Disco verde al rendiconto 2013 della Regione

Il consiglio regionale

Con 28 voti a favore, 20 contrari e un astenuto, il Consiglio regionale ha approvato il Rendiconto generale 2013 della Regione Toscana. L’esercizio 2013 registra un saldo finanziario di -439,10 milioni di euro che è determinato dagli accertamenti e dagli impegni assunti sull’esercizio di competenza, dal totale dei residui attivi e passivi risultanti al 31 dicembre 2013 e dal fondo finale di cassa. A fronte di tale saldo finanziario vi è un avanzo vincolato di 2 miliardi e 155 milioni di euro. Si tratta prevalentemente di risorse accertate o riscosse e non impegnate alla data del 31 dicembre 2013, che devono essere riportate sull’esercizio 2014 per il finanziamento della stessa tipologia di spese a cui erano destinate. L’esercizio 2013 si chiude perciò con un disavanzo di amministrazione di 2 miliardi e 594 milioni di euro che è dato dalla somma delle due componenti negative sopra descritte (avanzo finanziario -439 milioni e avanzo vincolato reiscritto nel 2014 pari a 2 miliardi e 155 milioni di euro). L’importo del disavanzo è sostanzialmente in linea con quello relativo all’esercizio 2012 (2 miliardi e 590 milioni di euro) e risente prevalentemente dall’aver effettuato negli esercizi precedenti spese di investimento in misura superiore rispetto all’importo del mutuo contratto.

Intervendo in aula per illustrare il rendiconto, il presidente della commissione di Controllo, Paolo Marcheschi (Fratelli d’Italia), ha espresso soddisfazione “perché quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di avere la relazione della Corte dei Conti, che ci ha permesso un approfondimento dell’analisi dei dati di bilancio e che ricalca alcune osservazioni che negli anni avevamo sollevato”. Marcheschi ha sottolineato che i dati risentono “della diminuzione dei trasferimenti statali” e confermano che la maggior parte delle risorse è impiegata per il sistema sanitario. “Un riscontro positivo è dato dal contrasto all’evasione fiscale”, ha detto, “che andato oltre le aspettative. Speriamo che si prosegua su questa strada, anche per poi andare ad una diminuzione delle tasse, che invece stanno ancora crescendo, in particolare l’Irap”.  Marcheschi ha anche messo in evidenza alcune osservazioni. “C’è un trend costante del disavanzo”, ha spiegato, “con un aumento delle spese correnti e una contrazione delle spese per investimenti, mentre sarebbe meglio il contrario”. E riguardo alla spesa corrente ha aggiunto che “risulta deludente la capacità di spesa rispetto a quella messa preventivata”. Marcheschi, richiamando le osservazioni della Corte dei Conti, ha evidenziato anche “la lentezza nell’utilizzo dei fondi europei e l’incapacità ad esaurirli, i costi delle sedi regionali di Bruxelles e Roma e il livello piuttosto elevato di debito pubblico”. Giudizio critico anche sull’alienazione degli immobili regionali, “visto che le 20 aste sono andate tutte deserte”, e sulle società partecipate. Su queste, ha specificato, la Corte dei Conti ha segnalato “perplessità sul rapporto tra Giunta regionale e Fidi Toscana e sul funzionamento di Firenze Fiera, Firenze Parcheggi e sulle terme”. Infine, ha ricordato che la commissione Controllo ha chiesto un approfondimento per chiarire come mai solo il 29% dei toscani paghi il ticket sanitario che ammonta a 62 milioni di euro.

Per il vicepresidente della commissione Controllo, Paolo Bambagioni (Pd), “il rendiconto 2013 è corretto, anche se è vero che manifesta alcune criticità. Bisogna però tenere conto che gli ultimi bilanci sono maturati in un contesto economico molto diverso rispetto al passato. La Regione ha dovuto fare i conti con i tagli dei finanziamenti statali, con i limiti imposti dal patto di stabilità e con la decisione di aderire alla richiesta del Governo di ridurre i tempi di pagamento a favore dei fornitori”. La relazione della Corte dei Conti, che “pure avanza delle osservazioni” è, secondo Bambagioni, “positiva, perché conclude affermando che la gestione economica è stata corretta ed eticamente onesta. E questo è un motivo di vanto”. Riguardo alla mancata vendita del patrimonio immobiliare, ha sottolineato “che non è colpa della Regione se le aste sono andate deserte”, mentre rispetto a Fidi Toscana ha affermato che “è necessario uscire dall’arida logica dei numeri”. “Fidi Toscana”, ha spiegato, “è stata lo strumento attraverso il quale la Regione ha fronteggiato la deindustrializzazione e questo, indubbiamento, ha usurato le capacità della società. Ma non si è trattato di cattiva gestione, bensì di interventi a sostegno delle aziende e del lavoro”.

Di “bilancio regionale non positivo” ha parlato il consigliere Gabriele Chiurli (gruppo Misto) che ha messo in evidenza il fatto che “il 71 per cento dei toscani è esente dai ticket sui farmaci, tanto che sarebbe il caso di riflettere se continuare a tenerli”. Chiurli ha anche criticato l’entità del debito pubblico, “l’indennità dei politici, che è salita così come sono saliti i rimborsi”, la mancata dismissione delle Società della salute e i finanziamenti al settore istruzione e cultura e all’Ardsu, l’azienda unica per il diritto allo studio. Severo il giudizio sulle società partecipate, in particolare Fidi Toscana perché “non sono state superare le criticità a suo tempo segnalate da Bankitalia”.

Giuseppe Del Carlo (Udc) ha sottolineato che “la spesa corrente, che avrebbe dovuto contrarsi, è cresciuta del 25,55 per cento; la spesa in conto capitale è aumentata, mentre gli investimenti sono diminuiti dell’8 per cento; infine, ci sono criticità nella capacità di spesa, visto che in alcune strategie resta sotto il 50 per cento rispetto alle previsioni”. Del Carlo ha evidenziato, in particolare, le osservazioni della Corte dei Conti a proposito “delle criticità segnalate da Bankitalia rispetto al rapporto con Fidi Toscana, criticità che non sono state superate. Del Carlo ha concluso affermando che “il rendiconto mette in evidenza molti problemi, che la Giunta regionale dovrebbe finalmente spiegare all’aula”.

L’assessore al Bilancio, Vittorio Bugli, ha replicato alle critiche affermando di aver “partecipato all’udienza della Corte dei Conti” dalla quale era “emerso un giudizio positivo sul rendiconto”. Bugli ha ricordato che la requisitoria del viceprocuratore ha avanzato delle osservazioni “le quali vanno tenute in considerazione, ma che non inficiano il giudizio finale sul bilancio”. Anche sul fronte del servizio sanitario, Bugli ha invitato i consiglieri “a leggere bene la relazione, perché non emerge un giudizio così negativo”. Rispetto al peggioramento del disavanzo, l’assessore ha ricordato che nel 2013 la Regione, “per rispettare i vincoli del patto di stabilità”, ha finanziato con risorse proprie circa 400 milioni di investimenti. Contemporaneamente, “la spesa per investimenti è scesa dell’8 per cento perché, sempre a causa del patto di stabilità, è diminuito di 300 milioni il tetto di spesa possibile”. Infine, rispetto all’indebitamento Bugli ha sottolineato che “la Regione non contrae debiti per investimenti dal 2011, ma nel 2013 ha anticipato le risorse per pagare i debiti contratti con i fornitori. In questa situazione, la crescita dell’indebitamento è inevitabile”.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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