dal precedente mandato ma solo una difficoltà maturata dalla Spe che ha costretto le parti in causa a salutarsi con una stretta di mano.

La Spe si è riorganizzata, modulando i cantieri e i corsi, ma facendo capire chiaramente che l'esperienza a Certaldo era finita e con una lettera al Comune ha palesato la volontà di recedere il contratto. Ma questa lunga sosta ha favorito il degrado e varie intrusioni in un edificio come la villa pieno di decorazioni, cancelli ma anche crepe, voragini e il guano dei piccioni che si è formato sul pavimento di molti centimetri. In rete, soprattutto sui social network girano video e foto del passato e del presente di questi locali. L’immenso telone bianco che ricopre la villa con il passare degli anni si è deteriorato, tra pioggia e nevicate: sul tetto i volatili hanno fatto la loro casa, come un nido.

Il 1 ottobre 2013 fu lo stesso ex sindaco Andrea Campinoti in consiglio comunale a chiudere questa pagina con la scuola edile di Firenze, spiegando che l’esperienza del cantiere era giunta alla conclusione, aggiungendo che la salvaguardia e la stabilità della Villa erano le priorità che potevano trovare un nuovo futuro con il Demanio. Adesso si punta concretamente con l’Agenzia del Demanio per accelerare il percorso che porterà la villa di Canonica nell’inserimento del progetto dimore storiche e salvare così un patrimonio inestimabile.

Da risolvere anche la tematica legata al ponteggio che la Spe ha noleggiato da una azienda fiorentina, la CMWE. Dal 2010 va avanti una diatriba a suon di carte bollate per alcuni pagamenti. Il canone annuale per il ponteggio è di 48mila euro.  Il sindaco Cucini ha assicurato che se verrà deciso di ricorrere ad un'altra tecnica per salvare la villa il ponteggio sarà smontato dalla Spe.

LE REAZIONI POLITICHE

I problemi della Villa di Canonica sono da anni nel ciclone della politica. A luglio 2014 il capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia, Filippo Ciampolini, aveva sollevato perplessità enormi: “In occasione della presentazione del bilancio triennale per il 2014 avevo notato 50mila euro previsti per il cantiere ma non riuscivo a giustificare questi importi. Mi chiedo dove siano finiti tutti gli arredi, i suppellettili e occorre fare chiarezza con una rendicontazione completa sui lavori svolti”. Sulla stessa linea d’onda Fabio Cibecchini del Movimento 5 Stelle: “Occorrerà adesso capire come sono stati spesi gli importi dati al Comune per questo cantiere”. Sulla stessa linea Zambon di Altrapolitica: “Il cantiere scuola da anni era in difficoltà, potevamo chiudere anticipatamente la questione, anziché aspettare che il degrado attorno alla villa aumentasse”. Il PD invece non commenta al momento, così spiega Yuri Furiesi: “Ne parleremo alle prossime assemblee”

Giacomo Bertelli

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