Sacconi (M5S) risponde a Slow Food: "Ecco le nostre idee per attuare i tuoi propositi"

Myriam Sacconi

Myriam Sacconi, candidata sindaco per il M5S a Montaione, risponde alla lettera di Enrico Roccato di Slow Food Empolese Valdelsa

Carissimo Enrico,

La sua lettera è così ricca di giuste richieste d'impegno da parte di noi candidati a Sindaco, che non potrò fare a meno di dilungarmi - tanto i temi affrontati sono di vitale importanza.
Non a caso si definisce l'agricoltura settore "primario"; quel che più fa male, è che negli ultimi trascorsi essa è stata trattata sempre più come ambito di secondaria rilevanza.

Ho la fortuna di esser cresciuta nel Comune di Montaione, a fortissima vocazione agricola; i miei nonni mi hanno educata sin dai primi anni di vita ad amare la nostra terra, a rispettarla, a capirla.
Viviamo un periodo dove compriamo le melanzane e i cetrioli d'inverno; dove, in pratica, c'è una disinformazione generalizzata sulla provenienza di cosa ci cibiamo, e non conosciamo addirittura i periodi nei quali i prodotti crescono naturalmente, senza artifici.

Abbiamo perso la conoscenza delle stagioni, ipersfruttiamo il suolo anche quando dovrebbe "riposare".

In tutto questo, pure le normative su piano sovranazionale non ci danno una mano: per fare un esempio, a causa di un accordo stipulato dall'UE con un paese nordafricano (abbattimento dei dazi), l'arancia siciliana ha perso competitività sul nostro mercato, e ne buttiamo via tonnellate per importare il frutto dal Marocco.

A Montaione esistono luoghi (in particolare frazioni come la Sughera) dove il tempo - in accezione positiva - si è fermato; resistono famiglie contadine, alfieri della nostra identità più verace, che portano avanti tradizioni secolari dalla semina all'allevamento dei classici animali da fattoria.
Troviamo quasi esclusivamente colture biologiche, se non addirittura biodinamiche; un patrimonio inestimabile di cultura, salute, e benessere.

Tale ricchezza va indubbiamente promossa, tramite iniziative che vadano davvero a valorizzare i nostri prodotti.

Tra gli agriturismi più grandi sorgono piccoli allevamenti di cinta senese e di mucca chianina; a confine col Comune di San Miniato c'è l'area di Barbialla, una riserva del noto tartufo bianco. E questo solo per citare alcune delle eccellenze che il contadino montaionese (nelle sue varie "specializzazioni") riesce a produrre partendo dalla terra.

Per una maggior organicità, le risponderò nell'ordine dei quesiti posti dalla sua lettera. La Grande Distribuzione Organizzata ha assunto, con lo scorrere degli anni, sempre più forza; una forza che troppo spesso finisce per calpestare queste preziose realtà, soffocando la loro competitività sul mercato (per non parlare del loro potere contrattuale nei negoziati).

"Buono, pulito, e giusto" è il vostro slogan; noi del MoVimento crediamo che l'amministrazione comunale possa fare molto in merito se decide di schierarsi senza se e senza ma dalla parte dei propri produttori locali.

Abbiamo pensato, per ricostituire la frammentazione di cui giustamente lamenta nella lettera, di creare strutture condivise per la vendita, il trasporto e la lavorazione dei prodotti agricoli tipici, per lanciarli sul mercato nazionale e straniero.

Altra interessante proposta è l'istituzione di consorzi che tutelino e promuovano le specie autoctone.
Risulta poi fondamentale mettere in contatto i nostri agricoltori con i finanziamenti regionali ed europei, per far fronte efficacemente alla crisi.

I GAS, inoltre, sono un valido punto di aggregazione sociale per rafforzare il rapporto produttore/cliente; metteremo a disposizione dei locali per organizzare questi incontri.
A livello nazionale gli OGM sono vietati; ma noi vogliamo essere ancora più scrupolosi e severi, e desideriamo portare avanti una mozione che li vieti sul piano comunale. Come sviluppare la produzione agricola?

Per quanto concerne ovviamente Montaione, avevamo pensato di creare, nell'area verde del Parco dei Mandorli (in buona parte per adesso inutilizzata), una struttura leggera ed ecocompatibile dove ospitare un mercatino di filiera corta in pianta stabile. Gran parte dei nostri agricoltori risiede nelle frazioni, e dargli modo di vendere i propri prodotti nel cuore di Montaione non può che accrescere la loro visibilità e promuoverne l'operato.

