PD, acque agitate. Cosimo Neri della segreteria: "Renziani accusati di complotto, ora basta". Su Facebook la sua riflessione spopola

Cosimo Neri (foto Facebook)

Gli animi nel PD di Certaldo non si placano. L'assemblea comunale che si è tenuta lunedì 16 giugno, il giorno precedente alla presentazione alla stampa della giunta Cucini, ha riacceso quei malumori e dissapori che alcuni membri del PD, hanno deciso di condividere con le parole di Cosimo Neri, componente della segreteria, che su Facebook si è sfogato. Al documento hanno aderito: Lorenzo Calvetti, Michela Mugnaini, Brunella Manghi, Andrea Signorini, Simone Scardigli, Enzo Migliorini, Andrea Mori, Elisa Caruso, Capecchi Federigo, Andrea Spini, Ganetti Massimo, Carlo Mainardi, Roberta Ceccherini:

"IO NON CI STO! Io non ci sto a partecipare a delle "purghe staliniste" come quella di ieri sera (lunedì 16 giugno), a sentirmi il dito puntato, a sentirmi accusare di slealtà, di scorrettezza, di traditore. Io non ci sto, perché io come altri miei amici d'avventura, non vogliamo le coltellate da chi vuole essere chiamato compagno! Da chi fa attacchi personali gravi, da chi muove accuse nei confronti di persone che non sono presenti ad una discussione, per la paura di un contraddittorio a cui mai avrebbero potuto tener testa, mentre nessun dirigente o quasi, muove un dito per prendere le distanze.

Non ci sto a prendermi gli insulti di chi manifesta il suo disagio e viene tacciato di "povero ebetino manovrato", non ci sto quando si accusano persone di essere fascisti solo perché non la pensano come te! Non ci sto quando sei accusato di tradimento, di lavorare per il nemico, solo perché hai deciso di non metterci la faccia. Non ci sto quando si muove l'accusa di aver votato contro il tuo partito, spostando i voti, ben 2300, nei confronti del tuo competitor. Non ci sto quando tra le righe si invita, a sbattere la porta, ed andarsene (e per fortuna non facciamo i giornalisti, altrimenti non ci sarebbe stato nemmeno l'invito). Io non ci sto quando vedo salire persone sul carro renziano solo per la ricerca di una sedia, persone che abbracciano un Lotti un Danti o una Bonafè, accaparrandosi l'immagine del "cambiamento" per poi suggerire di scrivere Domenici nell'urna!

Non ci sto quando si accusa i "renziani" di aver complottato, per far cadere il 64% del PD europeo al 40 scarso amministrativo, non ci sto perché se i numeri parlano chiaro, se noi avessimo avuto tutto questo potere, col cavolo che le primarie del 9 marzo sarebbero andate a quel modo, andando in barba a tali metodi (legali, ma tutto tranne che democratici) ben note ai tanti cittadini tesserati e non. Non ci sto a veder pugnalare un ragazzo che con i suoi mille difetti ha sempre dato anima e cuore per questo partito, sacrificando affetti e tempo libero per poi vedersi messo in un angolo, da giochi di potere, da chi dopo una pacca sulle spalle gli diceva ‪#‎ghigostaisereno. Io non ci sto perché non è così che amo fare politica, non è questa arroganza di potere che mi ha portato ad essere cofondatore del comitato a sostegno di Matteo Renzi nel 2012. Io non ci sto perché, nella sede specifica di ieri sera si respirava astio, cattiveria, arroganza, da parte di chi pur consapevole della grave situazione interna ed esterna al partito, ha scelto di puntare il dito verso qualcuno, prima ancora di provare a fare almeno un briciolo di sana autocritica!

Io non ci sto, non ci sto come membro di una segreteria comunale che post 9 marzo non è più stata convocata, una segreteria che a maggioranza, in quella sede, critica come negativa l'alleanza con "sinistra per Certaldo", una segreteria che non è formata ad oggi e per fortuna solo di yesmen. Io non ci sto perché non è sleale, ne scorretto, decidere pubblicamente di non metterci la faccia, di aver bisogno di capire se la tua presenza sarà all'atto pratico quella di un'attore, o quella di un complice. Non ci sto, perché nessuno ha il diritto, e figuriamoci il dovere di dirmi cosa devo o non devo fare in virtù di una tessera, perché prima che un compagno, prima che un tesserato, sono un cittadino moralmente onesto. Per me prima viene Certaldo, il mio paese, i miei concittadini, i miei affetti, poi il mio PD. Quindi cari "compagni" ‪#‎statesereni, io la porta non la sbatto, piuttosto batto il cazzotto sul tavolo, con proposte e non con la vostra arroganza affinché questo gattopardismo che tanto vi è caro, possa davvero finire!".

Nella discussione è intervenuta anche la senatrice del PD, Laura Cantini, che ha commentato: "Cosimo non so cosa sia accaduto ancora! So però che il modo migliore per aiutare il PD Certaldo e Giacomo e' fare come dici te! Parlare chiaro, e rimanere nella casa comune che hai e abbiamo scelto! I risultati arriveranno per tutti e chi continua ad esercitare discredito e veleni sarà finalmente messo ai margini. Il PD di certaldo ha bisogno di uscire da una discussione troppo autoreferenziale che ha determinato, chiusura e lontananza da quello che invece e' divenuto un sentire comune del popolo sia di quello che ci ha sempre votato sia soprattutto di quella parte più giovane o che invece in uscita da altre formazioni cercava in noi un riferimento che però a Certaldo non ha trovato! Un consiglio anche a te, con l'amicizia e la stima che sai. Non stare dietro alle chiacchiere e alle battute, alza lo sguardo e incontrerai tanti nel PD e fuori con cui ti troverai perfettamente in sintonia. Un abbraccio".

Lorenzo Calvetti, Michela Mugnaini, Brunella Manghi, Andrea Signorini, Simone Scardigli, Enzo Migliorini, Andrea Mori, Elisa Caruso, Capecchi Federigo, Andrea Spini, Ganetti Massimo, Carlo Mainardi, Roberta Ceccherini, membri PD Certaldo

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