Maltempo, Slow Food bacchetta l'Unione: "Manca un progetto politico ed amministrativo per difendere le piccoli produzioni"

Danni all'agricoltura provocati dal maltempo nell'Empolese

Come nelle purtroppo tante occasioni in cui la natura si accanisce sul territorio, anche in questa che ha colpito duramente il comune di Cerreto, alcune zone limitrofe ed il Montalbano, la Condotta Slow Food Empolese Valdelsa è vicina a chi deve affrontare momenti dolorosi e faticosi e invita tutti i propri associati ed in genere i cittadini  dell'Empolese Valdelsa ad essere vicini anche con un proprio contributo economico..

         I produttori agricoli

Come nelle altre occasioni, chi in particolare ha subito gravissimi danni sono i produttori agricoli. Lo spettacolo da after day che danno le vigne spogliate di tutto e i tappeti di olive abbattute ci rimangono negli occhi. Non si tratta solo di danni al raccolto, ma si tratta di danni seri alle piante e alle loro possibilità di continuare ad essere vitali nella prossima stagione.

Certamente l’impegno delle Amministrazioni cercherà di garantire il riconoscimento dei danni ma l’effetto spesso irreversibile per molti produttori è quello di domandarsi quale sia la concreta ragione di continuare a produrre olio, ma anche vino in una situazione di continua difficoltà.

Il mondo agricolo, ma soprattutto il mondo agricolo di tutto il Montalbano, da anni sollecita un intervento coraggioso di sostegno al lavoro di tenace difesa del territorio collinare e della sua storia. Non si tratta, badate bene, di chiedere quattrini o altre forme di sostegno economico diretto, di cui molti in altri contesti hanno potuto abusare, bensì del riconoscimento concreto del valore economico e del significato culturale di chi continua a lavorare la terra.

         Normative asfissianti

Assistiamo quotidianamente allo spettacolo dell’accavallarsi di norme, regolamenti, circolari e atti di indirizzo che rendono uguale il lavoro del contadino a quello di una industria chimica. Assistiamo continuamente alla necessità di dare minuziosamente conto di quello che viene fatto dalla semina alla raccolta, dalla potatura alla frangitura, in un rincorrersi diremmo “osceno” di registri, la cui finalità appare di dubbio significato operativo.

Tutto questo coacervo di regole porta la gran parte dei piccoli produttori a rifugiarsi in un mondo separato che spesso viola le norme, con la gran parte degli addetti che lavorano al nero, dato che le condizioni per operare secondo la norma sono economicamente non sostenibili.

Un progetto politico dell’Unione dei Comuni

Al contempo assistiamo alla mancanza di un progetto politico ed amministrativo nel nostro territorio e nella neonata Unione dei Comuni che almeno tracci le linee di una prospettiva per chi difende le piccole produzioni, testimoni di una tradizione storica e soprattutto tutori dell’equilibrio ambientale del territorio. Moltissime le lodevoli iniziative legate alla presentazione commerciale dei prodotti del territorio ma questo potrà continuare ad essere se i produttori agricoli ci saranno perché si sentiranno parte di un progetto di cui la politica si è fatta promotrice. E questo vale soprattutto per i giovani che si stanno affacciando con entusiasmo al lavoro agricolo.

Crediamo nella politica, come il Governo continua a ricordare, ma la politica deve avere voce per aprire orizzonti, dare ascolto a chi propone possibili soluzioni, impegnarci non nella gestione lodevole dell’emergenza e del supporto burocratico o dell’altra sua faccia cattiva, la rigida applicazione delle norme.

Coraggio nell’innovazione

La politica di questo territorio ha dato prove di grande coraggio nel passato soprattutto nel muoversi verso l’innovazione, indispensabile nel mondo produttivo attuale. A nostro parere, questo coraggio sta oggi, per il mondo della produzione agricola, nel costruire una forte e convinta alleanza con i singoli produttori e loro associazioni, (anch’esse spesso attente alle differenze più che al futuro del sistema), con le cooperative esistenti e con tutte le imprese del settore. Questo coraggio si fa concreto nel promuovere  e sostenere alcune linee produttive che rispettino criteri di qualità( grani antichi, ortaggi,farine, oltre a prodotti di nicchia); in una azione convincente per la costruzione di reti tra produttori che ne rafforzino la capacità di presentazione e di penetrazione nel mercato, superando le attuali vecchie separazioni; in una convinta e continua azione di rilettura delle norme e della loro applicazione, data la loro vetustà e spesso irrealtà; nell’impegno formativo per nuovi contadini e nuovi imprenditori.

Il futuro che abbiamo davanti non deve essere solo volenterosa speranza ma soprattutto coraggiosa costruzione di concrete forme di nuove possibilità, di nuovi ascolti, di rotture con schemi che non rispondono più alle esigenze di chi è impegnato nel duro lavoro dei campi ma anche della collettività nel suo insieme.

Fonte: Slow Food Empolese Valdelsa

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