
Boretti (Pd): “Necessario difendere sede fiorentina, non abbasseremo la guardia”
“Sono notizie allarmanti quelle che si stanno diffondendo sulla sede fiorentina di Esaote: la Regione e tutti i livelli istituzionali interessati devono assolutamente rivendicare il sostegno dato finora a questa realtà industriale. Basti ricordare circa otto milioni di finanziamenti che proprio la Regione Toscana ha messo a disposizione in questi anni per la realizzazione di progetti volti al rilancio della produzione. Pertanto, è giusto che ci sia un richiamo alle responsabilità dell'azienda in virtù degli impegni che sono stati presi. Condividiamo la preoccupazione dei lavoratori e siamo dalla loro parte per difendere con forza lo stabilimento, non abbasseremo la guardia”.
A dirlo è Vanessa Boretti, consigliera regionale Pd, che questo pomeriggio ha incontrato i lavoratori Esaote che si trovavano in piazza della Signoria in occasione della seduta del Consiglio comunale per esporre la propria situazione.
“Il piano industriale avanzato dai vertici aziendali non tutela i lavoratori e penalizza notevolmente un eccellenza del tessuto produttivo locale e regionale. – prosegue Boretti - Ancora più grave poi sarebbe la situazione se fossero vere le voci relative a una possibile cessione della sede fiorentina, come hanno denunciato i sindacati. La nostra economia è stata già fortemente penalizzata dalla crisi. Non possiamo permetterci di perdere pezzi importanti del nostro sistema per colpa di piani industriali sbagliati: auspico che da parte dei vertici aziendali ci sia la volontà di riaprire un confronto che vada nella direzione della tutela dei lavoratori e del rilancio della produzione. La Regione continuerà a monitorare i passaggi della vicenda, mettendo in campo tutte le azioni possibili e necessarie perché questo confronto si realizzi quanto prima e per tutelare lavoratori e professionalità”.
Sgherri: ”si prospetta un forte ridimensionamento del sito fiorentino. Chiederò una comunicazione in aula alla Giunta sulla vicenda”
Vicenda Esaote. Quanto appare anche sulla stampa oggi non è certo di buon auspicio, con l’azienda che, col proprio piano, va avanti nella direzione di cassa integrazioni, esuberi e richieste di trasferimento. E’ quindi necessario ed urgente che la mozione approvata dal Consiglio Regionale lo scorso 18 giugno proprio su questa vicenda non rimanga lettera morta. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo di “FdS” in Regione. Possibile - a quanto si legge - cessione dello stabilimento di Firenze (230 lavoratori impiegati), a Firenze 30 dei 78 esuberi previsti, cassa integrazione per 120 e 25 lavoratori qualificati da trasferire a Genova i quali, se non accettassero, finirebbero nel novero dei cassa integrati.
Insomma un fortissimo ridimensionamento del sito fiorentino, gravi nubi sotto l’aspetto occupazionale e del mantenimento del livello d’eccellenza fin qui vantato da Esaote, questo il quadro. La mozione approvata impegnava la Giunta a “mettere in campo tutte le azioni necessarie a tutelare un patrimonio di competenze che non può essere disperso” e a “confermare il pieno sostegno ai progetti di sviluppo e innovazione, anche alla luce delle ulteriori possibilità che potranno aprirsi con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020, a condizione che l’azienda si impegni concretamente a mantenere la crescita produttiva ed a tutelare i livelli occupazionali”. Visti questi impegni – prosegue Sgherri - che il Consiglio aveva affidato alla Giunta e nel contempo quanto – a distanza di alcune settimane - l’azienda paia andar dritta per la propria strada, chiederò che il consiglio medesimo sia informato dello stato dell’arte e delle azioni concrete messe e da mettere in campo; quindi con una comunicazione ad hoc della Giunta stessa all’aula sulla vicenda.
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