Caritas Diocesana si mobilita per raccogliere fondi per la Serbia colpita dall’alluvione

Incontro con Vescovo Ausiliare nel 2011

Violente piogge e alluvioni stanno colpendo in questi giorni la Bosnia-Erzegovina e la Serbia provocando esondazioni e frane in molte zone del Paese. Nelle scuole le lezioni sono sospese, mentre molte aziende hanno dovuto subire chiusure temporanee forzate. Molte città e paesi sono rimasti senz’acqua ed energia elettrica.

Drammatica è la situazione in Bosnia Erzegovina, dove nel corso delle ultime quarantotto ore le emergenze hanno riguardato soprattutto la parte centrale del Paese: tra i comuni più colpiti Maglaj, Banja Luka, Zepce, Vitez, Travnik, Tuzla, Bijeljina, Zvornik, Bratunac, Srebrenica, Kotor Varos e Doboj. Molti di questi nomi li abbiamo imparati a conoscere durante le terribili guerre che hanno coinvolto i Balcani poco più di venti anni fa.

In Serbia la situazione continua a peggiorare di minuto in minuto. Le aree più critiche sono quelle della regione Kolubara e Mačva, dove si trovano le città di Šabac e Valjevo. A Šabac, già fortemente colpita, c'è il pericolo di esondazione del fiume Sava che potrebbe sommergere l'intera città.

Il bilancio, per il momento, è di tre morti e di migliaia di sfollati (6.175 nella sola Serbia). Ma il conto sembra, purtroppo, destinato a salire, mentre arrivano le notizie di persone che risultano disperse.

Il direttore di Caritas Šabac, Miroljub Nikolić, sentito telefonicamente da Alessandro Martini, direttore della Caritas di Firenze, appena appresa la notizia, sta cercando di raggiungere le famiglie e gli anziani rimasti isolati a causa delle strade bloccate dall’acqua alta e dalle frane. A Šabac anche la mensa per i poveri è stata sommersa dall'acqua e ciò non permette alla Caritas di preparare pasti caldi per chi è rimasto senza casa.

La Caritas Diocesana di Firenze ha con la Caritas di Šabac oramai da anni un forte legame di amicizia e di collaborazione, che ha portato a scambi di visite con esperienze di volontariato tra i giovani delle due diocesi. Nel 2011 la delegazione proveniente da Šabac, di cui facevano parte, oltre al direttore della Caritas, anche il segretario generale e la responsabile dell'ufficio giovani del Comune, una docente della scuola infermieristica e un monaco ortodosso, fu ricevuta in Palazzo Vecchio, assieme al console onorario della Serbia a Firenze, dall'allora assessore alle politiche sociosanitarie Stefania Saccardi, nell’ambito di uno scambio che faceva seguito all'accordo di collaborazione siglato tra Regione Toscana e Serbia in materia sanitaria.

La Caritas di Firenze lancia un appello affinché si raccolgano al più presto fondi da inviare alla Caritas di Šabac, confidando nella sensibilità di tanti concittadini che non resteranno sicuramente insensibili di fronte alla disperazione di tante famiglie che, con fatica e sacrifici immani erano riuscite a ricostruirsi una casa, una vita e un futuro e vedono tutto ciò distrutto o minacciato da una catastrofe contro la quale ben poco si può fare.

Le offerte possono essere portate direttamente alla Caritas di Firenze (da lunedì a venerdì, 9.00-13.00 e 14.00-17.00) oppure versate tramite i conti dell'Associazione (deducibili in sede di dichiarazione dei redditi):

Associazione di Volontariato Solidarietà Caritas ONLUS
Iban: IT67 L033 5901 6001 0000 0067 361

Conto corrente postale n. 26091504 - intestato a Associazione Solidarietà Caritas ONLUS

Fonte: Associazione Solidarietà Caritas ONLUS

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