
“La discussione di oggi conclude l’iter sull’adozione dell’integrazione al Pit per la definizione del Parco agricolo della Piana e per la qualificazione dell’aeroporto di Firenze”. Così Gianfranco Venturi (Pd), presidente della commissione Ambiente in Consiglio regionale, ha aperto la discussione sull’approvazione dell’integrazione al Piano di indirizzo territoriale. Una discussione nella quale è stato anche ricordato che proprio in occasione dell’adozione l’Aula “approvò un ordine del giorno” con il quale si impegnava la Giunta a richiedere alla Società Adf Spa la “presentazione di un preliminare di Piano di Sviluppo Aeroportuale”. “A tale richiesta è pervenuto un sintetico documento” sull’ipotesi progettuale di pista 12/30 (convergente parallela), a seguito del quale le commissioni competenti (Ambiente e Infrastrutture, quest’ultima presieduta da Fabrizio Mattei del Pd) “hanno effettuato cinque riunioni con audizioni di componenti del Nurv (Nucleo unificato regionale di valutazione) ed un rappresentante di Adf”. “Non è stato possibile – ha continuato ancora Venturi - ascoltare i vertici di Enac in quanto, seppure invitati, hanno comunicato di non poter partecipare ad un incontro fino al prossimo 17 Luglio, data incompatibile con i tempi che ci eravamo dati per portare questo atto in Consiglio”.
Il presidente ha inoltre ricordato che la discussione fatta nelle commissioni “ha preso atto delle novità intervenute sul piano della proprietà tanto di Sat che di Adf (Corporación America, gruppo multinazionale argentino che gestisce 51 aeroporti in Sud America e in Europa, ha acquisito la maggioranza azionaria in entrambe le società, ndr)”. Nel corso delle audizioni avute con il presidente di Corporación “abbiamo appreso che la nuova maggioranza azionaria sta lavorando al piano della fusione dei due scali e speriamo di presentarlo a ottobre e completare l’iter formale - istituzionale entro l’anno”. “Già oggi – ha rilevato Venturi – c’è comunque un unico soggetto che coordinerà e darà un indirizzo ad entrambe le società. Se rimarranno due resteranno quotate entrambe, se ci sarà la fusione sarà quella ad essere quotata”.
Nella lunga esposizione Venturi ha parlato anche dei tempi per la realizzazione della nuova pista di Peretola: “ci vorranno tre anni e mezzo quattro”. Quanto alla lunghezza, il presidente ha ricordato le dichiarazioni di Corporation America nelle quali è chiaro come si “preferisca quella che fa raggiungere l’obiettivo dei 4,5 milioni di passeggeri” e che una diversa lunghezza tra 2mila o 2400 metri “non cambia tanto rispetto al tipo di aeromobili. Semmai incide sulla questione del rumore che evidentemente risulterà minore con la pista più lunga”. Venturi ha poi informato l’Aula delle precisazioni avute in merito agli investimenti per i due scali: “Pisa potrà accedere a finanziamenti pubblici fino al 25 per cento, Firenze fino al 50 secondo parametri stabiliti a livello europeo e in base al numero di passeggeri”.
Elementi fondamentali dell’integrazione al Pit
Il Parco agricolo della Piana è il primo Progetto di territorio di rilevanza regionale sviluppato a integrazione del Pit (Piano di indirizzo territoriale).
Il territorio cui si riferisce il progetto è costituito dall’insieme di aree agricole, verdi ed altre destinate ad interventi di compensazione ambientale, per una superficie complessivamente superiore ai 7mila ettari collocata al centro dell’area più densamente popolata della Toscana oltre che più direttamente interessata da attività manifatturiere e terziarie, e da importanti aggregati infrastrutturali. Il territorio ricade all’interno dei Comuni di Firenze, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Prato, Carmignano, Calenzano, Poggio a Caiano, Signa, per un totale di otto Comuni e due Province (Firenze e Prato).
Si tratta di uno spazio intensamente urbanizzato che conserva al proprio interno una dotazione significativa di aree rurali, la cui salvaguardia e qualificazione appare essenziale per promuovere il riequilibrio anche ecologico dell’area a fronte delle molteplici criticità ambientali che vi si manifestano e di ulteriori tensioni ambientali che deriveranno da una serie di ulteriori opere infrastrutturali già programmate.
Fra le diverse opere già programmate c’è anche lo sviluppo dell’aeroporto di Firenze-Peretola, di recente oggetto di una serie di ulteriori ipotesi e valutazioni.
Aeroporto e Piana: il dibattito
“Oggi si sancisce che stiamo scherzando e si sancisce una scelta da terzo mondo. Una scelta gretta presa in un quadro conoscitivo assolutamente incompleto che impedisce decisioni consapevoli”. Così Monica Sgherri (Rc-Ci) ha aperto il dibattito sull’approvazione dell’integrazione al Pit (Piano di indirizzo territoriale) per la definizione del Parco agricolo della Piana e per la qualificazione dell’aeroporto di Firenze. La consigliera ha stigmatizzato come gli approfondimenti richiesti su impatti acustici, atmosferici e ambientali, sulle rotte, così come indicato nella risoluzione approvata l’anno scorso dall’Aula, “non sono stati fatti e resi noti”. “Inoltre – ha continuato – l’audizione assolutamente essenziale con Enac in quanto soggetto decisore, non c’è stata”. “Il voto di oggi non toglie quindi il dubbio che all’Ente nazionale sia stato sconsigliato di venire”, ha rilevato. Secondo Sgherri “occorre votare con libertà, ma in piena coscienza. Siamo a meno di quando abbiamo adottato la variante. Votiamo qualcosa disegnato in aria e a scatola chiusa”. E riferendosi anche alla lunghezza della pista di Peretola la consigliera ha dichiarato che potremmo essere di fronte ad un “salto nel buio, contravvenendo a quanto lo stesso Consiglio ha già previsto”.
“Con questa variante non si garantisce niente”. Con queste parole Alberto Magnolfi entra nel dibattito. “La variante in discussione – ha detto il capogruppo del Nuovo Centrodestra – è stata fin dall’inizio concepita dalla Giunta regionale come mera sovrapposizione di due previsioni tra loro antitetiche quali la creazione del parco agricolo della Piana e la realizzazione del nuovo scalo aeroportuale di Peretola, quest’ultimo subordinato ai limiti posti dal Parco”. Magnolfi ha ricordato il parere del Nurv (nucleo unificato regionale di valutazione) che si concretizza in una sostanziale sospensione del giudizio sui punti di maggior criticità e nella richiesta di approfondimenti, “possibili solo a fronte di una definizione progettuale degli interventi aeroportuali”.
“Sulla lunghezza della pista – aggiunge il capogruppo – si gioca sull’equivoco, non si ha il coraggio di dire che dovrà essere di 2.400 metri. Viene eluso l’esame nel merito dell’osservazione di Enac, che deduce la necessità di una pista di lunghezza maggiore per dare realismo all’operatività dell’aeroporto di Peretola. Il Pit adottato – prosegue – risolve in maniera tassativa la questione della lunghezza della pista, ponendo il limite non superabile a 2mila metri”. Magnolfi rimprovera alla Giunta regionale, “che della partecipazione fa una delle sue bandiere”, di non aver fatto un “dibattito pubblico in senso tecnico, mettendo tutti gli interlocutori in condizioni di misurarsi sugli stessi problemi”.
“È contraddittorio che la variante adottata – ha aggiunto il consigliere regionale – preveda da un lato una lunga serie di prescrizioni da realizzarsi preventivamente rispetto all’operatività dello scalo, quali indispensabili opere di mitigazione e sostenibilità ambientale dall’altro lato, tutti gli atti a corredo della delibera fanno riferimento alle prescrizioni che emergeranno dalle future di Vis e Via da espletarsi in relazione alla specifica soluzione progettuale”. Magnolfi ha concluso definendo questo atto “uno dei massimi fallimenti politici di questa legislatura”.
“Stiamo facendo i mondiali di corsa – ha detto Paolo Enrico Ammirati (Forza Italia) – senza conoscere il percorso. Si approva il Pit senza sapere la lunghezza della pista, senza sapere quali aerei potranno atterrare sulla pista, se ci sarà la pista di rullaggio”.
