La grandine devasta la stazione meteo di Gordon Baldacci. L'analisi del fenomeno: "Si tratta di 'downburst', chiave il ruolo del Montalbano"

La stazione meteo di Gordon Baldacci a Limite sull'Arno distrutta dalla grandinata

A tre giorni dall'eccezionale evento atmosferico che ha messo in ginocchio paesi interi come Stabbia e Lazzeretto di Cerreto Guidi, oltre che tantissimi agricoltori e altre attività economiche dell'Empolese, gonews.it ha voluto interpellare un esperto in tema di meteorologia per cercare di dare una chiave di lettura a quel che è avvenuto, a ciò che si è fatto o si sarebbe potuto fare.

Proponiamo dunque una nostra intervista a Gordon Baldacci, 38 anni, di Poggio a Caiano ma da anni residente a Limite sull'Arno (Capraia e Limite) e tra gli organizzatori dei festeggiamenti del San Michele a Carmignano. Da anni ha acquisito tutta una serie di conoscenze che lo ha portato a costruirsi una stazione meteo davanti casa con cui aggiorna una specifica pagina di facebook, Meteo Montalbano. La centralina, purtroppo, è però andata distrutta lo scorso venerdì, 19 settembre, sotto i violentissimi colpi della grandine.

Gordon, era davvero imprevedibile un evento atmosferico del genere a livello di previsioni meteo?

"Dunque, a livello regionale era stata emessa una severa allerta meteo, vari modelli davano per certo precipitazioni accompagnate da forti raffiche di vento già dal giorno prima. Il fatto secondo me è un altro: magari non potevamo saperlo 12 ore prima dell''evento particolare', ma al mattino, quando si è formato questo profondo DownBurst (non è affatto una tromba d'aria) che ha abbordato la costa settentrionale, forse sì. Credo che a quel punto si poteva avvertire maggiormente la popolazione delle zone centrali della regione. A quel punto era sicuro che, toccando terra, avrebbe continuato anche nell'interno".

Con i tuoi strumenti cosa avevi rilevato?

"Beh purtroppo al mattino non ero presente a casa, ma è parso subito chiaro un veloce abbassamento della pressione, poi purtroppo si è staccato il pezzo di capannone che ha colpito la stazione e tutti i dati sono saltati. Chi dice che si è trattato di precipitazioni estreme sbaglia: si sono misurati valori non eccessivi. Il problema sono stati la grandine e il forte vento che in 12 minuti ha spazzato via tutto".

La posizione del Montalbano secondo te ha inciso? Nel senso: la precipitazione ha costeggiato il monte senza travalicare l'Arno...

"Il Montalbano ha giocato a mio parere un ruolo purtroppo stavolta determinante nel 'chiamare'" verso sé il fronte, bloccarlo a metà costa della collina e farlo poi scivolare verso Firenze e al lato opposto verso Stabbia. Spesso il Montalbano, pur non essendo una catena collinare di rilievo, ha questo ruolo che è a seconda della provenienza dei fronti depressionari o di allontanare, o viceversa e molto raramente di avvicinare, le precipitazioni. Per questo abbiamo spesso sentito dire che il Montalbano ci copre dagli eventi estremi. Stavolta purtroppo non è andata così".

A tua memoria o dati alla mano, ci sono stati episodi simili, anche se meno intensi, in questa area?

"Negli ultimi 15 anni no. L'unico degno di nota fu quello del 29 giugno di quest'anno con il nuovo sottopasso di Empoli allagato e ben 40 mm di pioggia in meno di due ore. Ma mai un evento del genere come un down burst. In parole semplici, il Downburst è il vento che si forma 'davanti' a un fronte temporalesco che avanza, creato dalla pioggia e dall'aria che con essa scende: più la pioggia scende violentemente, più il vento è forte. Provate a lanciare un sasso in una pozzanghera: se lo lasciate cadere esso schizza, se lo lanciate con violenza lo schizzo è maggiore".

La grandinata ti ha colpito direttamente, distruggendo la tua stazione. Puoi farci una breve storia della tua 'passione' e della tua formazione?

"La passione nasce da lontano. Avevo 7/8 anni quando mi fu regalato il mio primo termometro che io ebbi l'idea di legare al sottovaso dei fiori esposto fuori dalla terrazza. Era uno di quei termometri a mercurio che non esistono quasi più. Segnava la minima e la massima giornaliera, premevi un pulsante e 'resettavi'. La cosiddetta formazione nasce nel leggere e documentarsi: mi ricordo uno dei primi libri che trattava la meteorologia, avevo 15 anni, in cui si spiegavano che cos'è un'alta presssione, il tipo di nubi i venti e la loro direzione. Con l'avvento del web tutto si è reso più avvicinabile".

Come ripartirà Gordon Baldacci per la sua attività?

"L'attività esisteva anche prima della stazione. Circa due anni fa, spinto più dagli amici che da mia personale voglia di espormi, decisi di creare il profilo di Meteo Montalbano. Non escludo che non potendo riparare la mia stazione in futuro non ne possa prendere un 'altra. Si tratta comunque di strumentazioni di un certo valore (se si cerca una rilevazione semi-professionale)".

Quindi ora in cosa consiste la tua opera?

"Continuare a 'monitorare' - lo preferisco come verbo al 'prevedere' - il tempo, seguendo le varie emissioni modellistiche e quando serve aggiustando qualche dato che i modelli a grande raggio non possono carpire sul medio o corto raggio. Quello che ci tengo a ribadire è però un concetto: state lontani da fantomatiche previsioni a 15 giorni,1 mese o addirittura stagionali. Chi vi dice oggi che avremo un inverno freddo oppure caldo sta barando clamorosamente. Tali previsioni sono a tutt'oggi, io oserei definire, sperimentali: certo possono dare un'indicazione di massima tra i 7 e i 15 giorni, una linea tendenziale... ma il resto è davvero come si dice in gergo, 'Fantameteo'".

Come si diventa esperti di meteo? Un consiglio per iniziare?

"Io credo che il primo passo sia quello di alzare gli occhi al cielo osservarne le forme delle nubi, sentire sulla pelle il calore o il freddo del vento in base alla direzione di provenienza. Ma sopratutto io credo che ci si appassiona al tempo sapendo che sarà sempre una eterna sfida al meteo per me è come la similitudine della nostra vita più la cerchi di prevedere e organizzare e più che salta fuori il fattore indefinito, l'imprevedibile. È questo per me l'aspetto che può avvicinare ad una passione come questa dove le certezze non esistono".

Notizie correlate



Tutte le notizie di Capraia e Limite

<< Indietro

torna a inizio pagina