
Città d’arte e località di villeggiatura prese d’assalto dai turisti durante l’estate. I quali non di rado hanno necessità di ricorrere alle cure del medico. I colori dei 5 codici impiegati nei pronto soccorso per stabilire l’urgenza con cui trattare il paziente giunto in ospedale regolano anche l’eventuale contributo economico che viene richiesto per le prestazioni sanitarie ricevute tanto al cittadino residente quanto a quello di passaggio.
Se infatti non viene richiesto alcun ticket al cittadino o ai suoi familiari al momento delle dimissioni dall’ospedale con codice rosso – paziente molto critico, in pericolo di vita, con priorità massima e accesso immediato alle cure – con codice giallo – paziente mediamente critico, presenza di rischio evolutivo, possibile pericolo di vita – e con codice verde – paziente con urgenza rinviabile, nel quale non vi è e non si prevede l'alterazione di una delle funzioni vitali -, quando invece la dimissione avviene con codice azzurro o bianco – poco critico, assenza di rischi evolutivi, prestazioni differibili il primo; non critico e non urgente il secondo – i cittadini sono chiamati a partecipare alla spesa sanitaria per la valutazione clinica e gli eventuali esami di laboratorio pagando un ticket di 25 euro che possono essere aumentate fino a un massimo di 50 euro nel caso si rendano indispensabili ulteriori eventuali prestazioni conteggiate in base al tariffario regionale.
Naturalmente, per la valutazione sulla necessità di pagare il ticket, viene considerato il codice colore bianco o azzurro attribuito al momento della dimissione dal pronto soccorso, vale a dire dopo l’esame con cui obiettivamente è stata giudicata la non eccessiva gravità del caso.
Perciò, tra le condizioni che esonerano dal pagamento del ticket, c’è il trattenimento in ospedale o in un’area del Pronto soccorso, per un periodo di osservazione o, appunto, il ricovero, inequivocabile dimostrazione della gravità del caso. Sono esenti dal pagamento anche i pazienti che hanno riportato un trauma trattato con sutura o immobilizzazione, quelli vittima di un avvelenamento acuto, e tutti coloro che si sono dovuti sottoporre alle cure dei medici in seguito ad un infortunio sul lavoro, indipendentemente dal codice di priorità assegnato. Sono poi esentate le donne in stato di gravidanza, tutti gli assistiti con meno di 14 anni, indipendentemente dal reddito, nonché tutti i cittadini esenti per reddito e condizione lavorativa dalla partecipazione alla spesa sanitaria.
Queste regole valgono per tutti i cittadini comunitari purché muniti della Tessera europea di assicurazione malattia (TEAM), la carta azzurra che usa ogni assistito italiano. Solo attraverso la presentazione della tessera potrà essere fatturata all’istituzione competente la differenza fra il costo totale delle prestazioni e la quota pagata dal cittadino.
Gli stranieri non comunitari solo di passaggio, per turismo, studio o lavoro, sono invece tenuti al pagamento dell'intero importo delle prestazioni ricevute secondo il tariffario regionale. Per loro qualsiasi prestazione erogata anche in pronto soccorso, comprese quelle con codice rosso o giallo, è a pagamento, comporta un corrispettivo economico che, ovviamente, può essere pagato da una assicurazione, pubblica o privata, alla quale il turista è associato. È fatta eccezione per quei paesi che hanno convenzioni specifiche con lo Stato italiano (l’elenco è consultabile sul sito del ministero della salute).
Ai cittadini non comunitari che sono presenti in maniera irregolare, può essere rilasciato il codice STP, “Straniero temporaneamente presente”. In caso di codice azzurro o bianco al pronto soccorso, pagano il ticket al pari degli italiani o possono essere totalmente esenti se hanno autocertificato lo stato di indigenza. Anche in questo caso occorre sempre esibire il documento perché la spesa sarà fatturata poi, tramite la Prefettura, al Ministero dell’Interno.
Fonte: ASF
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