“Si vuol fare o no l’aeroporto? Noi – dice Ammirati – siamo per farlo con la pista di 2.400 metri per far decollare la Toscana, perché Firenze si integri con Pisa. Oggi però voteremo il nulla perché non si sa come si realizzerà questa struttura. Avete partorito un aborto, un niente senza sapere gli impatti né cosa succederà nel parco della piana”.
“La maggioranza sul Pit non è autosufficiente – ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli – sono in 25 se Mattei (Pd), Chincarini (Cd), Russo (Cd), Boretti (Pd), Sgherri (Rc-Ci) e Romanelli (Gruppo misto) confermano la loro posizione e il presidente Monaci e Paolo Marini (Rc-Ci) rimangono assenti”. “Il presidente Rossi fallisce sul Pit, se fosse coerente – ha concluso Donzelli - dovrebbe dimettersi”.
Il capogruppo Udc Giuseppe Del Carlo ha osservato che purtroppo la vicenda è stata punteggiata dalle polemiche fra Firenze, Pisa e Prato. “Non è stata fatta chiarezza – ha detto – sul fatto che oggi noi discutiamo di una variante urbanistica che poi va riempita di progetti. In questo senso la Regione deve fornire tutte le garanzie che vengono richieste. Il pubblico deve fare da garante, il socio privato non può fare quello che vuole”. In definitiva per il consigliere si tratta “di un’occasione storica, ma servono approfondimenti”.
Marta Gazzarri (Tcr) ha affermato che si tratta di un atto molto importante, ma che purtroppo il dibattito si è ridotto solo alla questione della pista, trascurando altre parti fondamentali, “e questo è estremamente riduttivo”. “In realtà le decisioni sull’aeroporto non saranno prese da quest’aula – ha aggiunto Gazzarri - oggi noi dobbiamo parlare di una pianificazione urbanistica che predispone l’area di una pista”. Per la consigliera inoltre è importante un monitoraggio costante per tutelare la salute dei cittadini che vivono nelle aree interessate, e il ruolo della Regione deve essere di garanzia. “Nonostante le perplessità iniziali – ha concluso – riteniamo questa una grande opportunità per la Toscana e dunque il nostro voto sarà favorevole”.
Secondo Vanessa Boretti (Pd), a distanza di un anno dall’adozione delle integrazioni al piano, alle domande poste con la proposta di risoluzione non è stata data una risposta chiara. “Così rischiamo di perdere credibilità – ha detto la consigliera -. Il dibattito viene ridotto a un’insopportabile diatriba tra modernisti che vogliono lo sviluppo e conservatori che non lo vogliono, ma non è stato chiarito in che misura si daranno in questo modo risposte alla domanda di lavoro, non viene fatto un confronto appropriato tra costi e benefici dell’operazione, non sono vagliati con attenzione tutti i risvolti socioeconomici e nemmeno gli impatti sulla salute dei cittadini, sul polo tecnologico che insiste nell’area, né spiegato da dove arriveranno le risorse”. “Le scelte non mi spaventano – ha concluso Boretti – ma le scelte non approfondite sì. Per questo il mio voto sarà contrario”.
Per Gabriele Chiurli (Gruppo misto) “c’è l’assoluta incapacità di capire il disagio dei cittadini fuori da quest’aula” ed è evidente che “quello che danneggia i cittadini è la non politica fatta per gli interessi privati”. “Che cosa è migliorato per i cittadini? – ha chiesto Chiurli – A chi serve tutto questo? È evidente uno scontro tra poteri, tra governo centrale e regionale. Il presidente del Consiglio fa i dispettucci a Rossi e la Regione studia strategie, con grande dispendio di denaro, che poi vengono stoppate”.
“È arrivato il momento di prendersi le proprie responsabilità, di fare scelte di governo”. Questo il pensiero di Paolo Bambagioni (Pd), secondo il quale “si tratta di cercare di riqualificare un’area cresciuta in maniera inconsulta e in cui mancano le infrastrutture”. Per Bambagioni ci troviamo davanti a una visione più ampia e qualificante, da sostenere. “Sarebbe stato utopistico pensare che chi ha realizzato e condotto per anni le attuali strutture fosse ben disposto al cambiamento, ma dobbiamo andare avanti”. Nel farlo, ha concluso il consigliere, saranno seguite tutte le regole dettate dall’Europa per il reperimento delle risorse e dovranno essere garantite tutte le analisi a tutela della salute e curato l’impatto ambientale.
Marco Carraresi (Udc) ha sottolineato che l’atto messo oggi in approvazione è identico a quello di un anno fa, ma che “adesso lo scenario è profondamente diverso”. “Le quote azionarie di Sat e Adf – ha ricordato il consigliere – sono state entrambe oggetto di un’Opa di successo da parte di una società privata. Questa società detiene ora la maggioranza assoluta, e le prospettive dichiarate sono quelle di massimizzare lo sviluppo di entrambe le società in un’ottica integrata di sistema, che dovrà culminare entro l’anno con la predisposizione del masterplan per l’integrazione e la creazione, finalmente, del sistema aeroportuale toscano”. Una prospettiva, questa, per Carraresi “assolutamente condivisibile e auspicabile, che riteniamo debba essere promossa e sostenuta con convinzione anche dall’amministrazione regionale”.
Nicola Nascosti (Forza Italia) ha messo in evidenza il rischio che, se si stabilisce che tutti gli interventi di mitigazione debbano esser fatti prima che l’aeroporto entri in funzione, “vista la complessità degli interventi si rischia di dover aspettare decenni”. Nascosti ha anche osservato che il mercato ha anticipato le scelte della politica: di fatto con l’acquisizione della maggioranza delle azioni si va verso una fusione delle società aeroportuali di Firenze e di Pisa. “Adesso la Regione si dice disponibile a cedere azioni ai Comuni. Il mercato riesce a fare quello che la politica non voleva fare”. “L’importante – ha detto ancora il consigliere – è che lo strumento del Pit sia approvato, con la consapevolezza che è uno strumento che verrà sicuramente modificato. Dovremmo cogliere l’occasione per togliere alcune prescrizioni che sono inutili”.
“Vogliamo un aeroporto vero – ha affermato la consigliera Stefania Fuscagni (Forza Italia) – Quindi votate i nostri emendamenti sulla pista di 2mila 400 metri”.
“Si è parlato di messa in sicurezza di Peretola, alla quale si è contrapposto il problema della salvaguardia del parco della Piana. La Giunta regionale deve spiegare, anche sul piano tecnico, perché non è stata introdotta l’ipotesi dell’interramento dell’autostrada”. Lo ha dichiarato Rudi Russo (Cd), secondo il quale la Giunta non ha rispettato il mandato ricevuto dal Consiglio, che prevedeva lo sviluppo dell’aeroporto fiorentino garantito da una holding pubblica, come un city airport, con una lunghezza della pista limitata a 2000 metri. “Invece di acquistare fino al 15% delle quote di Adf – ha affermato – si è rinunciato al diritto di prelazione e, con un gesto di prepotenza politica, senza passare dal Consiglio regionale, si sono cedute anche le quote di Sat, rinunciando ad ogni possibilità di controllo”. Russo ha anche sottolineato che l’imprenditore privato conta su soldi pubblici per la realizzazione delle opere.
“Credo che qualsiasi imprenditore non possa che attenersi alle regole per i finanziamenti pubblici imposte dall’Unione europea” ha replicato Pieraldo Ciucchi (gruppo Misto), sottolineando che l’obbiettivo è quello di dotare la Toscana di un sistema aeroportuale, con effetti positivi anche sul piano economico e occupazionale, stimabili in qualche migliaio di posti di lavoro. A suo parere non c’è il rischio di uno sviluppo privilegiato dello scalo fiorentino, perché tutto depone a favore di una diversificazione dei due aeroporti per tipologia di compagnie aeree e clientela. “E’ una vecchia battaglia socialista che dura da trenta anni” - ha concluso - , dichiarando il voto favorevole.
“Avrei voluto anch’io essere illuminato sulla via di Damasco, ma purtroppo le risposte alle tante preoccupazioni sollevate non ci sono state” ha affermato Fabrizio Mattei (Pd). Il presidente della commissione Mobilità e infrastrutture ha ricordato che la società di gestione dell’aeroporto fiorentino ha deciso di non presentarsi in audizione, presentando un Masterplan di quattro paginette, con la pista di 2400 metri in copertina. “Abbiamo avuto la spiacevole sensazione – ha osservato – di essere di fronte a decisioni già prese”. Secondo Mattei le posizioni del sindaco di Pisa meritavano un approfondimento, anche alla luce della crisi del trasporto aereo che rischia di sconvolgere i piani di sviluppo. “I nodi verranno al pettine – ha dichiarato - Approviamo un atto perché altri facciano le scelte. Mi spiace che non sia la parte pubblica ad assumersi la responsabilità di una scelta motivata”.
