Diserbanti, come vanno usati e cosa occorre sapere. I consigli dell'Asl 11 dopo il caso dei 'campi rossi'

Come vengono utilizzati i diserbanti nelle nostra campagne? E in che modo l’Ausl 11 interviene in caso di cattivo utilizzo? Sono queste alcune delle tante domande emerse in questi giorni in seguito alla presenza di campi rossi in prossimità del distaccamento dei vigili del fuoco di Castelfranco di Sotto.

“Nella Regione Toscana l’utilizzo dei diserbanti/disseccanti è normato dalla legge regionale 36/99. Gli agricoltori hanno tra i vari obblighi dettati dalle legge quello d’annotare l’uso dei prodotti diserbanti/disseccanti nel “registro di campagna” dove  si trovano informazioni circa i prodotti usati, i quantitativi e i periodi di trattamento - ha dichiarato Enza Errico, medico dell’unità operativa complessa igiene e sanità pubblica dell’Ausl 11 - I controlli nelle aziende agricole vengono fatte annualmente dall’Ausl. Nel 2013 sono stati programmati ed effettuati 55 sopralluoghi e non è stata elevata alcuna sanzione per la mancata annotazione nel registro di campagna dei trattamenti effettuati”. Anche nel caso del terreno di Castelfranco di  Sotto, a seguito della segnalazione, sono stati effettuati dall’Ausl  i necessari accertamenti che hanno evidenziato la regolarità di effettuazione del trattamento diserbante.

I diserbanti /disseccanti sono prodotti chimici che possono rappresentare un rischio per l’ambiente e di conseguenza per la salute in quanto essendo prodotti persistenti nell’ambiente, se utilizzati in quantità eccessive, dal suolo possono percolare nelle acque e contaminarle. E’ doveroso ricordare che questi prodotti vengono autorizzati dal Ministero della Salute e se il loro uso è conforme a quanto riportato in etichetta ovvero per tipologia di coltura, quantità, periodi di trattamento, orari etc,  il rischio è contenuto.

Va ricordato, inoltre che l’utilizzo dei prodotti diserbanti/disseccanti, classificati come pericolosi, è permesso solo agli addetti che hanno ottenuto un’abilitazione all’acquisto e all’utilizzo (patentino) che viene rilasciato dalla Provincia. In questo corso di formazione gli agricoltori vengono informati  circa il corretto uso dei prodotti finalizzato all’uso consapevole per la tutela dell’ambiente e della salute e per la loro protezione come addetti.

Le campagne che si presentano come “bruciate” e con quel colore sul rosso-arancio hanno subito un trattamento diserbante con prodotti, quali il Glifosate, che non sono classificati come pericolosi, e che hanno la caratteristica di agire indistintamente su tutte le specie vegetali provocando un totale essiccamento.

Alcune informazioni sui fitofarmaci

I fitofarmaci sono usati per difendere le colture da parassiti e patogeni  per controllare lo sviluppo di piante infestanti e per assicurare l’ottenimento di elevati standard di qualità dei prodotti agricoli.
Tuttavia, il loro uso eccessivo, improprio, non sperimentato e non autorizzato, determina rischi e pericoli per la salute umana e animale. Il loro impiego ha un impatto sulle proprietà fisiche e chimiche dei suoli e sulla fauna. Alcuni residui, inoltre, possono contaminare le acque superficiali e sotterranee, con ulteriori effetti pericolosi sulla salute umana e sull’ambiente. La limitazione al minimo necessario dell’uso di questi mezzi in agricoltura dovrebbe essere,dunque, una  politica da perseguire, purtroppo invece l’uso di questi prodotti si va sempre più estendendo e di fatto la chimica ha sostituito il lavoro dell’uomo nell’agricoltura.

Di fatto non si arano più i campi per togliere la vegetazione infestante, nei giardini non si taglia più l’erba  ma si preferisce utilizzare diserbi chimici.

Va ricordato che queste molecole sono estremamente nocive per la salute umana e per gli organismi viventi a causa delle loro particolari caratteristiche biochimiche come la persistenza nel suolo e nelle acque con danni diretti e permanenti agli ecosistemi acquatici , il bioaccumulo in tessuti animali e l’insorgenza di resistenze e necessità quindi di prodotti sempre più potenti.

Gli effetti esercitati sugli organismi superiori e quindi anche sull’uomo da parte di queste molecole sono molto complessi e difficili da valutare. Si registrano effetti anche a dosi infinitesimali  e vengono in genere valutati per ogni singolo principio attivo, anche se in realtà siamo esposti a veri e propri cocktail di molecole.

Quasi tutte queste sostanze rientrano fra gli “endocrin disruptors” (EDC), ovvero “interferenti” o “disturbatori endocrini” .

L’Istituto Superiore di Sanità definisce gli interferenti endocrini sostanza esogena, o una miscela, che altera la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti avversi sulla salute di un organismo, oppure della sua progenie o di una (sotto)popolazione”. Queste sostanze quindi possono non solo esplicare effetti negativi sull’individuo esposto, ma agire sulle stesse cellule germinali, determinando alterazioni che si trasmettono alle generazioni successive attraverso modificazioni di tipo epigenetico.

Fonte: Azienda Usl 11 - Empoli

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