
Il copione è sempre lo stesso, alla riapertura delle graduatorie a esaurimento si scatena la guerra tra Nord e Sud.
Scrive la Stampa.it del 02/08/2014:
“La bomba in tutto il Centro-Nord è scoppiata alla vigilia del weekend che dà il via alle grandi vacanze. Nelle graduatorie provinciali fresche di pubblicazione, da cui saranno attinti a breve i docenti da immettere in ruolo, gli insegnanti già in attesa si sono ritrovati sorpassati. Sorpassati di decine e decine di posizioni dai precari del sud con punteggi altissimi. I casi non si contano.
A Lucca nelle graduatorie della scuola dell’infanzia le prime 200 osizioni sono state occupate da «fuori provincia» … Maestre che provengono, nell’ordine, da Sicilia, Calabria e Campania. Le insegnanti che erano al secondo, terzo e quarto posto (magari già arrivate dal Sud anni fa, ma con la gavetta fatta al Nord) - posizioni blindate per le assunzioni a tempo indeterminato delle prossime settimane -, si sono ritrovate rispettivamente al 77°, 95° e 105° posto”. Già in giugno si vociferava di massicci esodi di docenti dal Sud verso le più ambite province del Nord e in particolar modo verso la Toscana. Previsione che si è rivelata esatta a partire dalla provincia di Lucca che all'indomani della pubblicazione delle graduatorie provvisorie conta più di 200 immissioni sull'Infanzia e poco più di 100 sulla Primaria, le due classi di concorso più prese di mira: provenienza Campania, Sicilia, Calabria.
Fin qui nulla da ridire a meno che non si faccia un riscontro sulle graduatorie del triennio passato: il primo docente in graduatoria, che quest’anno avrebbe potuto aspirare ad un passaggio di ruolo, si trova catapultato nella 180° posizione (numero più numero meno) superato dai colleghi del sud che vantano punteggi quasi surreali: circa 100 punti in più rispetto al mal capitato collega di Lucca che ischia di restare disoccupato. La domanda è lecita: tutti questi punti da dove provengono?
Il trend degli spostamenti si era un po’ placato negli anni passati, grazie al provvedimento secondo cui chi si fosse trasferito di provincia e fosse entrato di ruolo, avrebbe dovuto permanere nella medesima provincia per almeno 5 anni. Ma il ministro Carrozza ha diminuito la permanenza a tre anni. Adesso che la ‘bomba’ è scoppiata (di uovo) il governo sembra volerci mettere una ‘pezza’ sopra, ma non si capisce ancora bene come. Sulla questione, a nostro avviso vergognosa, la Lega Nord Toscana ha deciso di prende un posizione netta: sostenere il diritto al lavoro di tutti quegli insegnanti precari residenti da anni in Toscana che si vedono ‘soffiare dal Sud’ anni di sacrifici e il posto a tempo indeterminato.
Non è nostra intenzione puntare il dito contro i lavoratori del Sud (il problema è a monte, loro sfruttano un sistema che permette loro farlo) ma di tutelare i nostri lavoratori da ‘assalti’ da cui non possono e non hanno la forza di difendersi. Se la riforma federale fosse stata portata a termine come da programma della Lega Nord, un problema come questo non si sarebbero più verificato. La scuola e le sue assunzioni sarebbero state gestite in locale in base al criterio della territorialità e al principio sussidiarietà. Ad ogni modo adesso sosterremo con forza, in ogni luogo deputato al dibattito democratico, la causa dei nostri lavoratori.
Fonte: Lega Nord Toscana
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