
L’Associazione Civile “Casa del Popolo di Santa Maria” organizza una raccolta di firme a sostegno di una petizione popolare che prevede il recupero del vecchio circolo “Rigoletto Martini” di Santa Maria, di proprietà dell’A.C. di Empoli, che risulta fatiscente e in stato di completo abbandono, creando tra l’altro non pochi problemi igienici e ambientali alle abitazioni civili confinanti.
La sua destinazione nel tempo ha conosciuto alterne vicende. Inizialmente costruito dai cittadini di Santa Maria il fascismo se ne impadronisce prepotentemente, come spesso accadeva in quei tempi oscuri per poi passare, dopo la sua caduta al demanio della Repubblica come molte altre Case del Popolo.
Per molti anni il suo utilizzo è stato bloccato da pastoie burocratiche in un assurdo tira e molla tra gli organi dello Stato.
Ma il desiderio dei santamariesi di rientrarne in possesso non è mai venuto meno. La trafila per il passaggio di proprietà ha visto lo svolgimento di ben due aste pubbliche, entrambe aggiudicate dalla Casa del Popolo. Però in tutti e due i casi, una faziosa e ostile burocrazia statale è sempre riuscita ad annullare le aggiudicazioni.
La prima volta l’asta venne annullata in seguito all’intervento della Magistratura, la quale ravvisò il reato di “turbativa d’asta” in un manifesto affisso nella frazione, con il quale si chiedeva alla popolazione di contribuire al finanziamento della partecipazione della Casa del popolo all’asta stessa.
A seguito dell’intervento della Magistratura il Presidente dell’Associazione Civile dell’epoca fu denunciato, processato, condannato e l’asta annullata.
La seconda volta l’asta fu invece invalidata d’ufficio poiché il bando di gara pubblicato sulla G.U. conteneva un vizio di forma il quale rendeva nulla la procedura seguita per l’aggiudicazione. Da parte dei responsabili dell’Intendenza di Finanza fu detto che se avessimo voluto avremmo potuto impugnare l’annullamento facendo ricorso al Ministero delle Finanze ma che gli esiti erano tutt’altro che scontati. Naturalmente fu deciso di soprassedere per ovvii motivi.
Finalmente, all’inizio degli anni novanta e dopo altri contenziosi ma soprattutto in seguito alle modifiche del quadro normativo di settore, il fabbricato passa definitivamente di mano e il Comune di Empoli ne diviene il legittimo proprietario.
Nonostante ciò a tuttoggi non è stata comunque possibile l’esecuzione di alcun intervento di recupero dell’edificio, anche parziale, per le note difficoltà degli Enti Locali.
Attualmente però, in seguito anche alle pressioni dei santamariesi, riteniamo sia giunto il momento dell’effettuazione dei lavori e che davvero da parte della politica locale sia giunto il momento di cambiare passo imprimendo una poderosa accellerazione alla loro esecuzione che a Santa Maria stiamo pazientemente aspettando ormai da 40 anni.
L’intervento consentirà tra l’altro il restauro dell’affresco su parete di Sineo Gemignani, posto all’interno dell’edificio diroccato ed esposto alle intemperie che raffigura uno schiavo incatenato a dorso nudo, che con martello e scalpello spezza le catene appoggiandole su un incudine.
L’affresco è altamente evocativo e suscita in chi guarda un intenso e profondo senso di riscatto e liberazione, non solo fisica, ma anche e soprattutto sociale e culturale, dato anche il contesto in cui è risulta inserito.
L’affresco di SINEO costituisce il simbolo dei nostri simboli, perché è vero che l’edifico che lo contiene rappresenta una parte consistente della storia di Santa Maria, ma nonostante ciò esso resta “soltanto” il contenitore, mentre, l’affresco di SINEO GEMIGNANI è anche di più, poiché rappresenta la sintesi della nostra storia, che è lì fissata su parete e posta a imperitura memoria. Il suo restauro è essenziale, perché l’opera d’arte, così come la vollero i nostri predecessori, ci ricordi continuamente l’impegno a diffondere i valori di libertà, solidarietà e coesione sociale soprattutto per il futuro delle giovani generazioni.
L’invito è dunque a sottoscrivere la petizione recandosi, da lunedi 22 settembre presso la Casa del Popolo di Santa Maria, ove sarà allestito un punto di raccolta pemenente, oppure mettendosi in contatto direttamente con i responsabili del circolo telefonando al 3357556921 - 3318180259
PETIZIONE POPOLARE - RECUPERO EDIFICIO DEL CIRCOLO POPOLARE “RIGOLETTO MARTINI” DI SANTA MARIA A RIPA
Al Sindaco di Empoli
Ai consiglieri comunali di Empoli
Noi sottoscritti cittadine e cittadini
ritenendo:
- sia giunto il momento di procedere, da parte del Comune di Empoli (ente proprietario) all’esecuzione dei lavori di recupero dell’edificio del Circolo Popolare “Rigoletto Martini” di via Livornese, attesi ormai da oltre 40 anni;
- che il suo recupero costituisca, oltre che rievocativo anche un atto di grande significato storico e politico, motivo di orgoglio e vincolo per un rinnovato impegno civile che purtroppo solo una insensibile burocrazia amministrativa, ha finora impedito che si concretizzasse in tempi accettabili;
- che per gli abitanti di Santa Maria e più in generale per quelli di Empoli l’edificio non rappresenta semplicemente un rudere pericolante composto da travi marce e mattoni spezzati, che suscitano, anche solo alla vista disgusto e smarrimento, bensì un pezzo altamente significativo ed evocativo della loro storia;
- che l’immobile, con le nuove finalità cui sarà destinato dopo il suo recupero, consentirà di incrementare l’offerta di servizi pubblici per i crescenti bisogni e le necessità collettive del quartiere di Santa Maria, che nell’ultimo decennio è stato interessato da un consistente sviluppo urbanistico e sociale;
chiediamo
- sia proceduto senza indugi ulteriori all’appalto dei lavori del primo stralcio funzionale del progetto esecutivo, redatto sulla base di quello definitivo già predisposto a suo tempo dall’Ufficio Tecnico Comunale;
- sia anticipata la ricostruzione del palcoscenico in muratura (ora diroccato) ponendo in sicurezza l’area ad esso antistante anche con l’eventuale messa a dimora di nuove piante;
- che in attesa dei lavori precedenti siano periodicamente tenute pulite le aree tergali anteriore e posteriore al fine di assicurare integrità igienica ed ambientale anche alle abitazioni civili confinanti;
Fonte: Ufficio Stampa
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