
Il quadro economico-sociale che si presenta oggi nella realtà locale appare assolutamente influenzato dal protrarsi di una lunghissima crisi economica ma anche di valori e morale. I recentissimi scandali venuti alla ribalta delle cronache nazionali non possono che rafforzare sentimenti di rabbia e sfiducia dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. E’ anche compito di questo consesso riportare, o quanto meno impegnarsi a riportare, fiducia nelle persone, nelle famiglie, nelle imprese. Ciò può avvenire solamente se vi è un impegno intenso e convergente di maggioranza ed opposizioni nel rispetto dei ruoli e del mandato ricevuto con il voto popolare.
Il voto del 25 maggio è stato indubbiamente influenzato dalla situazione generale che il paese sta attraversando. Malcontento e speranza in un futuro migliore hanno prodotto effetti contrapposti.
Da una parte sfiducia e rassegnazione che niente possa cambiare hanno dato impulso ad un forte astensionismo.
Dall’altra, la speranza per il cambiamento si è concretizzata nell’ennesima scommessa del popolo italiano che ha riposto una incondizionata fiducia nel personaggio Renzi.
Tutto questo ha creato un mix esplosivo che ha contribuito ad indirizzare anche il voto amministrativo locale.
Il malcontento verso l’amministrazione uscente registrato in campagna elettorale ha lasciato il posto ad una incondizionata fiducia verso il premier ed il suo partito che ha prodotto effetti anche a livello locale.
Altro elemento che indubbiamente ha favorito Toti è stata la divisione delle opposizioni.
L’unità di tali forze avrebbe dato un segnale di compattezza all’elettorato ed un impulso indubbiamente diverso al corso degli eventi.
Accampare meriti, in questo caso, rispetto al risultato delle tre liste di opposizione, è pura illusione.
Occorrerà, per il futuro, ricostruire una solida base di comuni intenti, sulla base del modello Santa Maria a Monte, unica possibilità per ottenere risultati.
Faccio presente che Forza Italia, la forza politica localmente più rappresentativa dell’area moderata, fino a prima delle elezioni amministrative, è passata da quattro a zero consiglieri e, sostenendo una lista politicamente indefinita e contraddittoria, per la ingombrante presenza di elementi riconducibili alla sinistra estrema, è riuscita a dilapidare un patrimonio che in passato le aveva consentito di distinguersi, rispetto ai dati della provincia, per risultati significativamente positivi.
Per quanto riguarda la nostra compagine ringrazio, in primo luogo, gli elettori che hanno espresso fiducia nei confronti del sottoscritto e dei componenti la lista.
Un ringraziamento particolare al dott. Claudio Colombini, per il risultato ottenuto in termini di consenso personale, con il quale collaboreremo per rappresentare un punto di riferimento per la popolazione delle frazioni.
La nascita della nostra lista è stata caratterizzata da un intenso lavoro iniziato a soli 25 giorni dal voto che, pur nella scarsità di tempo e mezzi, ha consentito di esprimere rappresentanza consiliare. Da questo seggio in consiglio comunale ripartiremo per contribuire a ricostruire l’area moderata che complessivamente esce malconcia dalla tornata elettorale, ponendoci come primo obiettivo il recupero dell’area dell’astensionismo espressa indubbiamente anche con un significativo numero di schede bianche e nulle.
Guarderemo alle altre componenti della opposizione, con particolare attenzione a quella grillina con la quale è nostra intenzione fare fronte comune e rappresentare l’occhio vigile sulla azione della amministrazione Toti oltre che essere elemento di stimolo e proposta per migliorare le condizioni di vita dei nostri concittadini.
Venendo ad alcune questioni programmatiche che a noi stanno particolarmente a cuore vorrei ricordare, andando per argomenti quanto segue:
- Bilancio e tassazione: non vi è traccia nelle linee programmatiche espresse da Toti riguardo alla gravosa situazione del bilancio del comune che vede un indebitamento consolidato pari a € 9.600.000. Non una parola sulle nuove imposizioni fiscali dall’aliquota IMU a quelle per l’applicazione della Tasi (una tassazione sulla prima casa mascherata). Temiamo l’ennesimo salasso per i cittadini che ancora una volta saranno disarmati di fronte alle pretese dell’amministrazione locale. Vorrei non sentire più una frase che troppe volte è risuonata almeno negli ultimi dodici mesi “ non ci sono soldi per opere pubbliche, manutenzione e recupero del degrado”, temo però che se la considerazione del bilancio è quella riservata nella relazione appena ascoltata, il ritornello dei prossimi anni sarà sempre lo stesso.
- Lavoro e Impresa: Crediamo che in questo settore le parole e le promesse debbano lasciare il campo a delle certezze di realizzazione. Bene il braccetto, ma in che tempi e con quali soldi ?
