
Il Comune di Empoli punta i piedi contro il colosso della telefonia Vodafone. Una vera e propria guerra legale, secondo quanto riporta l'edizione odierna del Tirreno, si sarebbe scatenata a causa del mancato pagamento da parte dell'azienda dei canoni di concessione per le antenne di trasmissione sparse sul territorio comunale, che restano insoluti da almeno un anno.
Si parla di una cifra intorno ai 50mila euro, somma a cui l'Amministrazione non vuole rinunciare: la Giunta ha autorizzato il sindaco a fare causa a Vodafone. Il Comune ha già notificato all'azienda un preavviso e un avviso di pagamento, entrambi inascoltati. Le cinque stazioni oggetto della querelle sono quelle del Palazzo delle Esposizioni, e quelle dei cimiteri di Santa Maria, Pagnana, Via dei Cappuccini e Fontanella.
Le concessioni sono scadute lo scorso 31 gennaio e non sono state rinnovate. La multinazionale britannica ha chiesto, nel maggio scorso, di applicare solo la tassa per l'occupazione del suolo pubblico 'risparmiando' i soldi del canone di concessione. Soldi a cui il Comune non sembra intenzionato a voler rinunciare: l'assessore Taddei ha ribadito che "non intende farsi trattare come un bancomat" e che la guerra legale andrà avanti.
Secondo Taddei non si tratterebbe neanche del primo caso, ma di una strategia che Vodafone sta applicando anche in altri comuni. L'azienda avanzerebbe le proprie pretese sulla base del fatto che svolge un "servizio di pubblica utilità", ma l'assessore dichiara con forza che "Vodafone è una società privata".
In tutta questa vicenda c'è il rischio, a questo punto reale, che la concessione non sia rinnovata e a rimetterci sarebbero i clienti della multinazionale che vedrebbero cessare il servizio. A quel punto dovrebbe subentrare un altro operatore.
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