Altro punto di cui vado orgogliosa di far portavoce è l'introduzione nelle mense comunali dei prodotti locali; i nostri ragazzi mangeranno meglio, e ne avrà tutto da guadagnare il nostro territorio in termini non solo economici...

Abbiamo poi deciso di dare delle agevolazioni a tutti gli esercizi commerciali che prediligono rifornirsi dalle filiere corte dei produttori locali (fortunatamente ne abbiamo già molti).

Vogliamo incentivare coloro - in particolare giovani e donne - che hanno reddito totale da agricoltura per le coltivazioni a carattere biologico e biodinamico.

Ma la questione giovani è più complessa; non è sufficiente applicare incentivi ed agevolazioni.
Il ragazzo di oggigiorno, a causa del contesto sociale nel quale si trova, è portato ad allontanarsi dalle realtà rurali delle quali abbiamo parlato sinora; mangia male, in fretta, a orari scoordinati e non cura la scelta dei prodotti, la propria dieta. I ritmi frenetici fagocitano il suo tempo; e quando non si ha - o ancor meglio, non si trova - il tempo, si perde la pazienza; la pazienza, nell'agricoltura, è fondamentale.

Dobbiamo rimettere in contatto i nostri giovani con i tempi della natura. In questa ottica, ci imponiamo di promuovere corsi di formazione gratuiti volti all'educazione alimentare (in cui si discuterà, tra le suddette, di prodotti di stagione e autoctoni).

Lo spreco: uno dei figli dell'età del consumismo. Da una parte c'è troppo, dall'altra c'è niente; come fare a riequilibrare questo meccanismo distorto? Le propongo due misure: una preventiva e una "curativa".

Anzitutto, torno a battere sull'educazione; il bambino, tramite opere di sensibilizzazione che partano già dai primi anni di scuola, dovrà imparare a conoscere le proprie esigenze e quindi il suo fabbisogno. Deve capire - così potrà portarsi tale bagaglio nella sua prossima vita da adulto - quanto il cibo sia prezioso; non è una risorsa copiosa, o almeno, deve essere ridistribuita equamente tra gli altri (senso della comunità) e non è ammissibile gettarla.

Conosco bambini che non hanno mai visto una gallina viva, e che quando vanno al supermercato con la madre a fare la spesa credono che il pollo nasca già impacchettato nel banco frigo.

Oltre dunque a far educazione alimentare, porterei i nostri figli in visita nelle aziende agricole del nostro territorio più spesso; questo ai fini di fargli comprendere il quantitativo di lavoro che c'è dietro al piatto servito loro a casa e nelle mense, e dargli il valore che merita.

L'altro metodo è semplicemente "curativo"; quelli che per noi sono ingiustamente battezzati "avanzi", per altri possono costituire il pasto giornaliero. Dobbiamo indirizzarli nelle mense assistenziali, e magari aiutare in questo senso canili e gattili; l'organico poi (a seconda dei prodotti, in particolare scarti di verdura) può esser maggiormente impiegato come cibo per animali come polli e conigli (al posto dei consueti mangimi così poco naturali).

Vorremmo infine instaurare un legame più stretto tra il produttore e il suo cliente con veri e propri programmi pre-semina, in modo tale da dare una pianificazione nel medio/lungo termine sul piano colturale (con prezzo fissato in partenza) per quanto concerne l'approvvigionamento e il controllo sui prodotti.

Concludo, sempre rispettando l'ordine dei quesiti posti, sull'Unione dei Comuni.
Ad oggi, essa purtroppo appare più un ostacolo, che una facilitazione; a nostro parere, se deve continuare ad essere una sovrastruttura che aggrava ulteriormente la burocrazia e che dunque complica la già oltremodo complicata vita del cittadino, non ha una vera e propria ragion d'essere.
Mi spiace esprimere un giudizio così duro, ma se questo ente non comincia davvero a gestire le sue funzioni di fatto, abbattendo i costi per i Comuni e rendendo dunque più fluide le pratiche burocratiche, finirà per divaricare ancor di più l'abisso che attualmente separa le istituzioni dal cittadino (nel nostro caso, parliamo dell'agricoltore).

In epilogo, tengo ad assicurarle il nostro impegno in merito alle tematiche da lei sollevate, che già per il gruppo del M5S sono di indubbia importanza (come potrà desumere dal nostro programma elettorale).

Fonte: Myriam Sacconi (M5S Montaione)

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