
Le istituzioni locali e i parlamentari fiorentini hanno portato oggi la loro solidarietà ai lavoratori della Seves di Firenze, lo stabilimento dei mattoni in vetro a rischio chiusura, riuniti in un'assemblea aperta dopo l'annuncio delle 96 lettere di licenziamento previste per il prossimo 13 giugno, e il presidio di venerdì scorso davanti a Palazzo Vecchio. L'assessore regionale Gianfranco Simoncini, che incontrerà azienda e sindacati venerdì 23, ha insistito sul fatto che "deve essere garantito il ricorso agli ammortizzatori sociali", ricordando che "sarebbe possibile fare richiesta di Cigs per procedura, ferma restando la possibilità di ricorrere comunque anche alla Cig in deroga".
L'assessore comunale Sara Biagiotti, rinnovando il sostegno delle istituzioni, ha annunciato che da qui al 13 giugno ci sarà una proiezione del countdown in Piazza Signoria per sensibilizzare la cittadinanza. "L'atteggiamento tenuto dalla Seves negli ultimi mesi non è più tollerabile", ha attaccato la senatrice Pd Rosa Maria Di Giorgi. Il viceministro Riccardo Nencini ha inviato un suo rappresentante a Firenze.
Le parlamentari Valeria Fedeli, Elisa Simoni (Pd) e Alessia Petraglia (Sel) chiedono l'apertura di un tavolo nazionale presso il Ministero dello Sviluppo economico. Solidarietà arriva anche dal Pd della Toscana, mentre la consigliera regionale Monica Sgherri (Fds-Verdi) chiede di contrastare l'ipotesi di speculazione immobiliare.
Fuori dal coro il consigliere regionale Giovanni Donzelli (Fdi-An): "Non servono grandi gesti, basterebbero due telefonate di Renzi agli amici delle banche a cui i Governi italiani delle larghe intese, compreso il suo, continuano a regalare sanatorie fiscali".
Di Giorgi (PD): “Atteggiamento Seves intollerabile per lavoratori e istituzioni”
“L'atteggiamento tenuto dalla Seves negli ultimi mesi non è più tollerabile e sul piano nazionale garantiremo il pieno sostegno agli oltre 90lavoratori fiorentini che rischiano il posto. L'azienda ha manifestato un totale dispregio nel gestire le relazioni con lavoratori e istituzioni, sia al tavolo regionale che a quello nazionale, attivato dal ministero dello Sviluppo Economico, pensando solo a liquidare il personale per poi avere le mani libere”.
E' quanto ha dichiarato la senatrice fiorentina Rosa Maria Di Giorgi, al termine dell'assemblea con le organizzazioni sindacali e i lavoratori dello stabilimento Seves di Firenze.
“Il Ministero – ha ricordato la senatrice Di Giorgi – si era mostrato molto sensibile alla vicenda, rispondendo a un'interrogazione che ho presentato sull'argomento, e aveva attivato il tavolo nazionale di confronto, per questo il comportamento dei vertici aziendali è ancora più incomprensibile. Il ritardo nel presentare la documentazione al tribunale, chiamato a decidere sulla manovra di ristrutturazione del debito, con l'acquisizione da parte del fondo Triton, o il fallimento, e la volontà di accelerare le procedure di mobilità dei dipendenti al 13 giugno, sono l'evidente segnale di una manovra che punta solo a speculare sull'area, senza porsi il minimo problema sul destino di un centinaio di famiglie”.
Sgherri:”Grave l’annuncio del licenziamento, un atto da ritirare"
Un atto gravissimo, agiremo in tutte le sedi, politiche e istituzionali, affinché sia tutelato il futuro dei lavoratori e il fatto che il sito resti a vocazione produttiva. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e Capogruppo di “FdS” in Consiglio Regionale – sugli sviluppi della vicenda Seves. “Annunciare il licenziamento dei lavoratori, a pochi giorni dalla fine della cassa integrazione, quando esiste ancora la possibilità di adire ad ulteriori ammortizzatori sociali ed infine non è ancora stabilito il futuro dell’azienda pone seri dubbi sulle reali intenzioni di un rilancio produttivo. Tanto più se si tiene conto – secondo quanto riportato dalla stampa – della valutazione economica del sito che si darebbe nel piano di risanamento presentato, cioè 23 milioni (un valore assai diverso rispetto a quanto sarebbe se il sito lo si considerasse ancora con vocazione produttiva): ritornano “antiche” voglie di cambio di destinazione d’uso da produttivo a residenziale? Il dubbio – se le cose stessero così – è molto forte. La mobilitazione per contrastare questa ipotesi deve essere netta e forte, così come quella per far si che i lavoratori non vengano licenziati, si possa giungere a nuovi ammortizzatori e comunque essi siano ancora “dentro” l’azienda al termine dell’iter di valutazione che tribunale sta svolgendo. La mia attenzione – conclude Sgherri - e impegno saranno massimi così come la vicinanza e la solidarietà ai lavoratori Seves.
Sara Biagiotti con i lavoratori della Seves
Sara Biagiotti, candidata sindaco per il centrosinistra a Sesto Fiorentino e assessore al Lavoro del Comune di Firenze, ha partecipato oggi all'assemblea aperta dei lavoratori della Seves e al pranzo alla Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia. Una vertenza difficile che mette a rischio i 96 posti di lavoro dello stabilimento di via Reginaldo Giuliani.
