
Per non aver dato la precedenza al cinghiale con la sua autovettura, ora rischia di non vedersi riconosciuti i danni dalla Regione Toscana. È la storia capitata al 49 enne Luciano Gianni, domiciliato ad Empoli.
Questa la lettera che Luciano Gianni ha inviato a gonews.it.
"Intorno all'una di notte del 2 giugno scorso Gianni, alla guida della sua Fiat Grande Punto, acquistata alla fine di gennaio di quest'anno, con a bordo la sua convivente Maria Cristina Petrini, si trovava a transitare sulla strada statale 429 di Valdelsa (vecchio tracciato) tra le località di Ulignano e Zambra: qui, il mezzo iniziava a perdere paurosamente il controllo rischiando di finire fuori strada giù per la scarpata perché veniva urtato violentemente da un cinghiale, solo la prontezza dei riflessi del Gianni evitava il peggio limitando i danni alla parte laterale della sua macchina.
Sono intervenuti, su richiesta dello stesso Luciano Gianni, i carabinieri di Scandicci, competenti territorialmente su quel pezzo di strada i quali hanno stilato la relazione di servizio dell'accaduto. I vigili del fuoco del distaccamento di Petrazzi invece erano chiamati (sempre dal Gianni) alla rimozione della carcassa, che giaceva esanime pericolosamente al centro della strada in piena notte. Dell'investimento del cinghiale veniva informato il servizio veterinario della Asl , per quanto di sua competenza. Luciano Gianni, una volta fornito della relazione di servizio dei carabinieri intervenuti sul luogo dell'incidente, avviava attraverso la propria compagnia d'assicurazione l'iter (lunghissimo e farraginoso che si segue in questi casi per ottenerne la giusta ed equa liquidazione del danno.
Invece... invece contattata per telefono L'avvocatura regionale di Firenze, Gianni si ritrova davanti ad una risposta - quanto meno paradossale: per precorrere i tempi, per capire se era il caso andare avanti con la pratica in quanto ci sono molte richieste simili in regione per danni a veicoli provocati da animali vaganti su strade pubbliche di spettanza della regione e della provincia.
L'avvocatura regionale si difende asserendo che, anche per via di dei relativi cartelli stradali l'automobilista è obbligato a rallentare all'occasione fermarsi per dare la precedenza al cinghiale che improvvisamente attraversa la strada. Dunque - a parlare e' ancora l'avvocatura - che colpa ne ha l'ente (la regione Toscana) dei cinghiali che vivono in libertà?" Le associazioni animaliste d'altronde non capirebbero un loro sterminio, allo stesso modo i cinghiali non capiscono il male (anche fisico) che possono provocare allo sfortunato automobilista o peggio ancora motociclista di passaggio, è il laconico commento della cittadino-vittima!".
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