
La Toscana ribadisce il proprio impegno ad assicurare e a rendere effettivi i principi e le disposizioni contenute in Costituzione e nelle convenzioni delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea in materia di promozione e conoscenza dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Impegno che abbraccia anche politiche a favore della partecipazione di bambini e adolescenti nelle istituzioni così come misure a contrasto dell’accresciuto disagio socio-economico dei minori e delle loro famiglie. È quanto prevede una risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale redatta a seguito della presentazione della relazione 2013 del Garante dell’infanzia e adolescenza Grazia Sestini. L’atto intende inoltre sensibilizzare la Giunta regionale e quelle comunali sul grave depauperamento degli organici di personale nelle professioni sociali ed in particolare in quelle dedicate ai minori, che lo stesso Garante ha rilevato nella sua attività.
Il lavoro svolto da Sestini nel corso del 2013 è stato ricordato da Marco Manneschi, presidente della commistione Affari istituzionali, come più sintetico rispetto agli anni precedenti ma non per questo meno denso. Rappresenta infatti una situazione generale positiva ma con forti segnali di allarme e preoccupazione. Tra questi, Manneschi ha sottolineato il tema degli affidi che dovrebbero richiedere un forte impegno visti anche casi particolarmente acuti e di forte disagio affrontati dal Garante, che manifestano una crescente difficoltà dei servizi. Il sistema, visti anche i numeri contenuti nella relazione (i minori affidati in Toscana sono più di 500), è in sofferenza. Secondo Manneschi si impone quindi l’esigenza di una riflessione a tutto campo per capire come poter rafforzare i presidi senza, evidentemente, far crescere la spesa pubblica. L’integrazione tra attività e soggetti diventa quindi necessaria.
I dati contenuti nella relazione del Garante, secondo Giuseppe Del Carlo, illustrano una situazione in cui il tasso di natalità è in forte calo. Da qui l’esigenza per Giunta e Consiglio di mettere in campo politiche sempre più incisive di sostegno alla famiglia ma anche di risorse per la natalità.
Secondo Marco Spinelli occorre raccogliere il grido di allarme lanciato da Sestini. Se il sistema dei servizi in Toscana ha retto, nei prossimi anni potrebbe non essere lo stesso. Occorre dunque avviare una riflessione approfondita e appropriata soprattutto su due temi specifici: la questione del personale e delle risposte che il sistema toscano deve riuscire a dare in un contesto di estrema difficoltà delle relazioni familiari come è quello attuale.
Di relazione precisa e anche impietosa, come è giusto che sia, ha parlato Gabriele Chiurli, secondo il quale il sistema di assistenza della Toscana è a rischio collasso: non si operano assunzioni né si fanno investimenti. Anche in tempi in cui occorre contenere la spesa, secondo il consigliere, non si può scegliere di non investire nel sociale. Chiurli ha quindi concluso che la vera emergenza è rappresentata dagli adolescenti, sempre più soli, lasciati a loro stessi e alle loro dipendenze.
Dal portavoce dell’opposizione Stefania Fuscagni è arrivato l’invito a tenere insieme i quattro punti fondamentali già ricordati dal Garante: abbassamento della natalità, disagio scolastico, conflittualità generazionale e questione adolescenza sono temi su cui la concretezza è l’unica risposta possibile.
Paolo Bambagioni ricordando la drammatica vicenda del Forteto, ha evidenziato la necessità di elaborare un programma specifico sugli affidi, da monitorare e verificare periodicamente. A seguito del lavoro fatto della commissione d’inchiesta, infatti, per il consigliere è necessario creare un sistema migliore e le istituzioni devono dare il loro contributo.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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