
Polemiche attorno al convegno de 'La Manif pour tous' che si è tenuto oggi, giovedì 29 maggio, a Firenze, nelle sale del consiglio regionale.
Manifestazione di protesta nel centro storico di Firenze, contro il convegno organizzato dall'associazione 'Manif pour tous', contraria alle nozze gay. Un centinaio di persone ha partecipato a un presidio in via Cavour, davanti alla sede del Consiglio Regionale della Toscana dove si è svolto il convegno. I manifestanti si sono poi spostati sul sagrato della vicina basilica di San Lorenzo, scandendo slogan contro l'omofobia. Molte le bandiere della pace sventolate nel corso della manifestazione, organizzata da associazioni di gay e lesbiche, insieme ad alcune bandiere della Cgil. Tra gli striscioni esposti, uno con la scritta 'No omofobia' e uno con i colori della bandiera arcobaleno. Presenti anche i consiglieri regionali dell'ufficio di presidenza del Consiglio Regionale Daniela Lastri (Pd) e Mauro Romanelli (Sel).
Manif pour tous, no omofobi ma per unione uomo-donna
"Non siamo omofobi e siamo i primi a metterci contro l'omofobia" ma "siamo contrari all'ideologia gender" mentre siamo "per la difesa dell'unità del matrimonio uomo-donna e per il diritto di un bambino ad avere un padre e una madre". Lo ha detto Daniele Nicotra di Manif pour tous, illustrando l'obiettivo della propria associazione, nata in Francia contro la legge sul matrimonio omosessuale, in occasione di un convegno organizzato oggi a Firenze in Consiglio regionale della Toscana. L'appuntamento, ospitato dai gruppi consiliari Ncd e Fdi, era intitolato 'L'ideologia gender all'attacco delle libertà di educazione ed espressione' ed è stato al centro di numerose polemiche e di un presidio di protesta.
In Toscana l'associazione sta inoltre portando avanti un protesta contro il progetto della Regione su 'Omofobia, transfobia e bullismo' rivolto ai ragazzi della scuola primaria e secondaria. Secondo Maria Teresa Parrino di Manif pour tous "vanno benissimo i progetti per difendere gli omosessuali dalla discriminazione ma qui stiamo andando oltre. Sotto il cappello della difesa contro le discriminazioni sessuali, si instillano dubbi ai ragazzi attraverso dei librettini" che vengono distribuiti nelle scuole, in cui, ad esempio, "si dice che bisogna stravolgere le favole perché non è detto che una principessa possa innamorarsi di un principe". Per l'esponente dell'associazione "è un livello pervasivo. In Toscana si è instaurata la prassi di introdurre nelle scuole degli insegnamenti che fanno più riferimento a un'ideologia gender".
Nel corso del convegno è intervenuto tra gli altri, l'ex onorevole Pd Mario Adinolfi, autore di un libro dal titolo 'Voglio la mamma - da sinistra, contro i falsi miti di progresso'. "Non sono omofobo ma sono contrario al matrimonio omosessuale. C'è un elemento base incontestabile, ovvero che siamo tutti figli di un uomo e di una donna" e "non credo all'idea del genitore uno e del genitore due".
Le voci dal consiglio
Ampie polemiche in Consiglio regionale della Toscana per il convegno di Manif pour tour, l'associazione nata in Francia contro la legge sui matrimoni gay, ospitato oggi pomeriggio nella sede dell'Assemblea toscana dai gruppi Ncd e Fdi. Nel corso del convegno si è anche tenuto un presidio di protesta dalle organizzazioni Lgbt a cui hanno preso parte anche alcuni consiglieri regionali. In apertura dei lavori è intervenuto il vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Benedetti (Ncd) che in risposta alle polemiche ha sottolineato che l'iniziativa è stata organizzata "per dare la possibilità di esprimersi a una parte della società civile su temi fondamentali che sono alla base della tenuta sociale. Non c'è nessun tentativo di mettere il cappello politico su una manifestazione ma per dare libertà di espressione a tutti". Per il consigliere regionale Mauro Romanelli (Gruppo misto in quota Sel) e componente dell'Ufficio di presidenza del Consiglio toscano "questo convegno non nobilita certo le nostre sale e i nostri locali consiliari" e "quanto alla concessione dell'auditorium del Consiglio regionale a Manif pour Tous, in Ufficio di Presidenza, insieme alla collega Daniela Lastri, abbiamo impedito che fosse realizzata un'iniziativa di quest'associazione a sfondo anti-abortista, a nome dell'Assemblea toscana".
