
"Ho passato 48 ore abbastanza intense, ma c'è stata anche la partecipazione di sindacati e lavoratori e quindi non sono rimasto solo". Così Paolo Francini, l'operaio della Lucchini che stamani ha terminato lo sciopero della fame di 48 ore davanti alla portineria della fabbrica, cominciato alle 8 del giorno di Pasqua per chiedere un intervento diretto del Governo contro lo spegnimento dell'altoforno dell'acciaieria.
"Sono rimasto fuori della portineria della fabbrica notte e giorno, dormendo sulle scalinate di ingresso - ha aggiunto Francini - Ma credo che ne sia valsa la pena. Ora da qui bisogna che partano iniziative per far diventare Piombino emergenza nazionale affinché il governo intervenga e trovi una soluzione per non far fermare l'altoforno e quindi l'attività produttiva dello stabilimento". Intanto in fabbrica dovrebbero cominciare da oggi le operazione per lo spegnimento dell'altoforno, mentre l'assessore toscano alle attività produttive Gianfranco Simoncini è a Piombino per una serie di incontri con istituzioni e sindacati sulle vertenza Lucchini.
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