Modifica della legge formazione e lavoro, approvata con i voti di Centrosinistra e di Forza Italia

Un adeguamento normativo per la legge regionale in materia di istruzione, formazione e lavoro, con la nascita di un'apposita Agenzia regionale ramificata in tutto il territorio che prenderà il posto dei centri per l'impiego. E' quanto approvato oggi a maggioranza dal Consiglio regionale della Toscana.

A illustrare il provvedimento in aula è stato il presidente della commissione cultura Gianluca Parrini (Pd) che ha sottolineato come questa modifica "non è un lifting normativo né una rivoluzione ma una seria e concreta riforma del settore della formazione, per ancorarlo sempre di più al mondo del lavoro". Le modifiche, è stato spiegato, nascono dall'esigenza di adeguamenti dettati dalla normativa nazionale, da indicazioni arrivate dal Consiglio regionale (ad esempio gli esiti della indagine conoscitiva condotta dalla commissione cultura sul settore della formazione professionale) e dalla riforma istituzionale in corso, che prevede la definitiva cancellazione delle Province a cui erano delegate alcune competenze in materia. Uno degli elementi cardine dell'adeguamento normativo è rappresentato dalla scelta di integrare maggiormente il rapporto tra mondo della formazione, che comprende scuole, università e agenzie di formazione professionale, con il mondo delle imprese, per colmare il gap tra domanda e offerta che in passato non ha dato le risposte sperate. L'integrazione avverrà sia attraverso la Conferenza regionale che attraverso le Conferenze zonali per l'istruzione e la formazione. Sul fronte delle politiche e dei servizi per il lavoro si prevede la costituzione di un'Agenzia regionale nella quale confluiranno il personale competente delle Province e della Regione.

L'Agenzia avrà una ramificazione territoriale che dovrebbe ricalcare l'attuale geografie dei Centri per l'impiego. Al termine del dibattito è stato approvato un ordine del giorno della maggioranza che impegna la Giunta toscana a "garantire i livelli occupazionali dei servizi per l'impiego, organizzati nell'agenzia regionale", e "a proseguire, in sede di conferenza Stato-Regioni, un'azione di stimolo al Governo affinché la riorganizzazione di tali servizi tenga conto della necessità di adeguamento degli stessi livelli europei".

Vanessa Boretti, Pd, ha continuato il dibattito affermando che, in fase di attuazione della legge, occorrerà fase chiarire alcuni aspetti. Tuttavia, ha precisato la Boretti, è positivo che "l’erogazione dei servizi prosegua senza soluzione continuità" e si è detta favorevole all’ordine del giorno collegato, che impegna la Giunta regionale a garantire i livelli occupazionali dei servizi per l'impiego ed a proseguire, in sede di Conferenza Stato-Regioni, un'azione di stimolo al Governo nazionale.

Secondo Marco Taradash, Ncd, "la Toscana non sta meglio di altre regioni" e "la proposta di legge insiste su un terreno ancora molto incerto" poiché "quanto stiamo facendo può entrare in conflitto con quanto si sta realizzando a livello nazionale". Per Taradash, che "ci sia bisogno di riformare il sistema è evidente perché la Toscana è tra le regioni col più alto abbandono scolastico e al tempo stesso la Toscana è quella che spende di più per allievo dei corsi di formazione, con oltre 7 mila euro l’anno contro i 4 mila 500 della Lombardia". Tuttavia "mentre la Toscana progetta, il governo nazionale, con la riforma delle Province in attesa di completamento e con il Jobs act che si va definendo, interviene proprio sui settori su cui essa incide". Perché dunque, per Taradash, "non attendere il compimento di quanto intrapreso a livello centrale, dati i termini ravvicinati?".

Giovanni Donzelli, capogruppo FdI, si è invece detto molto critico con la proposta di legge poi approvata. Ma ha chiesto di inserire un emendamento per chiedere di "finanziare solo le agenzie di formazione che inseriscono almeno un proprio allievo su tre". La sua richiesta è stata però respinta.

Nicola Nascosti, Forza Italia, ha affermato che il disegno di legge contiene "numerosi elementi che contraddistinguono le politiche sulla formazione del Centrodestra" ed i valori per cui si batte da sempre la proposta politica dal Centrodestra fondata sulla convinzione che una buona formazione serve al giovane cittadino per inserirsi nel mondo del lavoro. Un aspetto critico, tuttavia, è che l’agenzia formativa dovrebbe essere più snella".

Per Marta Gazzarri, capogruppo Tcr, questa legge era necessaria perché "occorre cambiare il modo di formazione in Italia e quindi anche in Toscana". Questa proposta di legge, secondo la Gazzarri, valorizza l’efficienza.

Daniela Lastri, Pd, ha chiesto di inserire dei miglioramenti evidenziando che "il ruolo dell’istruzione deve essere più efficace". Tuttavia, per la Lastri, questa legge contiene due elementi importanti: "L’anagrafe degli studenti e l’orientamento".

