
"Il tempo ci dirà meglio che cosa è successo a Livorno, nel profondo. La sensazione dalla lettura dei dati è che ci sia stata davvero una ribellione profonda nello stesso elettorato di sinistra, che il 25 di maggio non aveva avuto difficoltà a riconoscere ai candidati alle Europee del Pd un voto superiore al 50% ma nello stesso giorno aveva voluto prendere le distanze dal modo in cui la città era stata governata dagli esponenti di quello stesso partito facendo fermare i consensi per Marco Ruggeri sotto il 40%. Era il segno evidente già allora di una disaffezione tra la città e i suoi amministratori.
Livorno ha un significato che va al di là di Parma perché ha dato i natali al Pci ed è sempre stato un bastione rosso. La sconfitta di Livorno è più grave di quelle già avvenute a Bologna, Prato e Arezzo.
In questi giorni i fantasmi della sconfitta si sono poi fatti sempre più evidenti, quando alla disaffezione del popolo di sinistra si è aggiunta la rabbia e la voglia di cambiamento anche di pezzi del centro e della destra. Il risultato dell'Ingegner Nogarin del Movimento 5 Stelle - cui rivolgo il miei complimenti e il mio in bocca al lupo - si nutre dunque di una voglia profonda di cambiamento che dopo settant'anni si è evidenziata in maniera plastica.
Certo, oggi è persino facile sparare addosso a Marco Ruggeri, che ho conosciuto in Consiglio regionale e considero persona seria e preparata. Ma indubbiamente lui stesso è stato percepito come espressione di un inamovibile sistema di potere, che in questi ultimi anni non aveva certo valorizzato le straordinarie potenzialità della città di Livorno né saputo interpretate la sua profonda crisi.
Pur dall'esterno e con tutto il rispetto che si deve a un partito di maggioranza relativa nel Paese, in Toscana e nella stessa Livorno, pare tuttavia un tentativo di sfuggire alle responsabilità quello di rappresentare la sconfitta labronica sulla componente bersaniana del Pd stesso. Se così fosse, vorrebbe dire che non esiste più il Pd, ma esiste soltanto il PdR e questo non sarebbe un bel segnale né per Livorno, né per la Toscana né per l'Italia."
Maria Luisa Chincarini, Capogruppo Centro Democratico
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