Dario Balotta (Onlit): "La concorrenza ferroviaria continua a perdere il treno"

Dario Balotta, presidente dell'osservatorio nazionale liberalizzazione trasporti (Onlit), ha diffuso questo comunicato stampa per commentare la proroga del contratto ponte.

Lo scarno comunicato della regione Toscana che annuncia la stipula di una proroga di un anno" contratto ponte", con Trenitalia per la gestione dei servizi ferroviari è, a dir poco, sorprendente. Eppure era il novembre scorso , quando il governatore toscano Enrico Rossi alzava la voce affermando che si era "rotto le scatole di trenitalia", l'attuale gestore dei servizi, e di "provare imbarazzo vedendo in stazione i treni Av moderni puliti, efficienti, e accanto, sulla stessa piattaforma i regionali in ritardo , sporchi, vecchi, da cui scendono i lavoratori e gli studenti".

La Toscana, visto che non era soddisfatta, doveva iniziare 2 anni fa a pensare di fare la gara. Ora ha scoperto che non si può fare una gara in sei mesi. Ad allungare la lista delle regioni che si arenano nel consolidamento dei vecchi contratti di servizio con trenitalia , evitando così la gara , questa volta e' la regione Toscana. E' così che si scioglie, come neve al sole, il federalismo ferroviario, tanto invocato e poco applicato, delle regioni italiane. A gennaio era la volta del governatore lombardo Roberto Maroni ,che annunciava il rinnovo automatico del contratto di servizio a Trenord ,dal 2015 al 2020. "Una decisione presa considerando il fatto che Trenord è anche di proprietà della Regione, nel senso che la Lombardia è azionista di Trenord. La Lombardia è socia e quindi era utile, necessario e indispensabile procedere al rinnovo del contratto”.

Si dirà che in questo panorama, che riguarda tutte le regioni della penisola ,solo l'Emilia Romagna sta facendo la gara.Peccato che il meccanismo adottato con questo bando il banditore voglia far prevalere la sua posizione monopolistica attraverso la società unica, già gestore dei servizi attuali,  che comprende Trenitalia, la regione emiliana con Fer e alcuni enti locali. Il maxi lotto regionale con  la durata della concessione di 22 anni è in contrasto con la durata media dei paesi del nord-Europa, che va tra i 6 e i 15 anni. Tra i requisiti richiesti c’è anche l’obbligo di realizzare un’ unica società di gestione, che ricorda molto il gestore attuale. Infine le dimensioni dell'intero bacino regionale non sembrano le più idonee per una più “partecipata” competizione di compagnie ferroviarie.

E' così che, tra proroghe, società miste con trenitalia e finte gare, procede la "modernizzazione" del trasporto ferroviario per i pendolari e la concorrenza continua a perdere il treno. Non applicare nessuna innovazione normativa pro-competition, che pure esiste, e battere cassa, questa sembra la strategia delle regioni al di la' delle dichiarazioni dei Governatori. Tutti invece sono assieme per mantenere i sussidi dorati statali, a prescindere dai risultati, dai costi industriali di Trenitalia e dalla domanda ,che resta ancora giù dal treno.

Fonte: Onlit

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