“La situazione poteva essere gestita molto meglio. Non siamo sicuri sull’effettiva realizzazione degli obiettivi. C’è il rischio, piuttosto, di un appesantimento vincolistico sull’intera Piana fiorentina. Riteniamo però coerente arrivare ad un voto positivo, vincolato però all’effettiva realizzazione della pista di duemila metri”. Lo ha dichiarato Antonio Gambetta Vianna (Più Toscana/Ncd), sottolineando “le troppe incongruenze, le troppe cose che non tornano”, non solo sulla lunghezza della pista, ma anche sulle prescrizioni e le opere di mitigazione e di sostenibilità ambientale. A suo giudizio inoltre, dovrebbe essere avviato un processo partecipativo, visto che le opere interessano un terzo degli abitanti della Toscana.
"Il voto favorevole dell'Udc alla Variante Urbanistica per il potenziamento dell'aeroporto di Peretola e del Parco della Agricolo della Piana non è una delega in bianco, né tantomeno un soccorso alla maggioranza, ma un atto di responsabilità per lo sviluppo della Toscana. Restano comunque da fare diversi approfondimenti su aspetti fondamentali. Proprio per questo abbiamo condizionato il voto all'accettazione di un ordine del giorno contenente precise garanzie per la tutela ambientale dei Comuni della Piana e di quello di Prato. Con lo stesso ordine del giorno abbiamo inoltre richiesto che la Regione si faccia garante del rispetto assoluto degli impegni sottoscritti con l'Accordo di Programma in merito allo sviluppo dei due scali di Pisa e Firenze", così Del Carlo (UDC)
“Ripariamo ad un errore compiuto dalla sinistra oltre venti anni fa. Il deficit infrastrutturale e trasportistico è sotto gli occhi di tutti. Dobbiamo restituire dignità alla politica. E’ stato fatto un lavoro serio ed ora è il momento delle decisioni”. Così Paolo Marcheschi (FdI) ha iniziato il suo intervento, ricordando che anche lo scalo pisano era a rischio di marginalizzazione, con lo scalo di Bologna che ha già attratto centinaia di migliaia di passeggeri. A suo parere si tratta di una scelta che porterà miglioramenti sul piano economico ed ambientale, come attestato da Irpet e da Arpat. “Tutte le infrastrutture aeroportuali del mondo hanno ricevuto finanziamenti pubblici” ha aggiunto, sottolineando che è improprio parlare di parco della Piana, visto che siamo di fronte solo ad una grande area di salvaguardia. “La maggioranza politica che si determinerà non sarà quella che ha eletto il presidente – ha concluso – Vogliamo la conferma che altri colleghi daranno il loro voto favorevole. Non avremmo voluto votare la fiducia a Rossi”.
Il consigliere Eugenio Giani (Pd) ha sottolineato il clima costruttivo e sereno del dibattito, sui problemi nel quale l’intervento di Vanessa Boretti ha colto una esigenza di approfondimento, più che una contrarietà pregiudiziale. “Rispetto ad un anno fa, siamo di fronte ad un imprenditore molto solido, con prospettive serie di investimento – ha osservato – Anche l’aeroporto di Pisa ha bisogno di interventi e sono stati messi sul piatto 260 milioni, che si aggiungono ai 240 milioni per Firenze”. A suo parere il problema della lunghezza della pista deve essere guardato nella giusta dimensione, alla luce dello sviluppo tecnologico. “Garantiamo lo sviluppo senza introdurre rigidità” ha concluso, sottolineando che molti investimenti sono per la mitigazione ambientale.
Il testo della presentazione in Aula da parte del Presidente della Sesta Commissione Gianfranco Venturi (Pd)
La discussione odierna conclude l’iter della deliberazione del Consiglio regionale del 24 luglio 2013, n. 74 con cui è stata adottata l'integrazione al PIT per la definizione del Parco agricolo della Piana e per la qualificazione dell'aeroporto di Firenze che si è sviluppata secondo le procedure previste dall'articolo 17 della l.r. 1/2005
Dopo l’adozione dell’integrazione al PIT, come previsto dalla normativa vigente, sono stati pubblicati gli avvisi sul bollettino ufficiale della Regione Toscana, per consentire a chiunque di presentare le proprie osservazioni sul piano adottato.
A seguito di ciò sono pervenuti:
- al Consiglio regionale n. 28 osservazioni presentate dai soggetti di cui alla l.r. 1/2005;
- al NURV quale Autorità competente per la VAS ed alla Giunta regionale n. 15 osservazioni presentate sempre ai sensi della l.r. 10/2010.
Gli uffici della Giunta regionale hanno effettuato l’istruttoria tecnica sulle osservazioni pervenute e, relativamente alle osservazioni ritenute accoglibili, hanno formulato un’ipotesi di modifica del piano.
Tale istruttoria è stata trasmessa dalla Giunta al Consiglio regionale con delibera n. 484/2014.
Inoltre, come i Colleghi ricorderanno, in occasione della adozione della integrazione al PIT, il Consiglio approvò un ordine del giorno con il quale si impegnava la Giunta di richiedere alla Società AdF – Aeroporto di Firenze S.p.A la presentazione di un preliminare di Piano di Sviluppo Aeroportuale.
A tale richiesta ha fatto riscontro l’invio di un documento intitolato “Appendice A al Masterplan Aeroportuale 2014-2029 - Valutazione sull’ipotesi progettuale di pista 12/30 indicata nella variante al PIT" che le Commissioni hanno esaminato rilevandone in primo luogo l’estrema sinteticità e ritenendo conseguentemente necessario un approfondimento con la Società AdF.
Sul complesso di questa documentazione la Sesta e Settima Commissione hanno effettuato cinque riunioni nel corso delle quali, oltre a discutere delle risultanze dell’istruttoria tecnica sulle osservazioni, sono stati ascoltati in audizione i componenti del NURV e, per le motivazioni di cui sopra, il rappresentante della Società ADF.
Non è stato possibile ascoltare i vertici di ENAC in quanto, seppure invitati, hanno comunicato di non poter partecipare ad un incontro fino al prossimo 17 Luglio, data incompatibile con i tempi che ci eravamo dati per portare questa deliberazione in Consiglio.
La discussione inoltre non poteva non prendere atto delle novità intervenute anche sul piano della proprietà sia di SAT che AdF, che hanno visto negli ultimi tempi l’acquisizione del controllo della maggioranza azionaria in entrambe le Società da parte di “Corporacion America Italia” , il cui presidente è stato ampiamente udito dalle Commissioni fornendo ampie informazioni sugli orientamenti con i quali intende procedere nella gestione degli aeroporti di Pisa e Firenze.
In particolare abbiamo appreso che la nuova maggioranza azionaria sta lavorando al piano della fusione dei due scali da presentare in ottobre per poi completare il ciclo formale-istituzionale entro l'anno. Comunque si evidenzia che già oggi esiste un unico soggetto capace di coordinare e dare un indirizzo alle due societa. Se dovessero mancare le maggioranze qualificate necessarie alla fusione, rimarranno due società, che saranno entrambe quotatee se invece ci sara' la fusione sara' quella ad essere quotata.
Riguardo ai tempi non si ritiene realistico pensare la nuova pista di Firenze prima di tre anni e mezzo quattro, considerando che per realizzarla servono venti mesi e molto dipende anche dagli adempimenti formali a valle dell'approvazione del Pit.
Quanto alla lunghezza della nuova pista il Presidente di Corporacion America Italia ha detto di non farne “una bandiera” e di preferire quella che fa raggiungere l'obiettivo dei 4,5 milioni di passeggeri ritenuto un punto fermo. Una diversa lunghezza tra 2 km o 2,4 km non cambia tanto rispetto al tipo di aeromobili quanto incide sulla emissione del rumore che sara' minore con la pista piu' lunga.
Al riguardo il Presidente ha informato le commissioni di aver incaricato il Mitre, che e' una onlus americana ed e' il soggetto piu' autorevole al mondo per la modellistica di piste, di studiare soprattutto la parte ambientale e del rumore anche se sarà poi Enac che dovrà dare il parere conclusivo.
