Il comitato in difesa della Costituzione: "Pretendiamo una discussione più seria sulle riforme per un confronto democratico". Volantinaggio in centro

Il corteo del primo maggio 2014 a Empoli (foto gonews.it)

La Riforma del Senato è passata in aula per essere discussa, dopo essere stata licenziata dalla Commissione Affari Costituzionali senza, a nostro parere, un confronto pacato e approfondito che la modifica degli assetti costituzionali merita.

Come cittadini, schierati da sempre a difesa della Costituzione e delle Istituzioni, abbiamo assistito invece a poco ortodosse “epurazioni” di partito: sostituzioni repentine ad hoc nelle commissioni per silenziare il dissenso interno, editti bulgaro-cinesi accompagnati da ordini precisi agli esecutori a distanza, la derisione irrispettosa nei confronti dei cosiddetti “professoroni” e di quanti hanno osato criticare il dogma della riforma.

Come cittadini di questo paese pretendiamo una “discussione” più seria e meditata sui temi delicatissimi delle riforme istituzionali, il rispetto di tutte le opinioni in campo e un confronto civile e democratico.

Pretendiamo il rispetto dell’art. 67 della nostra Costituzione che scioglie i rappresentanti eletti al Parlamento da qualunque disciplina o dictat di partito vincolandoli unicamente al bene della Nazione.

Tutti quei cittadini che oggi si riconoscono nel valore della nostra Carta, impegnati da anni nella sua difesa e attuazione attraverso i diversi comitati sparsi sul territorio e oggi riuniti nella RETE PER LA COSTITUZIONE, promuovono e danno comunicazione del presidio che si terrà davanti l’aula del Senato, piazza delle cinque lune, martedi 15 luglio, alle ore 10.

Martedì 15 luglio, dalle ore 21,00 , contestualmente ad altre città italiane, anche a Empoli si terrà un volantinaggio .

Invitiamo tutti i cittadini a partecipare per chiedere che vengano rivisti gli aspetti più critici della riforma del Senato, come la non eleggibilità dei senatori ma anche un riequilibrio dei poteri che ad esso vengono sottratti, demolendo così importanti contrappesi nell’equilibrio fondamentale tra le componenti istituzionali.

La lettera della Rete per la Costituzione al presidente del Senato della Repubblica Pietro Grasso e a tutti i Senatori

Il progetto di riforma costituzionale sottoposto all'esame dell'Aula del Senato a partire da lunedì 14 luglio 2014, è oggetto di grande preoccupazione per molti cittadini italiani che, manifestando in varie forme la loro opposizione, considerano la Costituzione repubblicana il fondamento della convivenza democratica.

Con il referendum confermativo del 2006 la maggioranza degli italiani impedì il tentativo di stravolgere le norme su cui si fonda l’ordinamento dello Stato italiano.

Oggi questo progetto torna ad imporsi, ma ha l'aggravante di essere il frutto di accordi intervenuti tra due soggetti privati, uno dei quali ha commesso gravi reati contro lo Stato per i quali è stato definitivamente condannato ed ha in corso l’espiazione della pena.

Questa intollerabile situazione è certamente una delle più gravi anomalie per cui l'Italia si distingue tra gli altri Paesi europei.

Mancano però anche evidenti ragioni giuridiche perché l'attuale Parlamento italiano -  frutto  di una legge elettorale che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittima - possa disporsi a modificare la Costituzione, iniziativa di vitale importanza per il futuro del Paese e che i cittadini italiani, tra l'altro, non hanno mai chiesto venisse promossa e attuata.

Non vi sono fondate ragioni per trasformare il Senato della Repubblica in mera “camera consultiva”, privata delle fondamentali funzioni che la Costituzione ha attribuito proprio pensando al bilanciamento dei poteri costituzionali e per di più formata da soggetti non eletti dai cittadini italiani ma nominati in altri luoghi e per altre funzioni.

Se a ciò si aggiunge la previsione di estendere l’immunità parlamentare a senatori nominati, allora la violazione appare manifesta a cominciare dai principi sanciti dall'art. 3 della Carta.

Il progetto che vi accingete a discutere al Senato in prima lettura, dopo che alla Camera è stata approvata una nuova legge elettorale che presenta tutte le caratteristiche di illegittimità costituzionale della precedente, autorizza i cittadini a ritenere che vi sia una volontà diretta ad eliminare dalla Costituzione i principi della democrazia rappresentativa per introdurre un sistema di investitura plebiscitaria.

Questo è il concreto e grande rischio che corre la Repubblica.

Ed è un pericolo che è vostro compito sventare.

Il vostro ruolo impone non solo di considerare le ragioni di quella che appare come una radicale modifica della struttura istituzionale dello Stato, ma di assumere la responsabilità di una decisione che potrebbe segnare nel futuro la fuoriuscita da una Repubblica democratica.

Come cittadini componenti associazioni e comitati in difesa della Costituzione presenti in varie parti d'Italia e uniti nella “Rete per la Costituzione”, vi sollecitiamo affinché il progetto di riforma costituzionale in discussione venga fermato.

 

Il Comitato in difesa della Costituzione empolese-valdelsa

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