
Ho atteso con “trepidazione” i vari resoconti dei responsabili dei partiti che saranno presenti in consiglio comunale. La mia è stata una palese sconfitta personale e dei valori che credevo di rappresentare e per i quali mi sono battuto sempre, anche da “non politico”, ma comunque rappresentante delle istituzioni. Premesso che la maggior parte delle colpe per la sconfitta sono da addebitare solo a me e non già alla squadra messa su in poco tempo, in questo caso non per colpe mie, ma bensì di personaggi che credono di far politica a Vinci stando lontani 40 chilometri e non frequentando, se non saltuariamente, il tessuto sociale del paese, chiarisco che, nonostante sia cattolico, non seguirò mai la parola dell’Apostolo Matteo (5,39) “ma io vi dico di non opporvi al malvagio, anzi se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu porgigli anche l’altra”.
Non la porgerò mai ! Leggo che Forza Italia, nell’analizzare l’esito delle urne, dichiara: “a Vinci non c’è stata l’avanzata del Movimento 5 Stelle, tant’è che il gruppo consiliare di FI avrà due consiglieri”. Ma i due del M5S, secondo FI, da dove sono usciti ? Se solo si usasse una semplice calcolatrice, con i dovuti appunti percentuali, si riuscirebbe a capire che i voti del M5S sono stati presi dal vecchio PdL. E quindi sarebbe il caso di vedere il bicchiere mezzo vuoto, anziché mezzo pieno. Quello stesso mezzo bicchiere che vedo io nel constatare che, combattere l’illegalità nella pubblica amministrazione, nel consiglio comunale e nella vita sociale di Vinci, è stata una guerra contro i “mulini a vento”. E’ giusto ammettere la vittoria di Giuseppe Torchia che sarà si il mio Sindaco, ma del quale non mi sento rappresentato fin quando non risolverà le incompatibilità politiche presenti nella sua squadra.
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