Sono state inoltre fornite precisazioni anche sugli investimenti previsti per i due scali, chiarendo che Pisa potra' accedere a finanziamenti pubblici fino al 25% mentre Firenze fino al 50, secondo parametri stabiliti a livello europeo in base al numero di passeggeri, mentre a carico della Corporacion America Italia sono già stati investiti nelle due società circa 70 milioni.
La lunghezza della pista è stata infatti al centro della discussione partendo da una osservazione di ENCAC con la quale, mentre si dà atto che le scelte strategiche dell’Integrazione al PIT risultano in piena sintonia con il Piano Nazionale degli aeroporti in corso di definizione finale presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si rileva che gli aeromobili di classe C, per poter operare su piste di volo con caratteristiche operative come quella di Firenze, richiedono una lunghezza fisica di almeno 2.400 m, mentre le altre infrastrutture sono in fase di valutazione nell’ambito del Masterplan che a sua volta sarà soggetto al VIA e gli Enti quali la stessa Regione, potranno esprimersi in quella sede.
In sede di controdeduzione gli Uffici hanno evidenziato come l’integrazione al PIT contenga le prescrizioni per il progetto di qualificazione dell’aeroporto tenendo conto che il Parco agricolo della Piana è concepito “quale elemento ordinatore delle politiche e degli interventi infrastrutturali che investono il territorio di sua pertinenza…”, e di conseguenza prescrive che “la pista di atterraggio sia realizzata nel rispetto della sostenibilità territoriale e ambientale e della compatibilità con il progetto di territorio del parco agricolo della piana, il che porta a far sì che comunque, non abbia una lunghezza massima superiore a 2000 metri lineari.
Così come il fatto che il suo utilizzo dovrà essere regolamentato in modo da garantire la massima tutela degli insediamenti dagli inquinamenti acustico e atmosferico con un utilizzo esclusivamente monodirezionale nell’opzione di cui alla pista parallela convergente, senza sorvolo di Firenze, fatte salve situazioni di emergenza.”.
In coerenza con questa impostazione la disciplina del Masterplan esclude la pista di rullaggio per l'ipotesi di pista parallela convergente.
Gli Uffici rilevano inoltre che la pista convergente parallela della lunghezza di 2.000 metri è stata oggetto di un apposito studio presentato dallo stesso ENAC intitolato Aeroporto “Amerigo Vespucci” “Valutazione delle due ipotesi con orientamento 09/27 e 12/30”, e come tale studio faccia già parte degli elaborati che costituiscono l’integrazione al PIT.
In tale studio si legge chiaramente che: “L’ipotesi di pista con orientamento 12/30 è caratterizzato da una lunghezza di 2000 mt e si conclude affermando che “pertanto si può concludere che delle due ipotesi esaminate l’unica adottabile, come soluzione, risulta essere quella con orientamento 12/30, non sussistendo condizioni di comparabilità tra le due giaciture 12/30 e 09/27 sotto nessuno dei tre profili di valutazione compiuta ovvero, areonautico, territoriale ed economico.”.
È evidente che l’eventuale accoglimento dell’osservazione risulta contrario all’impianto dell’integrazione al PIT in quanto verrebbe meno l’equilibrio perseguito tra il Parco agricolo della Piana e la qualificazione dell’aeroporto di Firenze.
Dobbiamo rilevare che la disciplina del Masterplan a suo tempo adottata, individua, tra gli obiettivi strategici per la qualificazione dell’Aeroporto di Firenze-Peretola, la garanzia della compatibilità della qualificazione aeroportuale con la qualità degli insediamenti, dell’ambiente, del paesaggio e della mobilità.
Tale garanzia verrebbe meno se le previsioni del dato numerico relativo alla lunghezza della pista e delle limitazioni previste per le infrastrutture di supporto venissero stralciate, in quanto ciò comporterebbe maggiori impatti negativi sulla popolazione esposta al rischio, sugli ecosistemi, sulla qualità dell’aria, sull’inquinamento acustico, sulla regimazione idraulica e sul consumo di suolo.
Le Commissioni Sesta e Settima hanno discusso anche le altre osservazioni per le quali l’istruttoria ha proposto la parziale accoglienza.
Le Commissioni si sono soffermate sull’osservazione indicata con il numero 15, con la quale si rileva come le previsioni della integrazione al PIT interferiscano con le previsioni individuate dal PUE di Castello, così come approvato dalle Amministrazioni competenti, confermando il parziale accoglimento proposto dalla Giunta.
Le Commissioni, a maggioranza, hanno iinoltre accolto senza modificazioni l’insieme della istruttoria trasmessa dalla Giunta con delibera n. 484/2014, con la quale - facendo rinvio agli atti a suo tempo inviati ai componenti il Consiglio Regionale - sono state ritenute accoglibili o parzialmente accoglibili , oltre alla cita osservazione n. 15 anche le osservazioni n. 8, n.18, n. 26, n. 27, n. 28 e un’osservazione relativa alla VAS (la n. 15).
Esse in estrema sintesi riguardano:
- L ’attenzione alla criticità potenziale delle interferenze fra le Ville medicee appartenenti al Patrimonio UNESCO, presenti nella fascia pedecollinare prospicente l'area della piana fiorentina oggetto della salvaguardia finalizzata alla qualificazione dell'aeroporto, in particolare Villa della Petraia e Villa di Castello.
- La richiesta che qualora il piano di sviluppo aeroportuale interessi il Fosso Reale, oltre a valutare ogni possibile soluzione che non ne contempli lo spostamento, venga comunque verificata la fattibilità e sia garantita la funzionalità del reticolo idraulico complessivo".
- La possibilità di realizzare un canile per il ricovero di cani abbandonati, la cui localizzazione ricade nell’ambito di salvaguardia, anche in considerazione delle caratteristiche costruttive previste.
- La previsione secondo la quale l’aggiornamento del quadro conoscitivo possa essere effettuato, su istanza degli Enti locali qualora sia ritenuto necessario apportare integrazioni informative e documentali che non implichino modifiche alla definizione dell'ambito di salvaguardia A. Mentre queste ultime potranno, aver luogo solo mediante specifico accordo di Pianificazione tra RT e Comuni interessati.
Conseguentemente e sempre a maggioranza le Commissioni hanno approvato l’integrazione al PIT come adottata con deliberazione del Consiglio Regionale n. 74/2013, con le modifiche conseguenti all’istruttoria tecnica, a seguito della quale sono modificati i seguenti elaborati allegati al piano adottato:
-Allegato A2 “Testo che integra la Disciplina generale del PIT”;
-Allegato A5 “Testo che integra la disciplina di piano del masterplan'Il sistema aeroportuale toscano'” ;
- Allegato A6 “Nuovo allegato al PIT: “'I progetti di territorio di rilevanza regionale – il Parco agricolo della Piana'”.
Le Commissioni hanno infine approvato la dichiarazione di sintesi, integrandola nel senso di assumere in essa il Parere motivato del NURV, quale parte integrante per quanto attiene alle raccomandazioni da tenere presenti per il successivo procedimento amministrativo di approvazione del nuovo piano di sviluppo aeroportuale dell’aeroporto di Firenze.
Spetta adesso all’Aula procedere alla definitiva approvazione di questa integrazione al PIT , dando con ciò una risposta chiara ad una questione quale quella dell’assetto del sistema aeroportuale toscano da troppo tempo atteso dai cittadini e dagli operatori economici della Toscana.
Il commento di Marte Gazzarri, Capogruppo regionale Toscana Civica Riformista
“ Oggi dobbiamo approvare definitivamente un atto molto importante per la Toscana. Si parla di una programmazione territoriale; è bene ricordarlo perche il dibattito è stato riduttivamente ricondotto sulla lunghezza di una pista quando in campo c’è molto altro. Ci sono soluzioni di salvaguardia ambientale ed economica per esempio. Nonostante le perplessità iniziali sono stata rassicurata delle dichiarazioni pubbliche del’Amministratore Delegato. Un'unica società che gestisce i due scali distribuisce gli investimenti, una garanzia per l’aeroporto pisano. Serve pensare nell’ottica di un sistema toscano con un polo aeroportuale importante. Non deve esistere concorrenza e competitività, ma una sinergia fondamentale che potenzi l’intera regione. Mi auguro in tale ottica che anche l’aeroporto di Pisa entri in sistema con il porto di Livorno. Un’opportunità di crescita che non deve essere sottovalutata”.
