Il consiglio regionale approva una mozione per risolvere i problemi di disparità di trattamento pensionistico nel sevizio sanitario

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Il consiglio regionale di martedì 25 febbraio 2014 (foto gonews.it)

Sono oltre quattrocento, secondo una prima stima, i lavoratori toscani che hanno lavorato con ‘contratti a convenzione’ nel servizio sanitario sino al 1985, per poi essere inquadrati nei ruoli regionali senza il riconoscimento degli anni pregressi ai fini dell’anzianità di servizio.

La legge 207/85, infatti, se da un lato ha permesso di regolarizzare una serie di posizioni professionali fino a quel momento ambigue (ad esempio psicologi, psichiatri, assistenti sociali, logopedisti, fisioterapisti, logopedisti, medici igienisti), dall’altro non prevedeva nulla sul fronte previdenziale. Questo fatto ha generato applicazioni disomogenee della legge sul territorio nazionale ed un notevole contenzioso di fronte alla magistratura ordinaria e amministrativa con esiti divertissimi, che hanno determinato un’enorme disparità di trattamento.

Per questo il Consiglio regionale, all’unanimità, ha approvato una mozione, che impegna la Giunta regionale a fare un censimento capillare per conoscere il numero esatto dei lavoratori interessati ed a ricercare le soluzioni più opportune a questo problema, sia in sede governativa che di Conferenza Stato-Regioni. La mozione è stata presentanta dai consiglieri Marco ManneschiMarta Gazzarri e Giuliano Fedeli del gruppo Toscana civica riformista, ai quali si sono poi aggiunti Stefano Mugnai (Forza Italia) eMauro Romanelli (gruppo Misto).

Nel testo si sottolinea, fra l’altro, che la ricostruzione della situazione contributiva e dell’anzianità a fini pensionistici, trattandosi di personale con molti anni di servizio, potrebbe produrre un esodo consistente, con notevole risparmio per la Regione e la possibilità di nuovi bandi di concorso per le assunzioni. Tra le soluzioni possibili, si segnala anche il riscatto a carico del lavoratore, o in parte del datore di lavoro, oppure l’applicazione delle norme precedenti alla riforma Fornero.

Manneschi: “ Si riconoscano gli anni svolti prima dell’inquadramento ai fini pensionistici economici. Basta con le disparità”

Firenze, 24 settembre 2014- “Siamo soddisfatti che sia stata accolta la nostra richiesta di provvedere a restituire equità di trattamento a chi ha lavorato anni senza un’ inquadramento consono all’attività svolta. E’ inaccettabile che il personale col cosiddetto ‘contratto a convenzione’, ovvero coloro che svolgevano attività continuativa e subordinata presso le allora USL senza tuttavia godere delle garanzie previdenziali proprie dei lavoratori con contratto per rapporto di lavoro subordinato,poi  inquadrati nei ruoli nominativi regionali  per legge del ’85, si trovino adesso al paradosso di non avere il pieno riconoscimento dell’anzianità di servizio per gli anni pregressi”.

Questo il commento dei consiglieri regionali di Toscana Civica Riformista Marco Manneschi, Marta Gazzarri e Giuliano Fedeli alla mozione, presentata dal Gruppo in Consiglio regionale e sottoscritta trasversalmente da altre forze politiche che è stata  approvata stamani in aula, sulla richiesta di chiarezza circa l’anzianità del personale in questione.

“Chiediamo- hanno spiegato-  un censimento capillare per conoscere il numero dei lavoratori che hanno lavorato a convenzione nelle Usl della Toscana fino al 1985. Vogliamo sapere poi se tra i lavoratori stessi esiste disparità di trattamento,  come successo su tutto il territorio nazionale dove a parità di prestazione lavorativa , pur in presenza di contratti diversi, corrispondono trattamenti differenti per le stesse categorie di lavoratori”. “La nostra richiesta- hanno continuato i Consiglieri-  è che vengano riconosciuti gli anni svolti prima dell’inquadramento ai fini pensionistici economici. Per questo chiediamo alla Giunta, di concerto con il Governo, che si valuti la possibilità di intervenire per riconoscere i periodi di attività lavorativa anche tramite il riscatto a carico del lavoratore o in parte del datore di lavoro”. “ Ricostruendo- hanno poi concluso-  l’anzianità lavorativa e il raggiungimento della soglia pensionistica inoltre si avrebbe un considerevole risparmio per la finanza regionale nonché un’importante opportunità per il turn over”.

Manneschi: “ Si riconoscano gli anni svolti prima dell’inquadramento ai fini pensionistici economici. Basta con le disparità”

“Siamo soddisfatti che sia stata accolta la nostra richiesta di provvedere a restituire equità di trattamento a chi ha lavorato anni senza un’ inquadramento consono all’attività svolta. E’ inaccettabile che il personale col cosiddetto ‘contratto a convenzione’, ovvero coloro che svolgevano attività continuativa e subordinata presso le allora USL senza tuttavia godere delle garanzie previdenziali proprie dei lavoratori con contratto per rapporto di lavoro subordinato,poi  inquadrati nei ruoli nominativi regionali  per legge del ’85, si trovino adesso al paradosso di non avere il pieno riconoscimento dell’anzianità di servizio per gli anni pregressi”.

Questo il commento dei consiglieri regionali di Toscana Civica Riformista Marco Manneschi, Marta Gazzarri e Giuliano Fedeli alla mozione, presentata dal Gruppo in Consiglio regionale e sottoscritta trasversalmente da altre forze politiche che è stata  approvata stamani in aula, sulla richiesta di chiarezza circa l’anzianità del personale in questione. “ Chiediamo- hanno spiegato-  un censimento capillare per conoscere il numero dei lavoratori che hanno lavorato a convenzione nelle Usl della Toscana fino al 1985. Vogliamo sapere poi se tra i lavoratori stessi esiste disparità di trattamento,  come successo su tutto il territorio nazionale dove a parità di prestazione lavorativa , pur in presenza di contratti diversi, corrispondono trattamenti differenti per le stesse categorie di lavoratori”.

“La nostra richiesta- hanno continuato i Consiglieri-  è che vengano riconosciuti gli anni svolti prima dell’inquadramento ai fini pensionistici economici. Per questo chiediamo alla Giunta, di concerto con il Governo, che si valuti la possibilità di intervenire per riconoscere i periodi di attività lavorativa anche tramite il riscatto a carico del lavoratore o in parte del datore di lavoro”. “ Ricostruendo- hanno poi concluso-  l’anzianità lavorativa e il raggiungimento della soglia pensionistica inoltre si avrebbe un considerevole risparmio per la finanza regionale nonché un’importante opportunità per il turn over”.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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