
Riguardo all’”emergenza dislessia”, che riguarderebbe (secondo i dati diffusi in questi giorni ai media dal consigliere Gian Luca Lazzeri) la popolazione residente nel territorio dell’Asl 11 di Empoli, sono doverose alcune precisazioni.
In primo luogo, i dati riportati contengono imprecisioni sia dal punto di vista dell’oggetto a cui si riferiscono (dislessia) sia in relazione all’analisi e confronto con altre realtà.
Ciò rischia di semplificare una problematica che l’Asl 11 e la Regione stanno da tempo affrontando.
I DSA (ovvero “disturbi specifici di apprendimento”) non comprendono solo la dislessia, ma una più ampia categoria di disturbi delle abilità scolastiche che comprende oltre alla dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia. Tali disturbi sono caratterizzati da una significativa difficoltà nell’acquisizione di abilità di lettura, scrittura e calcolo, che interferiscono con il normale funzionamento del soggetto.
Il numero di richieste di valutazione (157) riportato dai media, non si riferisce, pertanto, alla totalità dei disturbi specifici di apprendimento giunti ai servizi nell’anno 2013 e non solo alla dislessia. Rispetto all’ipotesi avanzata che nel nostro territorio la prevalenza e l’incidenza siano maggiori che in altre realtà (tanto da indurre a pensare a una vera e propria emergenza) si precisa che l’entità delle richieste di valutazione riportata, e non il numero di bambini che hanno ricevuto la diagnosi, non può essere assunto a rappresentazione dell’incidenza del disturbo. Così come è assolutamente improprio il confronto con le altre Aziende sanitarie, in quanto in alcuni passaggi si parla di diagnosi e in altri, invece, di richieste di valutazione.
La Regione Toscana, oltre ad aver elaborato le “Linee Guida Per La Diagnosi E Gestione Dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSAp)”, con Delibera GRT n. 1159 del 17/12/2012, ha attivato un osservatorio per valutare l’impatto di quanto previsto dalle linee guida sui servizi, in un’ottica di sistema e nella prospettiva di un’eventuale rimodulazione delle scelte programmatiche sulla base di dati e informazioni certe e attendibili. La normativa citata, che è coerente con quella nazionale, fissa per il completamento del percorso diagnostico un tempo massimo di 6 mesi per gli alunni del primo ciclo di istruzione. Al riguardo l’Asl 11 riesce a garantire lo standard.
Inoltre, l’Asl 11 ha da tempo attivato due percorsi “dedicati” per i disturbi specifici di apprendimento: uno rivolto ai bambini del primo ciclo di istruzione, l’altro rivolto ai bambini del secondo ciclo. I tempi garantiti per il completamento del percorso diagnostico sono differenziati per i due percorsi in quanto una più alta richiesta di valutazione per i soggetti del secondo ciclo determina conseguentemente un allungamento delle liste di attesa.
Tenendo conto degli assetti organizzativi, è stata data priorità al servizio rivolto ai bambini più piccoli nella convinzione che una diagnosi e un intervento effettuato in epoca precoce possano modificare la storia naturale del disturbo.
Si rileva, infine, che l’alta affluenza segnalata è collegata alle fasi iniziali di applicazione della legge 170 con conseguente richiesta di nuove certificazioni e regolarizzazioni di certificazioni già esistenti .
Per i prossimi anni è attesa, invece, un’inversione di tendenza proprio per il lavoro preventivo svolto dalla scuola primaria in collaborazione con i servizi sanitari.
Fonte: Azienda Sanitaria ASL 11 Empoli
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