Elementi strutturanti del progetto
Il primo elemento è costituito dal continuum di aree agricole tuttora presenti, che sostanziano una straordinaria opportunità di qualificazione per le urbanizzazioni che vi si affacciano praticamente su tutti i lati. Affinché tale opportunità possa realizzarsi è necessario che le aree “fertili” siano destinate esclusivamente ad attività agricole e a funzioni di riequilibrio ambientale.
Il secondo elemento è un insieme di reti in grado di qualificare sia il continuum di aree agricole e la sua fruibilità come grande Parco agricolo territoriale, sia le connessioni tra aree agricole e aree urbane limitrofe. Si tratta del recupero e, laddove necessario, della ricostruzione delle reti ecologiche; della costruzione di una rete dedicata alla mobilità alternativa; della valorizzazione della rete dei beni culturali.
La qualificazione dell’aeroporto di Firenze-Peretola
L’ammodernamento dello scalo è un’esigenza ribadita da anni. Si tratta di migliorare l'operabilità di funzionamento in qualità di city airport in sinergia con lo scalo pisano che si qualifica come aeroporto in grado di ospitare un volume di traffico e una tipologia di aeromobili superiori. Nel documento di piano del Pit si ribadisce, tra l’altro, che la sua qualificazione sarà tale solo se il raccordo strategico con Pisa potrà trovare forme e modalità decisionali e operative efficaci e congruenti alle reali e rispettive potenzialità di sviluppo. Ma anche se si saprà coniugare la più efficiente e più sicura funzionalità dell’aeroporto con la sua sostenibilità ambientale e abitativa nel contesto territoriale e densamente popolato in cui lo scalo continuerà a collocarsi.
Analisi del progetto
L’integrazione al Pit contiene prescrizioni per il progetto di qualificazione dell’aeroporto di Firenze tenendo conto che il Parco agricolo della Piana è concepito “quale elemento ordinatore delle politiche e degli interventi infrastrutturali che investono il territorio di sua pertinenza”. In particolare si prescrive che lo sviluppo “dell’unica pista di atterraggio sia realizzato nel rispetto della sostenibilità territoriale e ambientale e della compatibilità con il progetto di territorio del Parco agricolo e, comunque, non abbia una lunghezza massima superiore a 2mila metri lineari. Il suo utilizzo dovrà essere regolamentato in modo da garantire la massima tutela degli insediamenti dagli inquinamenti acustico e atmosferico con un utilizzo esclusivamente monodirezionale nell’opzione di cui alla pista parallela convergente, senza sorvolo di Firenze, fatte salve situazioni di emergenza”. Viene inoltre esclusa la pista di rullaggio per l’ipotesi di pista parallela convergente.
La pista convergente parallela di 2mila metri è stata peraltro oggetto di un apposito studio presentato da Enac e intitolato “Aeroporto Amerigo Vespucci - Valutazione delle due ipotesi con orientamento 09/27 (denominata obliqua) e 12/30 (denominata convergente parallela)”. Tale studio è parte integrante degli elaborati che costituiscono l’integrazione al Pit. Nel giudizio finale si legge che tra le due ipotesi esaminate “l’unica adottabile risulta essere quella con orientamento 12/30, non sussistendo condizioni di comparabilità tra le due giaciture 12/30 e 09/27 sotto nessuno dei tre profili di valutazione compiuta ovvero, aeronautico, territoriale ed economico”.
Nella Vas relativa all’Integrazione del Pit, ai sensi della legge regionale 10/2010 - Norme in materia di Vas (Valutazione ambientale strategica), di Via (Valutazione d’impatto ambientale) e di Valutazione di incidenza -, è stata presa in esame anche l’ipotesi 2, data dalle previsioni di Parco agricolo della Piana e di qualificazione dell’aeroporto, ed è stato esaminato anche l’areale di fattibilità relativo alla pista con orientamento 12/30 e con lunghezza di 2mila metri. Tale ipotesi, però, risulta contraria all’impianto dell’integrazione al Pit in quanto verrebbe meno l’equilibrio tra Parco agricolo e qualificazione dell’aeroporto di Firenze. Il Masterplan individua infatti tra gli obiettivi strategici la garanzia della compatibilità della qualificazione aeroportuale con la qualità degli insediamenti, dell’ambiente, del paesaggio e della mobilità. Tale garanzia verrebbe meno se le previsioni del dato numerico relativo alla lunghezza della pista e delle limitazioni previste per le infrastrutture di supporto venissero stralciate, in quanto ciò comporterebbe maggiori impatti negativi almeno sulle componenti quali la popolazione esposta al rischio, ecosistemi, qualità dell’aria, inquinamento acustico, regimazione idraulica, consumo di suolo.
Osservazioni
Le osservazioni pervenute a seguito dell’adozione dell’integrazione al Pit sono 43 di cui 28 al Consiglio regionale e 15 al Nurv (Nucleo unificato regionale di valutazione) quale autorità competente. La Giunta regionale, a seguito di quelle ritenute accoglibili, ha presentato un’ipotesi di modifica al Piano che investe la “Disciplina generale”, il “Masterplan sistema aeroportuale toscano” e il “Parco agricolo della Piana”.
Le scelte strategiche dell’integrazione al Pit sono in piena sintonia con il Piano nazionale degli aeroporti in corso di definizione presso il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. La tipologia di traffico aereo dello scalo di Firenze è caratterizzata da aeromobili di classe C, airbus 320/321. La lunghezza della nuova pista di volo è fissata in 2mila metri e sono previste infrastrutture associate. Considerato che gli aeromobili di classe C, per poter operare su piste di volo con caratteristiche operative come quella di Firenze, richiedono una lunghezza fisica di almeno 2400 metri, mentre le altre infrastrutture sono in fase di valutazione, il Masterplan sarà soggetto a Via.
Le commissioni Ambiente e Infrastrutture, a seguito delle analisi delle osservazioni pervenute, hanno proposto integrazioni su punti specifici. In particolare, per il Parco agricolo, la previsione di localizzare le aree non interessate agli spazi aeroportuali al solo Parco fa salve la realizzazione di strutture rimovibili già previste negli strumenti urbanistici vigenti. Le destinazioni urbanistiche a parco e a verde pubblico del vigente Piano urbanistico di Castello a Firenze, che risulteranno interessate dal progetto approvato di qualificazione dell’aeroporto, potranno avere una diversa distribuzione condizionata al mantenimento di una superficie a parco e a verde pubblico non inferiore a quella vigente e al mantenimento della continuità tra Parco agricolo e aree destinate a parco e verde pubblico.
Per quanto attiene il sistema aeroportuale le integrazioni proposte riguardano i livelli di sicurezza per la gestione dello scalo e degli aeromobili che dovranno essere compatibili anche con le previsioni urbanistiche vigenti all’esterno dell’ambito di salvaguardia già definito. Viene inoltre richiesta specifica salvaguardia per le ville medicee appartenenti al patrimonio Unesco (Villa della Petraia e Villa Castello) e qualora lo sviluppo aeroportuale interessi il Fosso Reale, oltre a valutare ogni possibile altra soluzione, si chiede di verificarne la fattibilità anche per garantire la funzionalità del reticolo idraulico complessivo.
Ammirati (FI) sul Pit: “Abbiamo votato il nulla: questa Giunta non ha una bussola politica e non è capace di assumere decisioni”
“Ci siamo confrontati con una Giunta senza bussola politica” così Paolo Enrico Ammirati (FI) ha aperto la sua dichiarazione di voto sul Pit.
“Vorrei vedere quale organizzatore di corsa ciclistica farebbe un mondiale senza conoscere il percorso” ha sottolineato il Vice Presidente di Forza Italia.
“Stiamo approvando un progetto per un Aeroporto di cui non si conosce la lunghezza della pista” ha rincarato la dose.
Un discussione la lunghezza della pista nell’area della Piana: “Mi sembrerebbe assurdo che si arrivasse ad approvare una pista di 2000 metri quando nel master plane si prevede che misuri 2400 metri – ha osservato Ammirati – ed a questo punto la domanda è se l’Aeropreoto lo vogliate fare oppure no”.
Una linea, quella del Consigliere azzurro, diametralmente opposta a quella della Giunta: “Volete assumervi al responsabilità di dare alla Toscana un Aeroporto serio ed integrato con quello di Pisa ? vogliamo prenderci la responsabilità di una Toscana che non sia dei 2000 campanili, ma una Regione con un’idea di sviluppo ?” ha chiesto Ammirati.