"Le istituzioni sono vicino all'azienda - ha detto Sara Biagiotti - Insieme dobbiamo costruire una soluzione positiva per mantenere la produzione sul territorio. Venerdì, con tutte le istituzioni coinvolte, incontreremo l'azienda. La Seves è una realtà che tanto può ancora dare al nostro territorio e dobbiamo fare tutto il possibile per difendere le tante professionalità e la qualità. Nella vertenza Seves siamo tutti coinvolti, Firenze così come la città metropolitana, ecco perché da qui al 13 giugno ci sarà la proiezione del countdown in Piazza Signoria. Dobbiamo mantenere alta l'attenzione per difendere una nostra eccellenza".
Seves, il presidente della Regione incontra i lavoratori: ritirare la mobilità
La priorità adesso è ritirare la mobilità e percorrere con fermezza la strada che consenta di verificare l'esistenza di nuovi investitori: quella del ricorso agli ammortizzatori sociali. Il presidente della Regione Toscana ha ribadito il sostegno ai lavoratori dell'azienda fiorentina nel corso di un incontro con una delegazione presso il circolo Arci di San Bartolo a Cintoia.
Assurda e incomprensibile, ha sottolineato il presidente, la decisione dell'azienda e inaccettabile che si scarichino sui lavoratori ritardi e mancanze della società. La Regione, ha concluso, continuerà a seguire la vertenza per tutelare il diritto al lavoro e il futuro produttivo di una realtà di grande tradizione.
Seves: Fedeli, Simoni, Petraglia: "Urgente tavolo nazionale al Mise"
Dichiarazione di Valeria Fedeli, Elisa Simoni e Alessia Petraglia:
"Questa mattina abbiamo voluto presenziare all’assemblea di Seves per dimostrare la nostra vicinanza e pieno sostegno ai lavoratori. Ci auguriamo che l’azienda si presenti venerdì al tavolo regionale convocato dall’assessore Simoncini e accetti la richiesta, fatta da parte dei sindacati, di una proroga della cassa integrazione in attesa di conoscere la decisione del tribunale di Firenze sul piano di ristrutturazione del debito presentato dall’azienda al tribunale lo scorso 7 maggio. L’azienda ha, infatti, la possibilità di attivare gli ammortizzatori sociali e perciò non c’è motivo alcuno per rifiutare la cassa integrazione e procedere ai licenziamenti, tanto più che è stata formalmente presentata un’offerta per rilevare l’attività di Firenze e mantenere i posti di lavoro.
Confidando nel buon esito del tavolo regionale, siamo in ogni caso impegnati fin da oggi a sostenere la costituzione urgente di un tavolo nazionale presso il Ministero dello Sviluppo Economico raccogliendo la disponibilità già espressa dal sottosegretario De Vincenti nella risposta all’interrogazione parlamentare da noi presentata. Crediamo infatti che la vicenda della Seves sia una vicenda nazionale, non solo perché coinvolge circa 100 famiglie ma anche perché riguarda una delle eccellenze della manifattura italiana.
I prodotti di Seves, come il vetro mattone, sono prodotti di qualità conosciuti e apprezzati in tutto il mondo e, nonostante la crisi economica i prodotti Seves ancora ricercati sul mercato. L’azienda può avere un futuro, perciò ci impegneremo con forza perché i lavoratori possano mantenere i propri posti di lavoro e l’azienda possa tornare in attività e mostrare ancora una volta la qualità della produzione italiana".
Petraglia (SEL): “Alla Seves una situazione assurda. Governo smetta di fare campagna elettorale e inizi a parlare di politica industriale”
“Dopo anni di battaglie che hanno visto coinvolte parti sociali ed enti locali, il licenziamento dei lavoratori della Seves ha dell'assurdo. Al Governo chiediamo di smettere di fare campagna elettorale e di intervenire subito a difesa dell'occupazione e del tessuto produttivo del nostro territorio, di cui la Seves rappresenta un'eccellenza da tutelare e promuovere”.
Lo afferma la senatrice di Sinistra Ecologia e Libertà Alessia Petraglia al termine dell'incontro di oggi con i lavoratori dell'azienda fiorentina in crisi, al quale hanno partecipato per SEL anche il candidato alla presidenza del Q5 di Firenze Pietro Poggi, la capolista al Consiglio comunale Donella Verdi e i candidati Maurizio Bruschi e Lucrezia Marraffa.
“In questi tempi di finanziarizzazione dell'economia – prosegue la senatrice – occorre riflettere su quanto contino le Istituzioni e quanto, invece, contino le decisioni prese altrove. Di questo inquietante interrogativo la vicenda della Seves è emblematica, come lo è della ultradecennale mancanza di una seria politica industriale nel nostro Paese”.
“Auspico – conclude Petraglia – che dal 26 maggio il Governo abbandoni gli slogan e le uscite ad effetto per dare inizio ad una discussione serrata sulle politiche industriali, sulle risorse da investire in ricerca e innovazione tecnologica, su quali prospettive vogliamo dare al sistema produttivo italiano. E che, passando dalle troppe parole ai fatti, si faccia promotore, in Europa, di un grande cambio di rotta che segni la fine delle politiche dell'austerità e rimetta al centro il lavoro e il rilancio dell'occupazione in tutta l'Unione”.
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