Critica anche la capogruppo Fds-Verdi Monica Sgherri che ricorda di aver "aderito con convinzione alla manifestazione e al presidio di oggi per protestare contro il convegno. Si tratta infatti di appuntamento totalmente in contrasto con i principi e le norme, a cominciare dallo Statuto, che la Regione Toscana si è data in tema di autodeterminazione delle persone per quanto riguarda l'orientamento sessuale". Per il consigliere Cd Rudi Russo "non è accettabile che vengano concessi a Manif pour tous, associazione xenofoba e omotransfobica, spazi per i suoi convegni. Le istituzioni pubbliche regionali, se vogliono davvero essere incarnazione dello spirito repubblicano devono stare in guardia dall'offrire spazi di provocazione ad associazioni che si pongono quale obiettivo primario la difesa della discriminazione".
Le consigliere regionali Pd Daniela Lastri e Vanessa Boretti hanno espresso "solidarietà e sostegno alle associazioni Lgbt e a quelle di donne, che oggi hanno partecipato al presidio. Abbiamo preso parte anche noi all'iniziativa, non solo per esprimere la nostra vicinanza alle associazioni, impegnate quotidianamente nella promozione e nella difesa della cultura della diversità, ma anche per ribadire quanto sia importante non creare o alimentare discriminazioni intorno a tutto quello che riguarda gli orientamenti sessuali delle persone".
Di seguito alcune note dei gruppi a Palazzo Panciatichi.
Romanelli: "Grazie a Sel in Ufficio di Presidenza, stoppate iniziative a nome del Consiglio Regionale"
"Il Convegno dell'Associazione Manif Pour Tous che si è tenuto oggi presso l'Auditorium della Regione Toscana non nobilita certo le nostre sale e i nostri locali Consiliari, quelli di un'Istituzione che reca nel proprio statuto il rispetto delle diversità, promuove la parità di genere, e tutela la dignità delle persone aldilà del proprio orientamento sessuale" - è il commento del Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli, componente dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale.
"In particolare, da tempo la destra attacca le iniziative nelle scuole contro il bullismo, l'omofobia e la transfobia, affermando che sarebbero un modo surrettizio per veicolare una non meglio precisata ideologia gender, che vorrei proprio capire cosa sia". “Scorrendo su Google alcuni articoli del Prof. Gandolfini, il neuropsichiatra che oggi parlerà, sembra che tale ideologia mirerebbe a convincere che il genere maschile e femminile non siano un fatto biologico, ma una sovrastruttura imposta dall'educazione e dalla società.” “Sinceramente, non vedo traccia di tale bislacca ideologia, ammesso che questa esista, nei nostri programmi contro il bullismo, l'omofobia e la transfobia".
"Non vorrei che come al solito la destra stesse facendo propaganda e cercando genericamente visibilità, sulla pelle delle persone gay, lesbiche e transessuali, dimostrando peraltro un’incoerenza assoluta, poiché gli stessi colleghi della destra avevano votato la mozione che avevo presentato in Consiglio Regionale, appunto approvata all'unanimità, che incoraggiava e sollecitava la Regione Toscana a incrementare i progetti scolastici contro l'omotransfobia".
"Non vorrei poi che, giacché si parla di psichiatria, e che il Prof. Gandolfini si caratterizza per dure posizioni contro le unioni omosessuali e l'omogenitorialità, ritornasse addirittura fuori la tesi, sconfessata da tutto il mondo scientifico ufficiale, che l'omosessualità possa definirsi una malattia psichiatrica". “Spero che ciò non sia altrimenti sarebbe un fatto gravissimo, offensivo evidentemente verso gli omosessuali ma anche verso chi patisce davvero la sofferenza psichica, che è una malattia seria e sulla quale non si può scherzare, né usarla per fare ideologia".
"Quanto alla concessione dell'Auditorium del Consiglio Regionale a Manif pour Tous, in Ufficio di Presidenza, insieme alla collega Daniela Lastri, abbiamo impedito che fosse realizzata un'iniziativa di quest’associazione a sfondo anti-abortista, a nome del Consiglio Regionale". “La presenta iniziativa, invece, non è passata neppure per l'Ufficio di Presidenza, in quanto organizzata esplicitamente da tre gruppi politici, che quindi a nome loro, non del Consiglio Regionale, possono da regolamento prenotare sale senza passare alcun vaglio e senza l'autorizzazione dell'Ufficio di Presidenza".