“Oppure aspettiamo che il problema ci sia risolto fuori dalla Toscana, magari in ambienti romani ? Questo Consiglio Regionale ha votato il nulla perché non sa come realizzare l’Aeroporto” ha concluso il Vice Presidente azzurro.
Aeroporti:Rossi,su pista Firenze ci attestiamo a 2mila metri
"Dopo 40 anni facciamo un salto di qualità, mettiamo insieme i due nostri aeroporti per competere con Milano, Bologna e gli altri scali. E' un aspetto fondamentale per lo sviluppo della Regione". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in occasione del dibattito in Consiglio regionale per l'approvazione definitiva del Pit, che prevede al suo interno anche il potenziamento dell'aeroporto di Firenze con la nuova pista, la cosiddetta parallela convergente. "Ho due elementi di serenità - ha aggiunto -: uno che il fatto che l'unione dei nostri aeroporti non danneggia Pisa che invece rischia di più a stare da sola. Il secondo aspetto è che la nuova pista di Firenze avrà un minore impatto ambientale rispetto a quella attuale". Secondo Rossi "i toscani avranno di che trarre vantaggio da questa svolta definitiva che imprimiamo alla modernizzazione delle infrastrutture toscane. Una svolta che procede da un lato verso la tutela dell'ambiente del paesaggio e e dall'altro verso la modernizzazione della Toscana".
Per lo sviluppo dell'aeroporto di Firenze "ci attestiamo su una pista di 2 mila metri. Quando la società presenterà il progetto definitivo chiederemo di rispettare questa scelta. E anche ad Enac, quando ci convocherà, e in conferenza dei servizi, diremo la nostra per regolare lo sviluppo dell'aeroporto, che ci deve essere ma deve essere regolato". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi in occasione del dibattito in Consiglio regionale per l'approvazione definitiva del Pit, che prevede al suo interno anche il potenziamento dell'aeroporto di Firenze con la nuova pista, la cosiddetta parallela convergente, da 2 mila metri. Rossi ha ribadito che "lo sviluppo dell'aeroporto deve avere un limite e useremo tutti i nostri strumenti". Quanto all'integrazione del Pit nel suo complesso e al parco della Piana fiorentina, il governatore ha sottolineato che così nascerà "un grande spazio verde che fa da polmone a tutta la Piana e dove non si costruisce". Per Rossi "non c'è atto urbanistico che sia entrato così prepotentemente nel merito di tutte le vicende. Ci sarà tempo e modo di fare tutte le verifiche previste dalle procedure di legge sia Vis che Via".
Rossi ha auspicato di "concludere legislatura con la realizzazione dell'autostrada Tirrenica che è fondamentale per sviluppo della Costa. A favore circonvallazione di Lucca, il completamento del sottoattraversamento ferroviario di Firenze per il quale abbiamo rilasciato permessi e auspichiamo che riprendano presto i lavori. Sono favorevole alle terze corsie autostradali". Altro aspetto fondamentale, ha detto ancora, "è il completamento della Grosseto Fano, così come il doppio binario per la linea ferroviaria Lucca-Pistoia". "Questo blocco di interventi che modernizza l'esistente - ha concluso - è stato portato avanti durante tutta questa legislatura. Abbiamo dato un impulso importante e fatto un lavoro non banale".
Aeroporto e Piana: Rossi, una spinta alla modernizzazione delle infrastrutture
“Con il Piano del paesaggio approvato nella scorsa seduta e con il voto che esprimeremo oggi, il Consiglio regionale sta spendendo bene gli ultimi mesi della legislatura. Con questi due atti, infatti, realizza una parte importante del programma elettorale, quella di coniugare la spinta all’ammodernamento delle infrastrutture regionali con la tutela ambientale”. Così ha esordito il presidente della Giunta regionale, Enrico Rossi, in chiusura del dibattito sul Pit. “Si fa un passo avanti importante verso questo obiettivo”, ha aggiunto, “assumendoci le responsabilità che ci competono, perché se fossimo rimasti fermi avrebbe provocato un arretramento della Regione e dei territori che governa”. Rossi non ha nascosto “che le scelte importanti contegano sempre anche dei rischi, ma anche questo è il compito di un’istituzione che funziona”.
Riaffermando la spinta allo sviluppo infrastrutturale regionale che darà l’approvazione del Pit, Rossi ha affermato di “essere decisamente a favore della realizzazione dell’autostrada tirrenica, del completamento della circonvallazione di Lucca e del sottoattraversamento dell’Alta velocità a Firenze, del raddoppio della linea ferroviaria di Lucca e della realizzazione della terza corsia sulle austrade A1 e A11”. Rossi ha anche rivendicato il lavoro congiunto con le altre Regioni interessate “per andare al completamento della Grosseto-Fano”. E ha aggiunto: “Sono orgoglioso di aver contribuito a dare questo impulso per l’ammodernamento delle infrastrutture della Toscana e sulla questione degli aeroporti sono due volte contento, perché non era per niente scontato arrivare a questo punto”.
Il presidente ha ricordato che sul progetto della Holding pubblica “ho trovato resistenze da parte di Firenze e di Pisa e quando si è aperto lo spiraglio di un interesse privato ad acquisire il controllo dei due scali per andare ad una fusione societaria non ci ho visto nulla in contrario”. Rossi ha aggiunto che “al privato manterremo il fiato sul collo, e mi auguro che si arrivi presto alla società unica”. Poi ha detto: “Due punti voglio chiarire. Questa pista ha meno impatto ambientale di quella esistente. In secondo luogo, se la vendita di quote di Adf e Sat fosse stata un pericolo per Pisa non l’avrei accettata”. La vendita, ha aggiunto, è una garanzia di sviluppo sia per Pisa che per Firenze, “tanto che il presidente della Camera di commercio di Bologna pensa che il progetto di fusione sarà micidiale per il loro aeroporto”.
La pisa di Peretola, ha continuato Rossi, “è fissata in duemila metri e quando saremo chiamati a confrontarci con l’investitore privato e con Enac sosterremo questa scelta, perché lo sviluppo di Peretola ha bisogno di regole che garantiscano la tutela dell’ambiente”.
Rispetto al Parco agricolo della Piana, il presidente ha affermato di apprezzare “chi lo ha richiamato con toni positivi o negativi, perché è stato comunque posta l’attenzione su un punto importante: abbiamo salvaguardato il polmone verde di cui Firenze e la Piana hanno bisogno” e ha aggiunto che rispetto alla valutazione ambientale e dei rischi sanitari “siamo entrati nel merito di tutte le questioni”.
“Con questa scelta”, ha concluso, “diamo una svolta definitiva alla modernizzazione e allo sviluppo delle infrastrutture della nostra regione”.
Aeroporti. Russo: no al Pit, il vincolo sulla lunghezza della pista è una bufala
Il Consigliere: "La Regione non ha voce in capitolo. Saranno Enac e Eurnekian a stabilire dello sviluppo di Peretola"
"La Regione Toscana, checché se ne dica, non ha alcuna voce in capitolo nel determinare lo sviluppo e la lunghezza della pista dell'aeroporto fiorentino di Peretola. Di quanto avvenuto oggi non si capisce la strategia politica e la finalità pubblica. L'integrazione votata oggi dal Consiglio produrrà un impatto ambientale ingiustificato sulla Piana fiorentina. Addirittura il paradosso più stridente è che un imprenditore privato, Eurnekian, effettuerà l'ampliamento di Peretola contando su un generoso finanziamento pubblico del 50% dell'investimento." Lo ha dichiarato, questa mattina in Consiglio regionale, il Consigliere Rudi Russo, che ha espresso il proprio voto contrario all'Integrazione al Pit approvata dal Consiglio.
"Ci mettiamo sulla strada della privatizzazione con il contributo cospicuo dei cittadini. Tutto questo è incomprensibile ed è l'opposto di quello che era stato prefigurato dal Presidente Rossi all'avvio della discussione sul Pit, quando lo stesso Governatore parlava - era il 24 luglio 2013 - di una holding pubblica e di Firenze city airport", ha aggiunto Russo.
