L'Arci: "Nei locali solo incontri con partiti e liste che esprimono valori di sinistra". Morelli: "Almeno ci chiedano il programma"

foto di archivio

Candidati civici, con liste che raccolgono adesioni da sinistra, da destra. Ex centristi, ex forzisti, ex comunisti, ex qualcosa o comunque che non riconoscono più nelle attività di governo locale del partito di maggioranza.

Anche loro devono incontrare gente e voglio spiegare le loro idee e i loro progetti. Nell'Empolese Valdelsa per organizzare una serata con un po' di gente che abbia voglia di ascoltarti non c'è niente di meglio di un Circolo Arci. Sia nell'Empolese sia in Valdelsa di candidati civici ce ne sono, al di là delle loro ex appartenenze militanti, alcuni sono già stati e saranno ospitati in Circolo Arci e Case del Popolo.

Tuttavia l'Arci ieri mattina ha pubblicato su facebook una sorta di linea politica rispetto alle liste e ai rappresentanti politici che abbiano intenzione di utilizzare gli spazi dei circoli per incontri e dibattiti. «L’Arci — si legge — è un’associazione che fonda le proprie radici sui valori della sinistra e dell’antifascismo. Crediamo che i nostri spazi, liberi e accessibili per gli incontri di tutti i rappresentanti politici che rispecchiano questa identità, debbano essere ugualmente liberi anche per quelle liste che dichiarano apertamente di appartenere ai valori della sinistra. In caso contrario, riteniamo che sia offensivo per la nostra identità e per la nostra storia concedere i nostri circoli a liste e a rappresentanti che apertamente non condividono i nostri stessi valori e non dichiarano pubblicamente la loro collocazione all’area di sinistra e centrosinistra. Su tale questione, rispettando l’autonomia di ciascun circolo e del proprio consiglio rispetto a chi accogliere o meno nei propri spazi, riteniamo che sia comunque una scelta da ponderare e sulla quale prendersi specifiche responsabilità».

Dunque c'è autonomia, ma c'è anche chi si deve prendere precise responsabilità.

Il riferimento a Damasco Morelli, candidato sindaco a Empoli appoggiato dalla lista bipartisan e trasversale, non è diretto, ma nella casistica rientra anche lui pienamente.

Ed ecco come replica Morelli.

"Il nostro è un progetto civico, con un programma per la città. Condiviso da cittadini e politici di diverse provenienze, molti di estrazione di sinistra. Abbiamo chiesto di poter organizzare momenti di confronto nelle Case del popolo, che sul territorio dovrebbero rappresentare luoghi di incontro e dibattito. Come decide l’Arci chi è di destra o di sinistra? Come procede l’analisi dei programmi delle varie liste civiche? Sono esaminati dal direttivo Arci? Ed è lo stesso comitato direttivo che ne verifica l’attuazione nelle politiche? Come colloca l’Arci gli elettori del Movimento 5 Stelle? Nessuno ci ha chiesto il programma per esteso (reperibile sul nostro sito), siamo però usciti pubblicamente sui diritti dei disabili, sul coinvolgimento di associazioni e cittadini nella costruzione delle politiche per la città, sul blocco totale delle attività di mediazione linguistico culturale e dei corsi di lingua italiana per stranieri oltre che in merito ad una raccolta dei rifiuti differenziata da rilanciare rendendone il costo più sostenibile per tutti. Se non passeremo l’esame del direttivo, se preferiranno negarci un luogo di confronto, ce ne faremo una ragione. Ci dispiace, del confronto ha paura chi ha legato la propria identità solo a simboli e non a politiche. Se ritengono che per il governo della città sia così importante avere la certificazione di destra o sinistra, lascino decidere a chi frequenta le Case del popolo quale sia la nostra collocazione»

Notizie correlate



Tutte le notizie di Empolese Valdelsa

<< Indietro

torna a inizio pagina