Sanità, la commissione passa in esame tre proposte di legge. Tra queste l'abolizione delle Società della salute

Marco Remaschi

Giornata di espressioni di voto per la commissione Sanità, presieduta da Marco Remaschi(Pd), che ha passato in esame tre proposte di legge, due di modifica della disciplina del servizio sanitario regionale ed una di modifica del sistema integrato di interventi e servizi per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale.

La prima proposta di legge è stata illustrata brevemente da Stefano Mugnai (Fi), vicepresidente della commissione e primo firmatario della proposta: prevede l’abolizione delle Società della salute, e di “eliminare un costo per una struttura che appare come un inutile carrozzone”. “Dobbiamo andare verso la semplificazione – ha detto Mugnai – salvaguardando principi come quello dell’integrazione. Ma per questo non c’è bisogno di assetti istituzionali pesanti”. “L’esperienza delle Sds in Toscana – ha spiegato ancora il consigliere – è stata articolata, ma anche questa è una debolezza: non è tollerabile che i cittadini toscani abbiano un accesso diversificato ai servizi a seconda di dove abitano”. Sull’atto, respinto a maggioranza (andrà in aula con il parere contrario della commissione) si è espressa a favore anche Maria Luisa Chincarini (Cd), mentre hanno votato contro Marco Remaschi,Lucia Matergi e Simone Naldoni, tutti del Pd.

Le altre due proposte di legge, che hanno come primo firmatario Simone Naldoni (Pd), sono state oggetto di una lunga illustrazione da parte del consigliere, il quale ha spiegato come gli atti siano stati sottoposti a consultazioni e sia stato creato un gruppo di lavoro per modificarli a seguito delle osservazioni avanzate. Lo scopo delle proposte, ha detto Naldoni, è riuscire ad arrivare a una gestione associata a livello di zona-distretto del settore sociale, sia che i Comuni siano obbligati a farlo per legge sia che non lo siano. “Questo – ha commentato il consigliere – eviterà che il sistema si spezzi in mille rivoli”.

In pratica, ci saranno due opzioni: o gestire il sociale attraverso le Società della salute, laddove l’esperienza dell’ente sia stata positiva e sia stato deciso di non scioglierla con un nuovo passaggio in Consiglio comunale, con una nuova assemblea Sds e dopo che la Regione Toscana abbia sentito la conferenza regionale dei sindaci. L’altra alternativa è quella di agire in convenzione. “Abbiamo puntato – ha detto ancora Naldoni – a costruire una governance multilivello, in cui la novità è l’area vasta”. Ancora, la partecipazione degli utenti, volontariato e terzo settore, vengono normati puntando a creare un sistema omogeneo di relazioni in tutta la Toscana. La pianificazione è valida a livello aziendale.

Lucia Matergi (Pd) ha osservato che si tratta di leggi non solo abrogative ma di straordinaria manutenzione, “che partono dal basso e che tengono conto di un giudizio variegato sulle Sds, dando la possibilità di mantenerle dove hanno funzionato bene”. “Il fatto che le risorse siano stanziate quando gli enti locali hanno fatto la programmazione – ha aggiunto la consigliera – è una garanzia del fatto che i soldi vengano spesi bene”.

Stefano Mugnai ha commentato, a proposito di questa legge, “che bisogna a un certo punto avere il coraggio di fare a meno di qualcosa, qui invece si cerca di non buttare via nulla”.

Maria Luisa Chincarini (Cd), andando nel concreto, ha ricordato di aver chiesto dati e numeri sulle prestazioni – prima e dopo le Sds – e di non aver mai avuto risposta.

La commissione ha licenziato gli atti registrando il voto favorevole dei consiglieri del Pd: Marco Remaschi, Lucia Matergi e Simone Naldoni; e il voto contrario di Stefano Mugnai (Fi) e Maria Luisa Chincarini (Cd).

La parola passa ora al Consiglio, che esaminerà le tre proposte di legge nel corso dell’aula del 15 e 16 luglio.

Fonte: Consiglio Regionale della Toscana

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