Mugnai (Forza Italia): "Terzo autoscioglimento di una società della salute ma una parte del Pd si tiene il prosciutto sugli occhi nonostante le leggi"

Stefano Mugnai

«In principio, era addirittura il luglio 2012, fu la Società della Salute del Casentino ad autoammutinarsi dinanzi a un’incertezza giuridica e di funzioni cui la Regione Toscana non intendeva porre rimedio. Poi, nel dicembre 2013, è stata la volta della Società della Salute Firenze Sud-Est. Oggi ecco Livorno, con il sindaco Alessandro Cosimi che fa scorrere i titoli di coda lasciando in eredità al suo successore la fase liquidatoria del consorzio. Malgrado ciò, e malgrado grazie a un nostro emendamento l’ultima finanziaria avesse previsto l’avvio della fase di superamento di tutte le Sds entro il 31 marzo scorso, nel Pd c’è ancora chi si ostina a tenersi il prosciutto sugli occhi per non toccare il castello d’apparato costruito da Enrico Rossi nel suo decennio da assessore regionale alla sanità. Tutto a scapito dei toscani, che si ritrovano con una sanità territoriale non governata, gestita a macchia di leopardo secondo chi prima si stufa del modello esistente». L’analisi è del Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (Fi), che da sempre si batte per il superamento di un organismo – quello delle SdS – mai del tutto decollato e che, negli anni, ha ricevuto bocciature a vario titolo dalla Consulta come dalla Corte dei Conti rimanendo in un limbo che di fatto ne ha reso illegittimo l’operare.
«E’ un fallimento conclamato – sottolinea Mugnai – la cui evidenza è sotto gli occhi di tutti, tanto che lo stesso Consiglio regionale nel dicembre scorso ha reso legge, integrandolo in finanziaria, un mio emendamento che definiva il termine del 31 marzo scorso come quello ultimo entro cui si sarebbero dovute attivare le procedure di superamento di questa esperienza. Ebbene, oggi non solo la giunta ha disatteso quel termine snobbando una sua propria legge, ma addirittura una parte del Pd fa aleggiare per il corridoi del Consiglio regionale una proposta di legge che permetterebbe la prosecuzione di questo patetico orpello burocratico. Di più: il Piano sociosanitario integrato regionale che stiamo valutando in bozza continua imperterrito a far riferimento al soggetto Sds, segno tangibile della volontà da parte della giunta di far finta di nulla e riprova dell’esistenza di un retaggio, una autentica inibizione che spinge a non toccare il castello d’apparato costruito da Rossi a prescindere dalla realtà delle cose. Come si dice? Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Questo è esattamente il caso».

Fonte: Forza Italia

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