"Credo però che dovremo proporre una riflessione al Consiglio Regionale: tutte le opinioni, hanno cittadinanza?" “Verrebbe da dire di sì. Ma anche quelle fortemente discriminatorie?” “E se qualcuno proponesse un Convegno sulla superiorità della razza ariana rispetto a quella ebraica, o a quella nera, si tratterebbe di libere opinioni o si dovrebbe bloccare ogni iniziativa?” “Tutti direbbero che quelle non sono accettabili, nemmeno come opinioni di parte”. “Perché allora la discriminazione verso gli omosessuali, oggi, non è ancora ritenuta una discriminazione inaccettabile, repellente anche come opinione di parte?" - termina Romanelli."
Manif pour tous. Russo: "Convegno inaccettabile. Il diritto di opinione non è libertà di discriminazione"
"Non è accettabile che vengano concessi a Manif pour tous, associazione xenofoba e omotransfobica, spazi per i suoi convegni" dichiara, in una nota, il Consiglire regionale Rudi Russo, esprimendo tutta la propria vicinanza e solidarietà agli organizzatori del flash mob di protesta in programma fuori da Palazzo Panciatichi in concomitanza con l'evento.
"La libertà di opinione, di coscienza e di espressione" continua Russo "è la prima e più grande conquista della cultura occidentale moderna. Essa svolge la sua piena funzione quando difende l'individuo dalle aggressioni di un contesto sociale che non gli riconosce alcuna dignità ed alcuno spazio di libertà di vivere secondo le proprie convinzioni. Quando però se ne vuole fare un diritto alla rivendicazione della "verità", la libertà si ribalta nel suo contrario e diventa un'arma di persecuzione per offedere la dignità ed il diritto all'uguaglianza di tutte le persone, senza distinzione alcuna, compreso l'orientamento sessuale".
"Le istituzioni pubbliche regionali" conclude il Consigliere "se vogliono davvero essere incarnazione dello spirito repubblicano devono stare in guardia dall'offrire spazi di provocazione ad associazioni che si pongono quale obiettivo primario la difesa della discriminazione, in aperto contrasto con la nostra Costituzione e con il nostro Statuto toscano".
Sgherri: “Inaccettabile. Adesione e partecipazione al presidio di protesta"
“Ho partecipato e aderito con convinzione alla manifestazione e al presidio di oggi – organizzato da numerose associazioni e movimenti - per protestare contro il convegno presso l’auditorium del Consiglio Regionale messo in piedi da “Manif pour tous” in collaborazione con i gruppi Consiliari del Nuovo Centro Destra e Fratelli d’Italia e contro la concessione della sala presso il Consiglio. Si tratta infatti di appuntamento totalmente in contrasto con i principi e le norme – a cominciare dallo Statuto - che la Regione si è data in tema di autodeterminazione delle persone per quanto riguarda l’orientamento sessuale. Proprio per questo avevo scritto nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Regionale e al Presidente della Giunta perché venisse ritirata l’autorizzazione all’utilizzo della sala per lo svolgimento di questo evento, richiesta che non ha avuto seguito! Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e Capogruppo di “FdS” in Regione”. Siamo di fronte – prosegue Sgherri - ad un associazione nota per il suo oscurantismo e le sue “crociate” su questi temi: permettere di ospitare un convegno del genere non c’entrava nulla col permettere la libertà di espressione, ma significa consentire di diffondere idee che contrastano con la libertà e i diritti di tutti. E con quanto portato avanti dalla Regione, carte alla mano. Grave quindi che si sia permesso di veicolare questi messaggi “medievali” tanto più proprio in questo contesto.
Convegno Manif pour tous, SEL Toscana aderisce alla protesta promossa da Ireos
“Con la stessa determinazione con la quale difendiamo la libertà di espressione – ha scritto il coordinatore regionale Giuseppe Brogi nel messaggio di adesione – è doveroso denunciare il convegno promosso da Manif pour tous in una sala istituzionale del Consiglio regionale. Dietro la critica al progetto della Regione Toscana di contrasto all’omofobia e transfobia in ambito scolastico, si nasconde un pensiero, del tutto inaccettabile, che trasuda intolleranza, omofobia e sessismo”.
“La stessa strumentale modalità di ottenere una sala pubblica per mezzo di due partiti di destra nascosti dietro le quinte, aggiunge un sapore meschino ad un’iniziativa che era giusto si tenesse fuori da luoghi istituzionali nei quali si deve invece promuovere incessantemente l’inclusione di ogni diversità e l’autodeterminazione delle persone per quanto riguarda l’orientamento sessuale”.
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