
"Ringrazio la vostra testata per avermi dato la possibilità di aprire un dibattito sulla dislessia, un disturbo dell’apprendimento che interessa un vasto numero di famiglie. Fino a ieri chi ne soffriva era etichettato come lento e svogliato. Secondo i dati del Miur nel 2011 in Toscana sono stati rilevati 11,1 casi ogni 1.000 bambini. All’Asl 11 di Empoli nel 2013 sono arrivate complessivamente 157 richieste di valutazione per Dsa (disturbi specifici di apprendimento). In pratica si è registrata una richiesta di diagnosi ogni circa 1.500 persone. Mentre 213 casi sono ancora in attesa di valutazione.
Fondamentale è una diagnosi precoce. Se si interviene dopo i 6-7 anni non ci possiamo che limitare a dare ausili e supporti. In poche parole è come per una persona miope: se si interviene presto si riduce la miopia, dopo si sceglie solo il miglior paio di occhiali. Le famiglie si possono rivolgere alle strutture del servizio sanitario e a strutture private accreditate, ma purtroppo in queste ultime ci sono varie criticità, a cominciare dai costi per i test e le certificazioni (350-400 euro), Mentre nelle strutture pubbliche i tempi di attesa superano a volte i 6 mesi previsti dagli standard regionali. Nel caso di Empoli i tempi arrivano a 2 anni per le richieste provenienti da scuole secondarie di primo grado e 6 mesi per le scuole primarie, a partire dalla prima richiesta al servizio di neuropsichiatria infantile.
A livello regionale invece i primi dati in ns. possesso su un campione di domande pervenute dal 15 settembre 2013 al 30 marzo 2014 con richiesta di valutazione per possibile Dsap evidenzierebbero una netta prevalenza del genere maschile su quello femminile. Le fasce di età con maggior incidenza risulterebbero quelle dagli 8 ai 9 e dagli 11 ai 16 anni. Nel 70% dei casi i ragazzi hanno avuto una diagnosi positiva. Da segnalare ancora che l’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia, e la legge 170 prevede piani personalizzati anche per quei bambini in difficoltà anche se non dichiaratamente dislessici. Infatti nonostante una circolare ministeriale del marzo 2013 non mi risulta soddisfacente la capacità delle scuole di intervenire a supporto con piani individualizzati (BES). In qualità di membro della Commissione Sanità sarà mio impegno inserire nel piano socio sanitario integrato in corso di approvazione un emendamento che affronti le criticità ancora presenti, a partire dalla mancata sottoscrizione del protocollo regionale per l’individuazione precoce dei casi di Dsa".
Gian Luca Lazzeri, consigliere regionale PT-NCD e membro della IV commissione Sanità
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