
L’iniziativa dell’Agenzia regionale di sanità per il 2014 è improntata al monitoraggio e alla valutazione degli esiti sanitari e sociali sulla popolazione. Il presidente della commissione sanità Marco Remaschi, in aula, illustrando la proposta di delibera che prevede una richiesta di parere al Consiglio sul bilancio preventivo 2014 e pluriennale 2014-2016 di Ars, ha spiegato come il compito dell’Agenzia sia quello di verificare se questi nuovi modelli organizzativi, come la casa della salute, la sanità d’iniziativa, le aggregazioni funzionali territoriali, le cure primarie, siano davvero capaci di produrre i risultati di salute attesi. L’aula ha dato all’atto parere favorevole a maggioranza.
Remaschi ha parlato di un nuovo scenario di riferimento che riorienta l’attività di Ars mirata al supporto per la programmazione e alla valutazione degli effetti relativi alle decisioni organizzative. Gli obbiettivi sui quali deve misurarsi Ars, richiamati dal presidente, sono quelli di una maggior tempestività nella circolarità delle informazioni; di semplificazione dei contenuti e di collaborazione con Irpet, Ispo e l’Osservatorio sociale regionale.
In merito al bilancio il presidente ha fatto presente che le risorse a disposizione per il funzionamento di Ars sono di 3 milioni e 640 mila euro con un decremento complessivo di 560 mila euro nelle ultime tre annualità. Remaschi ha evidenziato, inoltre, che il bilancio è influenzato dalla crisi economica e dalle misure di contenimento, riduzione e razionalizzazione della spesa e che il bilancio di previsione economico 2014 chiude in pareggio.
Il consigliere regionale Gian Luca Lazzeri ha evidenziato la necessità che due enti come Ars ed Arpat lavorino al massimo delle loro potenzialità e siano soggetti di supporto per le politiche sanitarie. Lazzeri ha ricordato che entrambi gli enti lanciano grida d’allarme per la diminuzione delle risorse a loro disposizione che porteranno ad una diminuzione di servizi. Il consigliere ha proposto sostegno a questi enti con nuove forme di finanziamento e con risorse da destinare a chi gestisce gli immobili.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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