
Effettuati con successo i primi 6 interventi di chirurgia bariatrica all’ospedale di Santa Maria Nuova dove, dal primo di settembre, è in funzione il Centro multidisciplinare per la terapia chirurgica dell’obesità grave che operava dal 1991 all’ospedale di Careggi.
Lo spostamento di questa delicata attività nell’ospedale nel cuore storico della città, ha consentito di non disperdere un patrimonio professionale e mantenere a Firenze una specialità molto importante per tutti coloro che, affetti da seri problemi di obesità, hanno bisogno di sottoporsi a un delicato intervento chirurgico per ridurre le numerose complicazioni patologiche correlate a una situazione di eccessivo peso.
La nuova struttura di chirurgia bariatrica e metabolica dell’ospedale di Santa Maria Nuova è guidata dal dottor Marcello Lucchese che dirigeva già il centro di Careggi e si avvale di un team multidisciplinare composto da 4 medici chirurghi, 1 anestesista, 1 dietista, 1 endocrinologo e 1 psichiatra. A un ritmo di circa 8 interventi alla settimana che vengono eseguiti il lunedì e il giovedì, nell’arco di un anno si pensa di poter effettuare all’incirca 300 operazioni all’anno, un po’ di più del numero di pazienti che si trovano in lista di attesa e per i quali, appunto, la speranza di entrare in sala operatoria si aggira all’arco dei 12 mesi.
All’intervento di chirurgia bariatrica si ricorre quando già sono stati scartati i percorsi medici, dietetici, psicologici con i quali ridurre il peso corporeo. In particolare è la soluzione per persone che abbiano un peso patologico da almeno 5 anni, cioè un indice di massa corporea (BMI,body mass index, o, raramente, IMC) superiore ai 40 chilogrammi per metro quadro oppure ai 35 chilogrammi/metro quadro con una patologia associata, come il diabete, l’ipertensione, artralgie, apnee notturne. Questi pazienti devono aver precedentemente fallito i regimi dietetici condotti sotto guida specialistica, avere comportamenti alimentari stabili e non alterati, non avere problemi di dipendenze, disturbi severi della personalità che impedirebbero loro di attenersi al regime “a vita” previsto dopo l’intervento, o, infine, patologie con ridotta aspettativa di vita. Gli interventi chirurgici consistono in bypass gastrici, bendaggi gastrici, diversioni bilio-pancreatiche, “restrizioni dello stomaco” (Sleeve Gastrectomy), in laparoscopia ed hanno degenze che in media variano, a seconda della gravità e salvo complicanze, da 2 a 4 giorni.
L’obesità nei paesi industrializzati, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, riguarda circa il 20% della popolazione ed è in costante aumento. In Italia 6 milioni di persone adulte sono affette da obesità; gli obesi in Toscana sarebbero 350 mila e ben 1 milione e 200 mila gli individui in eccesso ponderale.
L'obesità grave il più delle volte è associata a malattie debilitanti e pericolose, con un forte impatto anche sulla qualità di vita del paziente e di chi gli sta accanto. Non un problema estetico – o quanto meno non solo ed anche questo non è da sottovalutare, come le altre conseguenze psicologiche – ma un serio rischio per la salute con complicazioni sul piano sociale e lavorativo: difficoltà respiratorie, insufficienza venosa cronica e vene varicose, difficoltà di deambulazione, mal di schiena, dolori articolari, astenia, malattie cutanee. E poi dietro l’angolo il diabete di tipo 2, l'ipertensione arteriosa, la sindrome metabolica, epatopatie, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, dislipidemie, apnea notturna, sindrome dell'ovaio policistico della donna, anche alcune forme di tumore. Il cuore è costretto a un surplus di lavoro e l’insufficienza cardiaca, l’infarto, l’ictus sono in agguato.
La soluzione chirurgica viene presa in considerazione dopo una accurata valutazione del paziente da parte di un’equipe composta da chirurghi, anestesisti, endocrinologi, dietisti, gastroenterologi, pneumologi, cardiologi, psicologi e psichiatri.
Il trasferimento della specialità nell’ospedale dell’Azienda sanitaria di Firenze è frutto di un accordo siglato a livello di area vasta con l’obiettivo di mantenere l’offerta su scala metropolitana.
Fonte: Azienda sanitaria Firenze - ufficio stampa
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