Giuseppe Del Carlo, capogruppo Udc, ha affermato che "questa legge ha comunque il merito di avvicinare le imprese al teritorio nel senso che cerca di creare opportunità". Tuttavia, secondo Del Carlo, occorreva aspettare poco per avere le idee più chiare. Del Carlo ha comunque annunciato il voto di astensione.

Ha chiuso il dibattito Gabriele Chiurli, gruppo Misto, che si è detto d'accordo con l'emendamento proposto da Donzelli e ha criticato l'impianto della legge e anche la sua "intempestività visto il quadro nazionale" anche se ha rilevato che è opportuno mettere mano alla materia della formazione.

Un adeguamento normativo per la legge regionale in materia di istruzione, formazione e lavoro, con la nascita di un'apposita Agenzia regionale ramificata in tutto il territorio che prenderà il posto dei centri per l'impiego. E' quanto approvato oggi a maggioranza dal Consiglio regionale della Toscana. A illustrare il provvedimento in aula è stato il presidente della commissione cultura Gianluca Parrini (Pd) che ha sottolineato come questa modifica "non è un lifting normativo né una rivoluzione ma una seria e concreta riforma del settore della formazione, per ancorarlo sempre di più al mondo del lavoro". Le modifiche, è stato spiegato, nascono dall'esigenza di adeguamenti dettati dalla normativa nazionale, da indicazioni arrivate dal Consiglio regionale (ad esempio gli esiti della indagine conoscitiva condotta dalla commissione cultura sul settore della formazione professionale) e dalla riforma istituzionale in corso, che prevede la definitiva cancellazione delle Province a cui erano delegate alcune competenze in materia. Uno degli elementi cardine dell'adeguamento normativo è rappresentato dalla scelta di integrare maggiormente il rapporto tra mondo della formazione, che comprende scuole, università e agenzie di formazione professionale, con il mondo delle imprese, per colmare il gap tra domanda e offerta che in passato non ha dato le risposte sperate. L'integrazione avverrà sia attraverso la Conferenza regionale che attraverso le Conferenze zonali per l'istruzione e la formazione. Sul fronte delle politiche e dei servizi per il lavoro si prevede la costituzione di un'Agenzia regionale nella quale confluiranno il personale competente delle Province e della Regione. L'Agenzia avrà una ramificazione territoriale che dovrebbe ricalcare l'attuale geografie dei Centri per l'impiego.
Al termine del dibattito è stato approvato un ordine del giorno della maggioranza che impegna la Giunta toscana a "garantire i livelli occupazionali dei servizi per l'impiego, organizzati nell'agenzia regionale", e "a proseguire, in sede di conferenza Stato-Regioni, un'azione di stimolo al Governo affinché la riorganizzazione di tali servizi tenga conto della necessità di adeguamento degli stessi livelli europei".

Formazione e lavoro: il dibattito sulla riforma

Il consigliere Tommaso Villa (Forza Italia) ha annunciato il voto positivo del suo gruppo, In primo luogo perché, a suo giudizio, è stato rafforzato il sistema formativo pubblico, dopo le difficoltà emerse dall’indagine conoscitiva promossa dal portavoce dell’opposizione Stefania Fuscagni. Non solo, ma si mette fine al finanziamento a pioggia e si introduce una tracciabilità dei percorsi formativi. Villa ha poi auspicato che l’agenzia regionale sia in grado di superare la disomogeneità, svolgendo un reale ruolo di coordinamento. “E’ importante – ha concluso – che la Regione possa concentrare su di sé tutte le competenze”.

“La riforma della formazione è una tappa fondamentale del lavoro di fine legislatura, insieme ai bandi per la competitività e l’anticipazione dei fondi europei. Le imprese toscane nel 2015 potranno contare sugli ultimi finanziamenti del vecchio ciclo di programmazione 2007/2014 e dei primi finanziamenti del nuovo. Siamo la solo Regione che lo ha fatto”. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Enrico Rossi, che ha rilevato come ci sia una richiesta da parte delle imprese di formazione effettiva, a cui deve essere data risposta. Da qui la scelta di individuare i settori su cui indirizzare gli interventi, finalizzati all’occupabilità. “Sarà premiata quella formazione che trova lavoro”, ha affermato il presidente, sottolineando che la programmazione sarà regionale e l’Agenzia avrà il compito di superare la frammentazione e la dispersione. “C’è ancora da lavorare – ha concluso Rossi -Ci aspettiamo cose nuove dal Jobs Act nazionale, che non è solo l’articolo 18, ma un pezzo importante della riforma del mercato del lavoro”.

“Non vanno premiate le agenzie che trovano lavoro, ma eliminate quelle che non lo trovano” ha replicato Marina Staccioli (Fratelli d’Italia), ricordando che “in sette anni sono stati spesi 460 milioni di euro”. A suo parere occorre fare come in Germania, con meno finanziamenti alla disoccupazione e più risorse alla formazione, ma soprattutto mettere fine allo scandalo dei centri per l’impiego, dove le persone sono più precarie di coloro che cercano lavoro.

Fonte: Consiglio Regionale della Toscana

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