Partenariato pubblico-privato, la via d’uscita dalla crisi economica secondo il convegno di palazzo Bastogi

foto di archivio

“La realizzazione di opere pubbliche, lo sviluppo delle infrastrutture, il restauro e la valorizzazione dei beni culturali sono questioni rilevanti per il rilancio economico del nostro Paese”. Così ha esordito Marco Carraresi, segretario dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, aprendo a palazzo Bastogi il convegno “Il partenariato pubblico privato, dal project financing nelle opere pubbliche al contratto di sponsorizzazione dei beni culturali”.

Alla pubblica amministrazione – che per investire in settori così strategici si trova a fare i conti con risorse gravate da limiti e vincoli – può venire in soccorso l’operatore economico privato. “Tale partenariato dovrà vedere garantito l’equilibrio tra il pubblico interesse, che rappresenti in modo fedele un bisogno della collettività, e il vantaggio economico, che in modo trasparente il privato ha titolo a ricercare – ha sottolineato il consigliere – Un mix virtuoso per molti assolutamente possibile”.

E in Toscana non mancano esempi significativi, come ha precisato: “Il più consistente, e forse più riuscito, è quello dei quattro nuovi ospedali di Prato, Pistoia, Lucca e Massa, per la cui realizzazione il sistema sanitario toscano si è avvalso proprio del meccanismo del project financing – ha affermato – Un progetto partito nel lontano 2002 e che ha visto ritardi per almeno due anni e mezzo a causa di ben 23 ricorsi e contenziosi, con una successiva richiesta danni da parte della Regione Toscana di ben 61 milioni di euro. Il costo complessivo di realizzazione ammonta a 419 milioni e 499 mila euro, dei quali 169 milioni finanziati dallo Stato, 56 milioni dalle Aziende sanitarie e 194 milioni dal concessionario”.

Tra gli esempi meno virtuosi Carraresi ha citato la bretella Lastra a Signa Prato. “Un’opera viaria ritenuta fondamentale per la piana fiorentina-pratese e di conseguenza per l’intera Toscana, il cui iter si sta chiudendo in questi giorni – ha ricordato – È infatti proprio del 29 settembre l’approvazione di una delibera della Giunta regionale con la quale si va verso la conclusione di un’annosa e infelice vicenda politico-amministrativa, che ha riempito le cronache degli ultimi anni”. Con dati e numeri alla mano – tra progettazione, contenziosi e procedimenti arbitrali – il consigliere ha ripercorso una storia “costata alla Regione Toscana una perdita secca di circa 28 milioni di euro”. “La dimostrazione che il meccanismo della finanza di progetto è fatto ancora di luci e di ombre, ma che, proprio per questo vale la pena di essere approfondito, studiato e, di conseguenza utilizzato – ha concluso – Lo scopo del convegno di stasera è proprio questo”.

Alla relazione introduttiva del consigliere regionale Marco Carraresi, sono seguiti gli interventi di professori (Giuseppe Conte, Alessandro Petretto), rappresentanti della politica e delle istituzioni (Stefano Giorgetti, Dario Parrini) e direttori (Diego Cremona, Antonio Natali).

Una panoramica di contributi per spaziare dalla disciplina della finanza di progetto – tra potenzialità e difficoltà – al mecenatismo come forma di tutela e valorizzazione dei beni culturali; dal partenariato pubblico privato e vincoli pubblici di bilancio al sistema bancario nelle operazioni.

Il convegno – su iniziativa dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Toscana (con l’accreditamento della Fondazione per la Formazione forense di Firenze e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Firenze) - è inserito nell’ambito delle manifestazioni della “Festa della Toscana 2014” e invita ad una riflessione di assoluta attualità: la possibilità, ma dovremmo dire la necessità, di coniugare e armonizzare interesse pubblico e interesse privato.

Fonte: Consiglio Regionale Toscana - Ufficio Stampa

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