"Oggi la situazione si è ribaltata, inspiegabilmente. Fin dall'avvio di questo provvedimento di integrazione si è parlato di messa in sicurezza di Peretola, che opera in deroga rispetto alle normative europee perché troppo corta, e da questo punto fondamentale si è mossa tutta la discussione per risolvere questa situazione provvisoria e pericolosa. Naturalmente è sorta la preoccupazione altrettanto importante e opposto: la salvaguardia del Parco della Piana e la salubrità di tutta la zona".
"Elementi in contrapposizione. dunque, per conciliare i quali erano state date rassicurazioni sul fatto che Firenze sarebbe rimasto un city airport, una bomboniera, che si è risolta in una bufala, perché Enac, con un'osservazione recepita nel percorso del Pit lo scorso ottobre, ci dice che la Regione non ha alcuna competenza nello stabilire la lunghezza dello scalo fiorentino, poiché è una competenza propria.", ha argomentato Russo.
"Il cardine per controllare davvero questa situazione era la creazione di una Holding pubblica tra il Galilei e il Vespucci per mantenere sotto vigilanza pubblica la vocazione naturale dei due aeroporti: hub internazionale quello di Pisa, city airport quello di Firenze. Invece, andando contro il mandato conferito dal Consiglio alla Giunta di acquisire il 15% delle quote Adf, si è rinunciato al diritto di prelazione e poi, scavalcando il Consiglio, la Giunta ha ceduto le quote di Sat così da dare a Corporaciòn America, la maggioranza azionaria dei due scali aeroportuali e dunque la piena autonomia nello stabilire il loro sviluppo", ha concluso Russo. "In questo modo non si potrà porre nessuna limitazione a Peretola, né impedire che Firenze diventi l'aeroporto principale della Toscana perché più attrattiva di Pisa. Un'operazione che in passato Eurnekian ha già portato avanti con successo anche in Brasile. Posto tutto questo è facile intendere che la mia è una posizione contraria all'integrazione al Pit".
Aeroporti. Chincarini: voto contrario al Pit
La Capogruppo: con questo atto si gettano al vento decenni di investimenti su Pisa e si mina lo sviluppo del Galilei
"Ho espresso un voto contrario al Pit, ma non per motivi di campanile. Io credo che negli anni sia stato finanziato l'aeroporto Galilei di Pisa perché potesse diventare il principale hub della Toscana e del Centro Italia. Purtroppo, negli ultimi mesi sono state assunte decisioni, fuori da quest'aula, che hanno stravolto il senso di anni di politiche mirate per lo sviluppo aeroportuale della nostra Regione. Si parlava di holding pubblica e integrazione tra i due scali, mentre invece oggi ci troviamo con una proprietà privata e all'orizzonte una drammatica competizione tra Firenze e Pisa". Lo ha dichiarato, questo pomeriggio in Consiglio regionale, Maria Luisa Chincarini, Capogruppo di Centro Democratico, a proposito della votazione sull'integrazione al Pit.
"L'atto che abbiamo votato oggi non è vincolante per Corporaciòn America, che già ha scoperto le carte dicendo che anche la definizione di city airport deve essere cambiata in airport city. La lunghezza della pista sarà infatti stabilita da socio di maggioranza privato e da Enac, in barba all'espressione del Consiglio regionale", ha spiegato Chincarini.
"A Pisa sono stati investiti fiumi di denari pubblici, e questo è il motivo per cui io non vedo l'opportunità di annullare il lavoro fatto sin qui, mettendo a serio repentaglio lo sviluppo del principale scalo della Toscana. Perché si è deciso di cambiare rotta puntando su un aeroporto problematico come quello di Firenze e su una zona difficile, fortemente antropizzata e dal delicatissimo equilibrio ambientale?", ha argomentato Chincarini. "
"A Pisa ci sono 260 milioni di euro di investimenti in programma, e 160 già in cantiere per la realizzazione anche del people moover, che ci mostra e ricorda che dovremmo modernizzare il collegamento Pisa-Firenze con costi minori e un impatto minore", ha concluso Chincarini. "Nessuna città europea ha un aeroporto in città e il paradosso è che da Peretola al centro ci si mette lo stesso tempo che si impiega dal Galilei alla stazione di Santa Maria Novella. In ultimo, ma non ultimo, vorrei ricordare che a Pisa ci sono circa duemila dipendenti che rischiano di perdere il posto di lavoro. L'integrazione al Pit non sarà vincolante e a Firenze sarà costruita una pista di 2400 metri nell'interesse privato di Eurnekian, in barba allo sviluppo organico e coerente del nostro sistema aeroportuale regionale. Per questo motivo il mio voto è stato contrario".
Approvazione Pit, Ferrucci (Pd): “Dall’assemblea toscana atto urbanistico fondamentale. Maggioranza non in discussione”
“Non è in discussione la maggioranza complessiva del Consiglio regionale. In questa stessa seduta abbiamo approvato importanti atti relativi all’assestamento di bilancio e sul sistema socio sanitario; su questo specifico sapevamo che c’era un articolazione più complessa all’interno della maggioranza. La cosa più importante è che l’assemblea regionale ha oggi licenziato un fondamentale provvedimento urbanistico per lo sviluppo della Toscana”.
È il commento di Ivan Ferrucci, capogruppo Pd Regione Toscana, in merito all’approvazione dell’Integrazione al Piano di indirizzo territoriale (PIT) per la definizione del Parco agricolo della Piana e per la qualificazione dell'aeroporto di Firenze.
L'ordine degli architetti della provincia di Firenze: "L'”altra faccia” del Pit è l'aumento della burocrazia per i cittadini. E la decisione sull'aeroporto rischia di essere debole mediazione"
Con l'approvazione delle integrazioni al Piano di indirizzo territoriale si arriva finalmente, dopo un iter molto faticoso, ad un primo risultato per quanto riguarda l'assetto delle infrastrutture in Toscana.
Tuttavia alcuni aspetti sia del Pit che del Piano paesaggistico destano perplessità e preoccupazione. In particolare, le integrazioni approvate oggi rischiano di essere una debole mediazione, già messa in discussione da Enac sulla lunghezza della pista aeroportuale.
Ma anche allargando lo sguardo al Pit nel suo complesso e al Piano paesaggistico, le decisioni della Regione appaiono troppo deboli nelle scelte infrastrutturali di fondo e troppo forti nei divieti imposti ai cittadini privati.
L'idea-guida del Piano paesaggistico sembra la cristallizzazione del territorio toscano, se non addirittura la volontà di tornare ad un paesaggio mezzadrile che da tempo non esiste più, perché ormai modificato dalle trasformazioni sociali e urbanistiche che ha vissuto la nostra regione. Era necessaria un'opera di razionalizzazione dei vincoli paesaggistici, che invece restano gli stessi di sempre, con il risultato paradossale che aree totalmente prive di valore paesaggistico, come alcune aree industriali, saranno vincolate.
Come se non bastasse l'introduzione di questo Piano comporterà un ulteriore appesantimento degli iter burocratici di approvazione degli atti di pianificazione: questo appesantimento ricadrà non tanto e non solo sui professionisti, ma in ultima analisi sui progetti e le aspettative dei singoli cittadini.
