
Durante questa campagna elettorale, nelle iniziative svolte nei bar o nei principali punti di ritrovo, il M5S ha più volte toccato il tema delle partecipate. Negli incontri l'attenzione è stata posta sui consigli d'amministrazione, troppo spesso popolati unicamente da persone collegate al sistema di potere locale targato PD. Il M5S ha ricordato ai cittadini che, nonostante il referendum pubblico sull'acqua quale bene comune avesse visto tante bandiere del centro-sinistra, laddove lo stesso partito gestisca tali aziende, ancora niente è stato fatto per far valere l'esito referendario. L'acqua, alla faccia di quei cittadini che hanno espresso il loro parere andando alle urne, è ancora oggi oggetto di profitto per i privati che popolano Acque SpA. Per questo, avendo condiviso le battaglie sui beni comuni, non possiamo che essere d'accordo sulla necessità che i Consigli Comunali riacquisiscano “una centralità decisionale e di verifica cogente sulle Partecipate”. Lo stesso Consiglio Comunale dovrà tornare a giocare un ruolo centrale nella condivisione delle scelte per il governo del territorio e le opposizioni presenti dovranno essere tutelate tramite la figura istituzionale del Presidente del Consiglio, da troppo tempo (20 anni) ostaggio dei partiti di maggioranza. Lo mettiamo nero su bianco perchè sia chiaro: qualora fossimo chiamati dai cittadini di Certaldo ad amministrare questo territorio, il Presidente del Consiglio sarà un rappresentante delle minoranze consiliari. Dunque appare chiaro che, mentre il M5S si apre alle forze politiche locali, il Partito Democratico persevera nella politica di conservazione del potere occupando tutte le cariche istituzionali di rappresentanza.
Fonte: MoVimento 5 Stelle Certaldo
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