
“L’educazione nella fascia di età da zero a sei anni: esperienze e prospettive a confronto”, questa l’indagine conoscitiva svolta dalla commissione Cultura e presentata in aula nella relazione conclusiva, partendo dall’importanza di fare un focus su un segmento così significativo ed arrivando a enunciare una serie di priorità per la Regione Toscana, che dovranno essere verificate alla luce della formulazione definitiva del disegno di legge costituzionale per la revisione del Titolo V.
Cominciando dai servizi alla prima infanzia, la relazione afferma che occorre una risposta ancora più forte dal punto di vista qualitativo. Si tratta di un versante sul quale va ad incidere l’ultimo regolamento approvato dalla Giunta, su cui la commissione ha espresso il proprio parere, che innalza alcuni parametri importanti relativamente ad esempio agli spazi, alla formazione degli educatori etc.; sono state dunque poste le premesse, anche in un momento come questo, in cui realmente c’è preoccupazione da parte del pubblico di avere le risorse necessarie, per realizzare da qui a qualche anno un ulteriore innalzamento del livello qualitativo dei servizi 0-3 anni.
Bisogna poi attivarsi presso il Governo per un nuovo intervento straordinario per i servizi alla prima infanzia, sull’esempio di quanto fatto con il piano straordinario del 2007, definendo il prima possibile livelli essenziali per i servizi educativi 0-3, affinché il comparto 0-3 diventi il primo ramo dell’educazione e istruzione.
Soprattutto in base agli esiti della prospettata riforma costituzionale, si dovrà riflettere su una diversa modalità di fronteggiare le liste d’attesa per la scuola dell’infanzia. Le sezioni Pegaso sono risposte emergenziali e occorre puntare su un sistema integrato che, riaffermando il ruolo del settore pubblico locale (Regioni e Comuni), coinvolga il settore paritario privato. A livello gestionale si potrebbe pensare a un sistema che ottimizzi l’uso delle risorse. Gli interventi dovranno proseguire ricercando il giusto equilibrio tra sistema pubblico e paritario privato, in modo da garantire risposte efficaci sulle liste d’attesa (garantire il diritto di tutti i bambini all’accesso alla scuola dell’infanzia, indipendentemente dalla forma di gestione), lavorando su una maggiore integrazione pubblico e privato, attraverso un coinvolgimento del sistema paritario, comunale e privato, e assicurando la qualità del servizio.
Per quanto riguarda il segmento 3-6 anni, secondo la commissione si tratta di una giustapposizione di esperienze molto diverse: scuola dell’infanzia statale, scuola dell’infanzia paritaria privata e scuola dell’infanzia paritaria comunale. Mancando un disegno di sistema, risulta effettivamente difficile intervenire e lavorare. Si dovrà perciò recuperare l’esperienza dello 0-3 anche nel 3-6, ossia pensare ad un vero e proprio sistema integrato di scuole dell’infanzia statale, di scuole dell’infanzia comunali e di scuole dell’infanzia private.
Un altro impegno individuato riguarda la necessità di diffondere il centro unico di iscrizione a livello comunale, che può portare ad una più razionale gestione dei posti disponibili nelle scuole dell’infanzia - anche nell’ottica di una gestione integrata dei posti delle scuole statali e paritarie -, sulla scorta di quanto già sperimentato per i servizi alla prima infanzia. Su scala nazionale infatti, non ci sono ancora centri unici di iscrizione a livello dei comuni; si registrano solo alcune esperienze toscane ed altre emiliane, ma di fatto tutto si riassume in pochi casi. Questo significa che, sostanzialmente, le famiglie possono decidere di iscrivere il proprio bambino contemporaneamente in due istituzioni diverse.
Riguardo all’esperienza ormai consolidata delle sezioni primavera, anche in considerazione del recente accordo in Conferenza Stato-Regioni, è opportuno che la Regione Toscana prosegua nell’impegno del cofinanziamento delle sezioni 24-36 mesi, valorizzando quelle aggregate alle scuole dell’infanzia in situazioni di carenza o insufficienza di nidi d’infanzia.
Pieno apprezzamento al lavoro svolto è stato espresso dalla consigliera Stefania Fuscagni. Mauro Romanelli, invece, se avesse dovuto votare l’indagine non si sarebbe dichiarato a favore, perché non d’accordo sull’impostazione politica della Regione Toscana di sostegno alle scuole paritarie private. Il consigliere ha comunque espresso giudizio positivo sulla sintesi del lavoro e sulla mediazione svolta in commissione Cultura.
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