Pit e pista aeroporto. Sgherri (Rifondazione Comunista e PDCI): “Un salto nel buio senza conoscenze per decisione consapevole e schiaffo a programmazione pubblica. Una presa in giro! Respinto odg per stralcio della pista. Voto contrario ad approvazione”
Variante PIT e pista aeroporto Firenze. Con questo voto oggi il Consiglio Regionale manca prima di tutto di rispetto a sé stesso. Un salto nel buio e uno schiaffo alla programmazione pubblica. Una presa in giro assolutamente folle! Infatti tutti gli elementi di conoscenza che venivano ritenuti necessari (e chiaramente indicati) al momento dell’adozione oggi non ci sono e anzi si sono aggiunti altri di non conoscenza, così da rendere il quadro conoscitivo assolutamente inadeguato a prendere una decisione consapevole. Per questo avevo presentato un ordine del giorno dove si chiedeva di stralciare la questione pista dalla variante al voto oggi. Respinto dall’aula. Cosi Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo di Rifondazione Comunista – Pdci in Regione. La scelta nel merito è sbagliata e anti storica, da ogni punto di vista: si va a fare di fatto un nuovo aeroporto in una piana già fortemente antropizzata e malata dal punto di vista degli impatti ambientali, acustici e atmosferici, con un aeroporto internazionale a 70 km che, se si volesse guardare al futuro, si dovrebbe puntare ad un collegamento ferroviario veloce con Pisa! Tornando sull’incompletezza faccio notare come tutti gli studi su impatti acustici e ambientali, sulle rotte e sul piano economico finanziario richiesti in sede di adozione oggi non ci sono, anzi anche il succinto master plan di AdF non vale più – dato che il ceo di Corporacion America ci dice che fra un pò (ma ad oggi nulla) presenterà i piani -. Ed inoltre l’audizione di Enac non si è avuta: audizione indispensabile per avere un quadro completo in quanto non è soltanto ente dirimente sulla decisione finale – per i propri compiti specifici - ma anche perché ha presentato una osservazione (respinta) dove chiede di cancellare i riferimenti numerici alla lunghezza della pista di 2000 metri, sarebbe stato quindi doveroso sapere se accetterà tale lunghezza o vorrà i 2400 metri ? la risposta è pleonastica. Inoltre: quasi tutte le osservazioni sono state respinte perché si è sostanzialmente detto che le valutazioni ambientali fatte ad oggi erano adeguate allo – scarso – livello di progettazione raggiunto, rimandando studi più approfonditi a quando ci saranno progetti compiuti, ma oggi si voterà e la decisione sarà definitiva, con forti dubbi che altre valutazioni ambientali (serie) saranno mai fatte. Senza dimenticare che l’ad di Corporation America ha detto che è normale ricevere finanziamenti pubblici e che certo non li rifiuterà. La verità – conclude Sgherri – è un paradosso : che di nuova pista si può parlare perché da oltre 20 anni non si è costruito in quell’area per la previsione di un parco della Piana, ma una pista nuova che è incompatibile col parco stesso, così come con le aree protette e con la necessità di abbattere (e non certo aumentare) l’inquinamento nell'area.
«Indispensabile il nostro Sì all’integrazione al Pit per la qualificazione dell'aeroporto fiorentino per un vero modello di integrazione aeroportuale toscano». Lo dichiarano i consiglieri regionali di Più Toscana, Gian Luca Lazzeri e Antonio Gambetta Vianna che spiegano il voto favorevole del Gruppo all’Integrazione al piano di indirizzo territoriale (PIT) per la definizione del Parco agricolo della Piana e per la qualificazione dell'aeroporto di Firenze.
«La scelta di una pista di 2000 metri – sottolineano – vuol dire che la politica ha scelto quale ruolo dovrà avere ognuno dei due aeroporti toscani, non lasciandoli in balia di mere scelte imprenditoriali, e garantendo un’omogenea crescita del territorio regionale toscano.
Infatti dal voto e dal dibattito in aula – continuano - è emerso almeno su questo punto una maggioranza diversa in Consiglio Regionale, ovvero una parte importante del PD e esponenti dell’opposizione, a partire appunto dal nostro Gruppo, hanno permesso il buon fine di questo atto. Il Presidente Rossi non può esimersi dal prendere atto dell’attuale situazione. Crediamo infatti che una delle risposte a chi vuole più infrastrutture e più lavoro sia proprio nel potenziamento dell’aeroporto, e sul quale vediamo l’aspetto più rilevante: quello di essere uniti per competere con gli aeroporti delle altre regioni, a partire da Bologna
Una pista di 2000 metri, quindi, vuole dire anche una mediazione capace di interpretare le esigenze legate alla sicurezza, allo sviluppo, alla tutela ambientale e a quella della salute dei cittadini residenti della Piana fiorentina. Posizioni ambigue su questo punto – concludono – non rappresentano altro che una fuga da responsabilità politiche».
VOTO CONTRARIO AL PIT. Romanelli (Sel): "Voto contrario, in nome di una visione profondamente diversa della modernità e di una concezione dello svilluppo che, nel merito e nel metodo, è stata stravolta rispetto al programma del centrosinistra".
"E' con grande rammarico, ma anche con grande fermezza, che oggi mi vedo costretto a votare contro il PIT per l'ampliamento dell'aereoporto di Firenze. Il metodo e il merito del Piano sono stati stravolti rispetto al programma originario del centrosinistra, facendo emergere una profonda divisione nella concezione dello sviluppo, ma anche del ruolo della politica" - dichiara Mauro Romanelli, Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia Libertà.
"Non è un mistero che molti abbiano la sensazione che le decisioni in merito al destino dell'aeroporto di Firenze siano state prese fuori da questo Consiglio; la vendita delle quote di SAT senza passare da un voto del Consiglio stesso ha certificato la vera e propria espropriazione della capacità decisionale di questa Assemblea. C'è una evidente incongruenza tra il PIT oggi discusso e la realtà dei fatti che smentiscono molti dei quei punti che segnavano una mediazione già difficile: ad esempio, siamo passati da una holding pubblica a una holding a maggioranza privata. Siamo certi che chi segue le pure logiche di mercato garantisca così automaticamente uno sviluppo equilibrato tra i due scali, Firenze e Pisa? Siamo certi che una società privata non possa far leva, ad esempio in occasione della futura fusione societaria, sulla compressione dei costi del lavoro o addirittura la diminuizione delle unità lavorative, per perseguire il proprio legittimo e naturale interesse, ovvero il massimo profitto? Quali strumenti abbiamo per garantire il lavoro e l'occupazione se l'azienda non è più a maggioranza pubblica?".
"Così come la monodirezionalità della pista, al fine di evitare i sorvoli su Firenze città, il suo mantenimento a 2000 metri di lunghezza, e la contrarietà ad un utilizzo di risorse pubbliche, tutti capisaldi ribaditi con veemenza dal Presidente, dalla Giunta e dalla maggioranza in sede di adozione del PIT, sono state fortemente messe in discussione dalle prese di posizione di Enac, Adf stessa, esponenti del Governo, nonchè dal nuovo investitore privato, ora socio di maggioranza, che pur esprimendo rispetto per le indicazioni della Regione, ricorda e sottolinea che anche Enac dovrà dire la sua e non fa mistero di prediligere la soluzione a 2400 metri con pista bidirezionale".
"E' emersa dunque una divisione profonda, una veduta strategica e una concezione del ruolo della politica diametralmente opposto alla concezione di Sinistra Ecologia e Libertà. E questo non può che essere un elemento di riflessione, anche se certamente poco ha da darci lezioni il centrodestra, che, ove il centrosinistra è risultato diviso, da questa votazione esce addirittura polverizzato, sbriciolato, e quindi non credibile, nel momento in cui tenta letture politiche di tipo generale" - conclude Romanelli.
«Voterò a favore dell'approvazione dell'integrazione al Pit per la definizione del Parco agricolo della Piana e per la qualificazione dell'aeroporto di Firenze, perché da un anno a questa parte, è rimasto l'unica cosa che non è cambiata, il vero punto di equilibrio utile a uno sviluppo integrato dei due scali aeroportuali di Pisa e Firenze», così il consigliere regionale (PD) Paolo Tognocchi nel suo lungo intervento in aula in occasione dell’approvazione definitiva della variante urbanistica del PIT. «Oggi in barba a chi dice, come il viceministro Nencini, che la decisione del Consiglio regionale non conta e che l’ultima parola spetta a Enac – continua Tognocchi – abbiamo messo un paletto importante prevedendo una pista di 2.000 metri senza alcun tipo di finanziamento pubblico. Se Enac, ma in particolare il Goveno nazionale, decidessero di farlo saltare se ne assumerebbero la piena responsabilità nei confronti della Toscana. È un atto questo di valenza non solo amministrativa, ma anche politico – spiega Tognocchi – Non ho condiviso la decisione del Presidente della Regione Enrico Rossi di cedere le quote di Sat, ma ho avuto la solidarietà e il sostegno di pochi colleghi. Avrei preferito - precisa Tognocchi – che si fosse andati avanti con quanto previsto dallo studio commissionato a Kpmg, ossia una holding a maggioranza pubblica e instaurare un rapporto paritario con il privato che consentisse almeno in una prima fase di garantire gli obiettivi di crescita armoniosa dei due scali differenziandone missioni e obiettivi. Ma ormai – continua Tognocchi – i giochi sono fatti e in un contesto purtroppo di annullamento della presenza pubblica nella governance dei due scali – conclude Tognocchi – gli enti locali dovranno andare a vedere il piano industriale e verificarne quindi il rispetto degli obiettivi stabiliti dalla programmazione regionale, per evitare la ricaduta negativa dell’operazione per lo sviluppo equilibrato della Toscana».
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