Ironizzano con un post su Facebook sui vertici dell'azienda: scattano 2 licenziamenti. Da Empoli a Montelupo saltano 13 posti alla Profumerie Primavera

Donatella Galgani, Filcams Cgil Empolese Valdelsa


Contratto nazionale sul commercio e questioni locali. L’appello è di quelli forti, destinato a far rumore. Arriva dalla Filcams Cgil Empolese Valdelsa,con le parole di Donatella Galgani. Sul tavolo due punti che sono la punta dell’iceberg del futuro di questo territorio che rischia di “avere basse professionalità, con un costo della manodopera sempre più basso” così Galgani. Il primo punto è il licenziamento senza preavviso delle Profumerie Primavera che hanno vari negozi nell’Empolese Valdelsa e fiorentino: al centro commerciale Coop Empoli e Montelupo Fiorentino. L’azienda è in liquidazione e ad oggi non si sa se ci sono acquirenti interessati a rilevarla. La certezza è che i dipendenti sono stati licenziati senza alcun preavviso. “Non abbiamo avanzato una contropartita perché non ci è stata chiesta”. Da mesi i dipendenti non percepiscono lo stipendio; “Si voleva procedere a una riassunzione a tempo indeterminato con l’arrivo di una nuova società ma allo stesso tempo la ‘vecchia’ proprietà chiedeva ai lavoratori di firmare una liberatoria tombale per non chiedere il Tfr ai vertici” prosegue Galgani. Intanto i dipendenti sono stati licenziati: “Noi di fronte a simili richieste diciamo un no secco e ad oggi non è chiaro cosa potrà accadere”. Sono 13 quelli dell'Empolese Valdelsa senza lavoro. L’attenzione poi si sposta sugli scatti d’anzianità: “Non li vuole più nessuno nel contratto, rappresentano un costo. Ma così si avrà sempre più lavoro a basso, non ci sarà nessuna spinta propulsiva, rischiamo di diventare i cinesi della situazione”. Per la Filcams Cgil si procederà alla richiesta dell’impugnamento del licenziamento.

Ma un altro caso scuote il sindacato come quello che riguarda una azienda dell’Empolese Valdelsa con 15 persone che ha licenziato senza preavviso due dipendenti che su Facebook, con uno scambio di battute, avevano ironizzato sulla proprietà. Era stata aperta una cassa integrazione per alcuni lavoratori: “C’era stato detto che si lavorava poco ma poi in realtà si facevano gli straordinari. La proprietà ci ha manifestato in modo molto semplicistico la volontà di incentivare qualche persona a far le valigie. Dopo nemmeno un mese grazie al pretesto di Facebook, dove è stata scambiata solo una battuta, si licenzia due dipendenti. Sarà il giudice a decidere ma noi impugniamo già sin da adesso il licenziamento” conclude Galgani.

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