
“In via generale gli aiuti alle società di gestione aeroportuali devono essere notificati alla Commissione Europea al fine di valutarne la compatibilità”. Lo ha dichiarato l’assessore alle infrastrutture e alla mobilità Vincenzo Ceccarelli, rispondendo ad un’interrogazione dei consiglieri Monica Sgherri (Fed. Sin. – Verdi) e Mauro Romanelli (gruppo Misto).
L’assessore ha precisato che la Regione, seguendo gli orientamenti del 2005, ha in passato notificato alla Commissione la previsione di contributi per la realizzazione delle infrastrutture aeroportuali ed erogato gli stessi dopo la decisione di compatibilità. Una recente revisione di tali orientamenti, però, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea il 4 aprile scorso. “Il Comune di Pisa, nell’ambito dell’audizione del 27 maggio scorso – ha affermato Ceccarelli - ha consegnato ampia documentazione alle commissioni consiliari competenti, comprendente anche un parere legale rilasciato alla società Sat spa, che evidenzia un tendenziale inasprimento delle regole in materia”.
L’assessore ha quindi sottolineato che, dopo il parere espresso dalle commissioni consiliari, la Giunta regionale ha preso atto del parere di congruità finanziaria dell’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Corporacion Amerika Italia srl, rilasciato dalla società Kpmg Advisory spa, che risulta “accessibile e disponibile per gli usi consentiti dalla legge”.
Ceccarelli ha infine precisato che l’attività di advisor finanziario e legale, previsto dall’accordo sulle linee guida del sistema aeroportuale toscano del febbraio 2013, è ancora in corso e si concluderà solo con la verifica del gruppo tecnico sulla conformità del servizio.
Romanelli (SEL): "Dalla risposta della Giunta alla nostra interrogazione emergono criticità sulla compatibilità degli aiuti statali"
Mauro Romanelli ha ringraziato l’assessore per la risposta “precisa e rigorosa”, osservando che, in qualche modo, gli obiettivi condivisi dalla maggioranza sull’integrazione aeroportuale e la realizzazione di una pista parallela per Peretola si raggiungono, ma rinunciando al controllo pubblico, che meglio avrebbe garantito la non conflittualità tra i due scali, il loro sviluppo equilibrato, con le garanzie necessarie per i lavoratori.
“L’interrogazione, del 23 maggio scorso, è arrivata in aula a vendita già effettuata, ma è stato importante dibattere ugualmente su un’operazione che ha visto la Regione cambiare totalmente percorso senza un reale confronto negli organi preposti”.
“L’idea che con l’arrivo di un privato, Corporaciòn America, che prende la maggioranza delle due società, non cambi nulla rispetto alla costituzione di una holding sotto il controllo pubblico, ci vede molto critici: non siamo così sicuri che il privato realizzerà l’interesse pubblico garantendo l’equilibrio tra i due scali toscani, che garantirà i lavoratori, che farà scelte compatibili con la delicata situazione ambientale e sanitaria della Piana”.
“Riguardo poi allo spinoso temo dei 120 milioni di aiuti pubblici, che erano stati comunque solennemente esclusi da un ordine del giorno votato da tutta la maggioranza e collegato all'adozione del Pit a Luglio scorso, è emerso, dalla risposta dell’Assessore, che le criticità ci sono eccome e che andrà valutata con attenzione la compatibilità di tali aiuti proprio per quanto già segnalato dal Comune di Pisa, ovvero di un tendenziale inasprimento delle regole in materia di aiuti di Stato agli aeroporti e alle compagnie aeree" - conclude Romanelli
Sgherri: "Dal nuovo quadro che emerge, siamo in uno scenario sempre peggiore”
Vicenda vendita azioni della Regione in SAT. L’interrogazione discussa oggi e presentata da me e dal collega Romanelli arriva in aula all’indomani della scelta scellerata di vendere le azioni. Nella risposta dell’assessore ai trasporti non vengono affatto – e non poteva essere altrimenti - chiarite obiezioni e criticità presenti nell’interrogazione, obiezioni profondamente radicate nella loro contrarietà di fondo alla vendita. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo di “FdS” in Consiglio Regionale. Ma - prosegue Sgherri - ancora di più sconcertano le dichiarazioni sulla stampa di oggi del Presidente Rossi che ha parlato (sulla raggiunta maggioranza nelle due società da parte del socio argentino) di “forza pacificatrice del mercato”. E’ in nome a questa rassegnazione che ha voluto a tutti costi vendere ? In nome a questa convinzione ha consegnato la maggioranza societaria al privato ? Non è dato sapere ma quel che è certo è che il privato da ora in avanti legittimamente porterà avanti scelte che gli garantiscano il massimo del profitto e non è certo detto che queste siano le migliori per tutelare l’interesse generale! Intereresse che, lo ricordiamo, ricercava un equilibrio fra le funzioni dei due scali, senza dimenticare che vi è tutta la partita – di cui non si parla più – della compatibilità dello nuovo progettato scalo fiorentino con gli impatti acustici e ambientali in una piana già fortemente inquinata. Sempre in nome all’interesse generale la variante al PIT adottata dichiarava che tutti i costi erano a carico del privato; inoltre parlava di una pista di 2000 metri (che comunque non avevamo condiviso). I primi passi successivi della vicenda ci dicono che non ci pare si vada in questa direzione. Ancora quindi più complicato e negativo appare lo scenario che va configurandosi intorno alla futura discussione e approvazione della variante al PIT, uno scenario che chiede con ancora maggior evidenza e forza che si stralci la questione pista dalla variante stessa.
Fonte: Consiglio Regionale Toscana
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