
Nel giorno di inaugurazione del "Dire e Fare" a Lucca, il salone della pubblica amministrazione che si innova, si parla di nuovi assetti istituzionali e riforma delle Province, ma ad un certo punto il dibattito scivola sul tema delle partecipate e delle società di pubblici servizi: quelle che gestiscono i trasporti pubblici, erogano l'acqua, la depurano e raccolgono e smaltiscono i rifiuti. Del resto incombono sul molti territori le gare per l'assegnazione liberalizzata dei servizi, con il rischio
Sul palco alla Casa del Boia per i sindaci - c'è il primo cittadino di Lucca e quello di Siena, assieme al presidente dell'Anci Biagiotti - grande non per forza e sempre è sinonimo di bello e funzionale. Temono società lontane dai territori. Il rischio è che le piccole municipalizzate vengono ingoiate dai giganti.
"Altrove sulle società di servizi pubblici è stato creato un sistema industriale, di qualità, che ha creato sviluppo ed occupazione: in Emilia Romagna ad esempio – ribatte l'assessore Bugli – Per farlo e per offrire ai cittadini servizi miglori, sia che lo faccia il pubblico o i privati assieme al pubblico, occorrono però grandi numeri e economie di scala. In Toscana avevamo una frammentazione eccessiva e qualcosa abbiamo fatto, ma non siamo arrivati in fondo".
"La Regione - aggiunge Bugli - poteva disporre di un certo peso nel trasporto pubblico locale e negli aeroporti e in questi due settori abbiamo lavorato con grande determinazione e oramai possiamo dire di essere riusciti a costruire un sistema regionale. Ora gli enti locali, che ne sono i proprietari, dovrebbero andare decisi per la stessa strada anche nei settori di acqua, rifiuti ed energia". "Se serve - conclude - , la Regione sosterrà volentieri questi percorsi di integrazione e industrializzazione".
Fonte: Regione Toscana
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