Fittante (Idv): "Non si può vivere di solo turismo. Fondamentale rilanciare la produzione industriale"

Giovanni Fittante

“Il turismo resta un elemento imprescindibile per l’economia e i livelli occupazionali della Toscana, ma di solo turismo non si vive. La Toscana https://ssl.gstatic.com/ui/v1/icons/mail/images/cleardot.gifdeve saper coniugare ambiente e qualità di vita, bellezze naturalistiche e artistiche, con una necessaria presenza industriale evoluta. Senza la quale non è possibile garantire lo sviluppo. Purtroppo in questi ultimi anni i nostri poli industriali sono andati incontro a un calo della produttività e dei livelli occupazionali a causa della crisi, ma anche per la mancanza di una politica mirata a favorirne la crescita.

Dalla Lucchini alla Breda, solo per fare due esempi tra i più evidenti, sono tante le aziende che attendono di poter tornare a livelli produttivi accettabili. Che attendono risposte dai mercati ma anche dalla politica, e in questo il caso Breda appare evidente. Ci sono i problemi che gravano sui nostri porti, sull’industria nautica, sulla metalmeccanica. Settori di cui non possiamo fare a meno e che risultano decisivi per garantire lavoro. Non a caso negli ultimi anni la situazione va meglio in quelle province a maggiore tasso turistico, mentre nelle altre si è avvertito un netto peggioramento”.

Chiede di mettere in campo una politica regionale mirata al rilancio industriale, il segretario dell’IdV Toscana, Giovanni Fittante, per evitare che si metta in moto un pericoloso processo di deindustrializzazione.

“Dobbiamo capire come attrarre capitali e nuove energie per favorire il rilancio delle nostre imprese e come aprire i confini per incentivare l’export anche per quelle imprese sottodimensionate, che da sole - prosegue Fittante - non riescono a posizionarsi sui mercati esteri. Giusto offrire un aiuto economico sotto forma prestiti o garanzie, ma bisogna investire su chi dimostra di avere progettualità ed è pronto a ammodernare i propri processi produttivi. Perché dobbiamo ritrovare competitività. Le risorse pubbliche devono insomma essere investite con oculatezza e attrarre realmente altri capitali, altrimenti rischiano di andare disperse. Valutiamo dunque i progetti, le linee produttive, i mercati di riferimento, perché ogni impresa che ce la fa può diventare un traino per le altre, nell’idea di filiera che resta quella più valida”.

Fonte: Ufficio Stampa

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