
«Per dieci anni ha guidato la sanità toscana, e sul mito dei conti in pareggio ha costruito la sua candidatura a presidente in occasione delle elezioni regionali del 2010. Dal punto di vista penale saranno i tribunali ad acclarare di chi sia la responsabilità del buco di bilancio della Asl 1, ma dal punto di vista politico questa ha un nome e un cognome: Enrico Rossi».
Così il coordinatore regionale di Forza Italia Toscana Massimo Parisi a commento dei recenti sviluppi della vicenda processuale relativa al caso “Asl 1”.
«Il presidente della Giunta regionale può anche accusare i consiglieri di Forza Italia di strumentalizzazione, ma i fatti parlano chiaro: la voragine di circa 420 milioni di euro nelle casse dell’azienda sanitaria di Massa – Carrara si è prodotta negli anni in cui Rossi era il dominus indiscusso della sanità toscana, venendo però alla luce solo dopo la sua ascesa alla presidenza, quando alla guida del suo assessorato c’era Daniela Scaramuccia. Assessore tecnico che, guarda caso, lasciò ben presto l’incarico. Su chi scaricò le responsabilità Rossi? Sugli ex direttori generali della Asl 1 Antonio Delvino e Alessandro Scarafuggi e sulla società di revisione Deloitte. Esiti dei procedimenti giudiziari? Assolto il primo, reintegrato nel suo incarico il secondo – che, pur essendo l’ipotesi di reato prescritta, ha chiesto il proscioglimento pieno -, assolta la terza. L’unica condanna è a carico dell’ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti, ma per peculato e non per falso in bilancio. E’ evidente che il teorema accusatorio costruito da Rossi sta franando come un castello di carte, conclude Parisi».
Fonte: Ufficio Stampa
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