La questione Tubone investe le questioni dell’ambiente, come cittadini siamo stanchi del fatto che il territorio del comprensorio debba essere ritenuto la “discarica della Toscana”. Le implicazioni sull’ambiente ed i rischi per la salute dei cittadini sono troppo elevati per far passare l’idea che tale progetto sia virtuoso ed utile all’ambiente. Investiamo risorse per la tutela della salute dei nostri cittadini, basta cattedrali nel deserto.
- Pirogassificatore: L’atteggiamento dell’amministrazione nel volersi ascrivere esclusivi ed infondati meriti riguardo la battaglia degli scorsi anni, dimostra solo arroganza nel tentativo di mistificare e non riconosce l’impegno attivo dei cittadini che attraverso il comitato antinquinamento, associazioni, partiti, gruppi consiliari di opposizione hanno dato voce alla protesta. Va inoltre ricordato come l’amministrazione precedente, dalla quale trae ispirazione e sostanza l’attuale, si sia, insieme alla regione Toscana, resa responsabile di quel grande spreco di denaro rappresentato dal “Processo partecipativo” che è costato alla collettività oltre cento mila euro. Peraltro in barba ad ogni più elementare regola democratica non si è tenuto conto del risultato emerso al termine di quel percorso.
- Degrado: prioritario a parere nostro è il recupero di una situazione di degrado non degna di una comunità civile come la nostra. Illuminazione, sporcizia, erba alta, incuria, scarsa manutenzione, arredo urbano in stato di vero e proprio abbandono, giochi per bambini semi distrutti, inutilizzabili e pericolosi per l’incolumità degli stessi. Centro storico sporco e privo di adeguato arredo urbano, sono solo alcuni aspetti di ciò che quotidianamente ormai da troppi anno accade sotto i nostri occhi. Occorre un piano urgente, realizzato in tempi certi attraverso il quale si censiscano le criticità e si intervenga efficacemente.
- Centro storico: per risollevare le attività del centro storico occorre partire da un presupposto, le uniche attività che resistono sono quelle che si impegnano a dare qualità, si è visto che senza questo elemento le attività nel centro del paese, e non solo, muoiono. Abbandonate l’idea del Pop-up, è una guerra tra poveri, non serve. Castelfranco urbanisticamente parlando ha il centro storico con le maggiori potenzialità del comprensorio. Strade, parcheggi, piazze, storia, artigianato, non disperdiamo questi elementi che possono rappresentare “qualità e valore” per il nostro paese. Riguardo la tanto sbandierata piazza Carlo Alberto vorremmo avere tempi certi. Ricordo la tempistica per la realizzazione del teatro della compagnia che ha ampiamente sforato rispetto alle previsioni.
- Sicurezza: Occorre recuperare spazi di legalità, di rispetto delle regole. Occorre rivedere il rapporto di convivenza con le comunità di stranieri. La dove si annidano illegalità e malaffare, occorre intervenire con decisione e non voltarsi dall’altra parte. Occorre recuperare rispetto per la divisa della nostra polizia municipale e per la nostra comunità.Di tutto questo non vedo traccia nel vostro programma.
- Programma: porremo la nostra attenzione riguardo alla realizzazione di un programma che a noi appare alquanto generico in alcuni punti e la certificazione del fallimento della amministrazione precedente in quanto molte cose dovevano essere realizzate già nel quinquennio trascorso;
- Personale: Riguardo alla paventata possibilità di rinnovare gli incarichi dirigenziali a cadenza annuale, vorremmo meglio capire come poter giudicare il lavoro degli stessi se per esempio si insite ad approvare il bilancio di previsione con mesi e mesi di ritardo rispetto alle canoniche scadenza. Crediamo che la proposta risponda più a criteri di immagine che ad una domanda di effettivo miglioramento della efficienza della macchina comunale.
- Giunta: Occorre evidenziare come alcune logiche da manuale abbiano prevalso sulla volontà di rinnovamento dei metodi e sulla valorizzazione della volontà popolare. Spiace costatare come al neo assessore Giulio Nardinelli, indiscutibile leader della componente renziana della compagine amministrativa,non sia stato riconosciuto il meritato ruolo di Vice Sindaco. Dobbiamo riconoscere a Nardinelli di essere il solo vero elemento di novità di questa amministrazione. Guarderemo con attenzione come si muoverà nella convinzione che la volontà popolare di premiare l’area renziana doveva essere maggiormente valorizzata. E’ evidente che su questa giunta pesa ancora, in modo consistente, il pensiero della casa del popolo dove si sono sempre decise le sorti delle amministrazioni di sinistra. Per il resto, riteniamo la squadra, inadeguata ad amministrare una realtà complessa come quella di Castelfranco ed in un momento storico nel quale esistono ancora troppe influenze negative sul piano economico e sociale. Questa amministrazione, siamo convinti, sarà solo in grado di amministrare l’ordinario ed incapace di promuovere slanci innovatori.
Luigi Mola, consigliere comunale 'Comunità e Futuro'
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