
"Due lavoratori di un’azienda che ha messo in cassa integrazione una parte dei dipendenti sono stati licenziati “per giusta causa” dal titolare per essersi scambiati un post su Facebook in proposito.
Il Signor Padrone si sarebbe sentito minacciato dal contenuto del post, che aveva un tono del tutto ironico.
Buona parte della classe imprenditoriale agisce in base al principio “la ditta è mia e faccio quello che voglio io” e vive come un affronto personale la difesa collettiva dei propri diritti da parte dei dipendenti. La crisi economica favorisce questo tipo di rapporto di lavoro e la cultura che rischia di affermarsi stabilmente è quella secondo cui “il mio datore di lavoro mi permette di lavorare e io lo devo soltanto ringraziare ed eseguire i suoi ordini”. E così rischiamo di diventare tutti “cinesi”, sfruttati e a rischio licenziamento ogni che avremo qualcosa da obiettare su orario di lavoro, rispetto delle norme di sicurezza, salario, ecc.
Noi comunisti ci sentiamo al fianco di questi lavoratori e della CGIL, che si appresta ad impugnare i due licenziamenti attraverso i suoi legali.
I lavoratori sono prima di tutto cittadini di uno Stato democratico, dotati di diritti inalienabili che non possono essere calpestati da nessuno e che devono valere sia fuori che dentro il luogo di lavoro.
E’ anche da casi come questo che si capisce perché le organizzazioni imprenditoriali e i Governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno fatto di tutto per rendere inoperante l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che originariamente prevedeva la riassunzione obbligatoria in caso di licenziamento senza giusta causa.
La CGIL, con i suoi 5 milioni e 700 mila iscritti è l’unica organizzazione di massa della quale i lavoratori, i precari e i pensionati dispongono per difendere le loro condizioni di vita e lavoro, per conquistarne di migliori. L’alternativa sarebbe la “contrattazione individuale”, con un “datore di lavoro” che ti offre la possibilità di mangiare la minestra o….saltare la finestra.
Matteo Renzi ha dichiarato in un’intervista radiofonica: “sia chiaro che il 25 maggio chi vota PD non vota per la CGIL”.
Noi invece “votiamo” per la CGIL e la votiamo tutto l’anno, mantenendoci sempre al fianco dei lavoratori e dei ceti popolari che stanno pagando per intero e con gli interessi una crisi causata da coloro che li vorrebbero “flessibili” e “collaborativi”.
Sandro Scardigli – Segretario della Sezione di Empoli “Abdon Mori” del PdCI
Davide Carpentieri – Segretario della Sezione di Empoli del PRC
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