Parisi sulle nomine: "Cambiano i nomi, non i metodi. Per il centrosinistra le istituzioni sono cosa loro"

Massimo Parisi

«Scopriamo con stupore che il candidato sindaco del centrosinistra possiede doti di preveggenza: come spiegare altrimenti la chiamata presso l’amministrazione comunale per i prossimi sei mesi del consigliere politico della sua campagna elettorale? 19mila euro, che pagheranno i fiorentini, che sembrano proprio una sorta di “pagherò” per i servigi offerti in quest’ultimo mese».

Così il coordinatore regionale di Forza Italia Massimo Parisi a commento della determina dirigenziale del Comune di Firenze che dispone l’assunzione presso l’ufficio di gabinetto del sindaco di Manuele Braghero, figura di rilievo – in qualità di consigliere politico – nello staff elettorale di Dario Nardella.

«Evidentemente Nardella è sicuro di vincere, tanto da avvantaggiarsi sui compiti cominciando sin da ora a comporre il suo ufficio di gabinetto da sindaco. Ma forse un’altra spiegazione c’è: la paura di perdere. Perché rimandare a un domani incerto quel che può fare oggi in totale autonomia? Ecco quindi le nomine nelle società partecipate e nello staff del sindaco. Nessun profilo di illegittimità – aggiunge Parisi - ma di opportunità sì: compiere queste scelte a pochi giorni dalle elezioni lascia trasparire un’arroganza istituzionale cui già Renzi ci aveva abituati ma in cui l’erede designato pare eccellere ancor più del suo predecessore. Cambiano i nomi, ma non i metodi: per il centrosinistra Firenze è cosa loro», incalza il coordinatore, facendo riferimento alle nomine nel consiglio di amministrazione di Mercafir del figlio di un assessore in carica e di una ex esponente di Forza Italia e PdL recentemente transitata nel centrosinistra, tanto da presentare una lista a sostegno di Nardella.

«Anche in questo caso viene da pensare che siano conti politici da saldare in anticipo. E non si venga a dire che era necessario effettuare queste nomine proprio in prossimità dell’appuntamento elettorale, così come si difende l’amministrazione comunale. Secondo lo Statuto di Mercafir il mandato del Cda dura tre anni e scade con l’approvazione del terzo bilancio: ebbene, nel 2011 il bilancio – l’ultimo del triennio - fu approvato in marzo e il nuovo presidente fu nominato a maggio. Prova evidente – conclude Parisi – che se si vuole si può anche attendere. Lo ricordi chi, con malcelato imbarazzo, si è difeso accampando questa scusa».

Fonte: Forza Italia Firenze

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