Imprese, frazionamenti facili per edifici aziende. Passa una proposta di legge in consiglio regionale

Frazionare gli impianti a destinazione industriale e artigianale consentendo l’inserimento di ulteriori realtà produttive nelle nuove unità immobiliari che risultano dall’intervento. Lo prevede la proposta di legge sul frazionamento di edifici a destinazione industriale e artigianale, approvata con voto unanime dal Consiglio regionale della Toscana, che modifica il testo vigente (1/2005) ed è peraltro già inserita nella proposta di riordino complessivo in materia di Governo del territorio (282/2013).

La misura viene introdotta nell’ordinamento regionale per fornire elementi di flessibilità anti-crisi e per dare un contributo concreto al mantenimento dell’occupazione. La norma prevede, come ha spiegato il presidente della commissione Ambiente Gianfranco Venturi, che il frazionamento possa realizzarsi anche in deroga ai regolamenti urbanistici comunali. Per evitare speculazioni, viene comunque stabilito che il frazionamento degli impianti a destinazione industriale e artigianale avvenga senza aumento di volume o di superficie utile lorda e a patto che sia mantenuta la destinazione produttiva. Il tutto è poi subordinato all’approvazione, da parte del Comune, di un piano industriale con cui l’imprenditore interessato dimostri la necessità dell’intervento ai fini del mantenimento dell’attività produttiva e della salvaguardia dell’occupazione. L’attività da insediare, infine, deve essere compatibile con quella già esistente.

Un sì convinto alla legge è arrivato dal vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Agresti, secondo il quale l’iniziativa è certamente definibile anti-crisi. Voto favorevole anche da parte di Stefania Fuscagni che in Aula ha motivato l’astensione formulata in commissione: se le norme sono chiare, inutile arroccarsi dietro un buonsenso definito da massaia, ossia il cittadino non deve aver paura che il Comune possa cambiare idea. E perché questa legge possa servire alla complessiva riforma sul Governo del territorio, Fuscagni ha chiarito che è necessario tornare ad una sana e moderna democrazia.

Di obiettivo più che condivisibile per la salvaguardia di attività e occupazione, senza dare adito a speculazioni, ha parlato Monica Sgherri. Per Giuseppe Del Carlo, la legge era molto attesa, tuttavia occorre prestare attenzione affinché l’iter procedurale delle domande che arriveranno non rallenti l’intento stesso dell’iniziativa legislativa. Secondo Paolo Bambagioni la possibilità del frazionamento raccoglie necessità presenti nel mondo economico toscano. È quindi un segnale importante di semplificazione che il consigliere si augura possa essere introdotto anche nel mondo commerciale. Quindi l’auspicio per una informazione capillare sul territorio e comunicazioni agli uffici urbanistici comunali per scongiurare interpretazioni diverse.

Per Marco Manneschi la legge va nella giusta direzione e offre un segnale preciso. Il consigliere ha quindi invitato i colleghi a leggere il parere, definito coraggioso, dato dalla commissione Affari istituzionali di cui è presidente, e che guarda a favorire il riuso. La legge potrebbe infatti essere un primo passo cui farne seguire ulteriori con la riforma complessiva in via di definizione, per orientare le attività all’interno del territorio urbanizzato.

Un voto favorevole è arrivato anche da Marina Staccioli che vede nella legge nuove opportunità per la Toscana senza rubare altro territorio ma anche per il rilancio dell’occupazione. L’iniziativa potrebbe infatti scongiurare cattedrali nel deserto e può essere di importanza vitale per tutta la regione. Da Nicola Nascosti, pur dichiarando il voto a favore, è arrivato un monito: questa legge può contrastare la riforma della Legge 1 che per come è ora, ha chiosato il consigliere, va nella direzione diametralmente opposta. Il fine del frazionamento è condivisibile, ha chiarito.

Sgherri: ”Norma positiva, per il mantenimento di  produzioni e occupazione, senza consumo di nuovo suolo”

Frazionamento edifici a destinazione industriale e artigianali. Una buona proposta di legge, perché la ratio risiede nel contribuire a dare risposte concrete al mantenimento alle attività produttive e quindi all’occupazione in tempi di crisi economica. Ma una buona legge anche perché affronta queste problematiche dando la possibilità di nuove attività economiche senza però consumo di nuovo suolo. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e Capogruppo di “Federazione della Sinistra – Verdi” in Consiglio Regionale nel dibattito in tema di approvazione della proposta in questione, oggi in aula. “Nell’operare in questa direzione – sottolinea Sgherri – la norma impedisce però giustamente le speculazioni, con l’impossibilità – in particolare – del cambio di destinazione d’uso delle strutture e dell’aumento dei volumi. Sul punto – prosegue Sgherri – della necessità prevista di approvazione dei piani industriali avanzati da chi vuol produrre i frazionamenti, da parte dei Comuni, lo leggo come una verifica della effettiva compatibilità delle nuove attività che vanno ad inserirsi nelle strutture rispetto alle previsioni e carichi urbanistici comunali. Detto questo ritengo opportuno che venga fatto un monitoraggio nel tempo  dell’applicazione della norma, al fine di verificare se sarà necessario o meno porre limiti al potere di approvazione dei piani industriali da parte dei  comuni”

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

Notizie correlate



Tutte le notizie di Toscana

<< Indietro

torna a inizio pagina