Scosse di terremoto in Valdelsa, il geologo Murratzu: "Una sismicità che rientra in un quadro ordinario". Ecco uno studio

Il geologo certaldese Alessandro Murratzu
Le scosse di terremoto che hanno interessato  Certaldo  rientrano in un sistema di sismicità ordinario. Una situazione quindi non anomala, come ha spiegato il geologo certaldese Alessandro Murratzu della Idrogeo. Prevedere cosa accadrà è difficile ma sulla base di alcune indicazioni matematiche si possono fare alcune ipotesi. Il professionista locale ha realizzato infatti uno studio sulla sismicità di Certaldo, assieme alla Università di Firenze, con il contributo di due professori come Maurizio Ripepe e Dario Delledonne.  Lo studio, un documento che in Toscana non troverà probabilmente eguali, fa una vera e propria analisi storica e strumentale di tutte le scosse di terremoti registrate. Due mesi di lavoro intensi, commissionati per un progetto legato al territorio di Certaldo. Secondo alcuni calcoli matematici, pur ribandendo il fatto che i terremoti non si possono prevedere, a Certaldo in un lasso di 450 anni potrebbe avvenire un evento sismico con un magnitudo 5.5. Questo il grado della scala Richter massimo più atteso per Certaldo. Il pensiero va subito alle abitazioni, alle scuole e a tutti gli uffici comunali. Le strutture costruite dopo il 1985 potrebbero reggere maggiormente il colpo, quelle precedenti invece necessitano di un altro tipo di valutazioni. "Se vi fossero stati danni con magnitudo 3.4 (la scossa più forte registrata a Certaldo in questi giorni di agosto) gli edifici avrebbero già avuto allora problemi strutturali" spiega Murratzu. Aspetto molto importante è la profondità dove scaturisce il terremoto: "Il fenomeno era atteso fra i 5 e i 10 chilometri sotto terra, così è stato". Sono stati registrati 97 eventi superiori a 2 di magnitudo, 63 superiori a 2,5, solo 9 superiori a 3 (1985 -2004. "Il fenomeno rientra in un quadro di sismicità regionale ordinaria. Quello che mi rassicura è l'elevata profondità ipocentro che fa ascrivere il fenomeno registrato connesso a sistemi di sovrascorrimento del sistema appenninico peritirrenico. Quindi rispetto all'analisi statistica eseguita nell'ambito dei terremoti attesi e verificati da tutte le costruzioni sismiche costruite dopo il 1985", conclude Murratzu.

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