
Variante manutentiva al regolamento urbanistico, Enzo Migliorini del PD di Certaldo, rende noto le sue osservazioni:
Al Sindaco Comune Certaldo
e.p.c Al Presidente Consiglio Comunale –
Al Dirigente del Settore Servizi per il Territorio
Oggetto: OSSERVAZIONE a “Variante manutentiva” al Regolamento Urbanistico - delibera n.
Il sottoscritto Enzo Migliorini, presa visione della documentazione relativa alla “Variante Manutentiva” al Regolamento Urbanistico di Certaldo, intende presentare OSSERVAZIONE sia ai sensi dell'art. 17, comma 2, della L.R. 1/05 sia ai sensi dell'art. 8, comma 5, della L.R. 30/05 e dell'art. 11 del D.P.R. 327/01. L’OSSERVAZIONE è relativa all’allegato 12 – Proposta di variante - e specificatamente trattasi di:
1. Cassazione del punto 5, art. 40 “Proposta di variante NORMATIVA 21, con ripristino precedente dizione che prevedeva anche parere conforme della Commissione Edilizia.
2. Cassazione del punto 4, art. 84 “Proposta di variante NORMATIVA 27”
Sono consapevole che Nella variante proposta viene accolta la normativa regionale in materia di unificazione dei parametri urbanistici che chiarisce la definizione di superficie coperta, utile al calcolo degli interventi in zone industriali ed artigianali, specificando che dal calcolo vengono esclusi i volumi tecnici;che nella definizione di volumi tecnici sono compresi “serbatoi per lo stoccaggio e la movimentazione dei prodotti e relative opere di sostegno”;che le aree D5 essendo (“di fatto” perché non espressamente scritto nel RU) equiparate a tutte le altre aree industriali ed artigianali D vengono interessate dalla variante nonostante siano definite come: “attività produttive non agricole esistenti in zone a prevalente funzione agricola non integrate con le zone e gli ambiti industriali”, senza particolari restrizioni o accorgimenti. La normativa regionale fa presente che i comuni sono obbligati ad adeguare i propri regolamenti entro maggio 2015, anno in cui scade anche il nostro Regolamento Urbanistico ed il nostro Consiglio comunale, utilizzando tutto il tempo utile a disposizione, avrà maggiore opportunità per fare una valutazione politica più ponderata ed approfondita sul futuro utilizzo delle attività industriali in zone agricole, a cominciare da quelle dismesse. Per la nostra Amministrazione comunale, almeno negli ultimi 20 anni, il principio di conservazione delle D5 (attività industriali in zona agricola), è stato quello di tendere alla riconversione dei volumi di detti immobili per attività più attinenti e consone con l’attività agricola e complementari del territorio aperto e spessissimo, la stessa Amministrazione ha negato ampliamenti di modesta entità. Sono convinto che il rimandare di un solo anno (e comunque sempre in tempi utili) alcune parti contenute nelle direttive della l.r.23/05/2013 n°25 con regolamento di attuazione 11 novembre 2013 contribuisca a rendere più sereno il clima nella nostra collettività che , a torto o a ragione, molti cittadini vedono già un nesso tra questo adeguamento normativo ed una possibile seppure improbabile facilitazione normativa, in relazione ad una ipotetica futura istituzione di una “zona mineraria” in terreno agricolo. Confortato in merito dalla posizione politica del Consiglio comunale e dello stesso Sindaco, confido nell’accoglimento dell’osservazione e porgo i miei più cordiali saluti.
Enzo Migliorini
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