Un delegazione del liceo 'Pontormo' a Palermo sulla Nave della Legalità

La Nave della Legalità rimarrà un’esperienza indimenticabile per le studentesse e gli studenti del Liceo Pontormo di Empoli che hanno partecipato alle celebrazioni organizzate dal Ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone per il XXII anniversario della strage di Capaci. La delegazione dei due indirizzi, Scienze Umane e Scientifico, composta da Samuele Bacciarelli, Andrea Celentano, Francesca Dainelli, Elena Leporatti, Alessia Marino, Isadora Padula, Stefania Visconti, e guidata dalla prof.ssa Francesca Cerato si è imbarcata mercoledì 21 maggio dal porto di Civitavecchia, insieme ad altri 1.500 fra studenti ed insegnanti, sulla “Nave della Legalità” che ha fatto rotta nella notte su Palermo.

E' dal 2002, in occasione del decennale della strage di Capaci, dove persero la vita il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, che ha luogo l’iniziativa rivolta alle scuole di tutta Italia. Alla partenza da Civitavecchia i ragazzi hanno anche ricevuto il saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Oltre 3000 ragazzi hanno accolto il traghetto al suo arrivo a Palermo. Nella notte ci sono stati incontri tra i ragazzi con il presidente del Senato Grasso, quello della commissione antimafia Bindi, il ministro dell'Istruzione Giannini e il procuratore nazionale antimafia Roberti. Nell'aula bunker è stato letto il messaggio del Presidente Napolitano: "Così si perpetua il ricordo del sacrificio compiuto dai giudici Falcone e Borsellino".

Gli studenti del Liceo Pontormo, che da molti anni partecipa attivamente al progetto del Comune di Empoli “Investire in Democrazia”, progetto che ha come punto cardine la memoria storica, la cittadinanza attiva e l’educazione alla legalità, avevano preparato striscioni per la manifestazione ispirati al pensiero di Giovanni Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini". Al loro rientro si sono dichiarati profondamente impressionati dall’esperienza. Una di loro, Isadora Padula, sollecitata dalla prof.ssa Elisa Mariani e dalla giornalista Daniela Innocenti, coordinatrice del progetto di scrittura giornalistica del Pontormo, ha condensato le sue emozioni e le sue idee in un articolo che ha partecipato al contest di repubblica@scuola “We have a dream”. Lo riportiamo integralmente:

Palermo, la più alta metafora dell'Italia

Italia e Mafia

di Isadora Padula, 3D Liceo Scientifico “Il Pontormo” – Empoli      scritto il 26.05.14

Palermo. Gli occhi di Palermo. Vivi, densi, neri, pieni. Pieni di paura, pieni di silenzi mostruosi. Quei silenzi lavati dal mare e seppelliti nel cemento. Il cemento dei palazzi infiniti e infinitamente sconvolti. Sconvolti da lei. La regina di Palermo. La mafia. Quel mostro sottile, arguto, ispido, ma radicato. Scorre nelle vie, tra le macchine, la senti. Ti accompagna mentre cammini, mentre guardi la gente che ci vive insieme da sempre. Quelle donne ai balconi che si sono finite l'anima dietro a un pizzo, non cucito, pagato. A Palermo. A Palermo deve esserci solo il mare, il sole e il buon cibo. Palermo ha un sogno, la Palermo quella vera. Sogna te, me. Lottare per lei, come i tanti, tra i molti. Uno in più. Ancora uno. Devo esserci. Voglio esserci. Al suo fianco. Contro il mostro, la regina. Con un esercito di occhi, come quelli di chi ha lottato prima di me. Come quelli di Falcone e Borsellino. Come quelli che come me, ancora ci credono, ancora ci sperano. Credono in uno stato nuovo, uno stato che non si mangi da solo. Uno stato fatto di uomini veri. Uno stato fatto di occhi che vedono, di bocche che parlano, di orecchie che sentono, di mani che accarezzano. Un'Italia che profuma di Italia. Non che puzzi di marcio. Marcio mafioso. Marcio purulento. Marcio fatto dallo stato colluso, che con la mafia ci convive, ci va a spasso. Marcio fatto di processi mandati in prescrizione, giudici corrotti. Un marcio che non va giù. Basta. Voglio continuare a scoprire e a scrivere che così non va. Voglio che tutti sappiano che l'Italia va curata. Non con i discorsi, ma con la pazienza, con l'amore, con gli Italiani veri. Palermo, la più alta metafora dell'Italia.

Fonte: Isis 'Pontormo' - Empoli

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