
È dedicato alla governance della malattia renale cronica attraverso il Day service il workshop che si terrà sabato 5 aprile all’educatorio del Fuligno in via Faenza 48 a Firenze al quale prenderanno parte numerosi specialisti dell’Azienda sanitaria di Firenze per affrontare da diversi punti di vista questo importante problema sanitario.
Fra le malattie croniche non trasmissibili – obesità, diabete, malattie cardiovascolari – considerate la nuova epidemia del 3° millennio, la malattia renale cronica (MRC) è quella che incide sulla salute pubblica in Italia per il 10% e negli USA per il 20%.
Convenzionalmente suddivisa in 5 stadi di gravità, la malattia è progressiva e viene curata con dieta e farmaci – terapia “conservativa” – fino alla fase in cui il paziente, per poter sopravvivere, necessita di terapia “sostitutiva”: mediante emodialisi, dialisi peritoneale o trapianto.
In qualsiasi stadio i rischi cardiovascolari sono alti: scompenso cardiaco, infarto miocardico, ictus cerebrale sono in agguato ed hanno un’incidenza di gran lunga superiore a quella della popolazione in generale.
Perciò dal 2012 il Ministero della Salute ha inserito la malattia renale cronica fra i Livelli essenziali di assistenza (Lea).
La strategia è quella di incentivare negli stadi più avanzati dialisi peritoneale e trapianto, ma soprattutto il tentativo di rallentare la progressione della malattia verso la terapia sostitutiva.
Lo strumento considerato più idonea a questo fine è il Day-Service nefrologico, con il quale si punta al miglior trattamento dei pazienti e alla diminuzione dei costi per le strutture socio-sanitarie.
"La malattia renale cronica – dice il dottor Pietro Dattolo dirigente medico alla nefrologia dell’Annunziata e responsabile scientifico del workshop al Fuligno – ha un pesante impatto socio-economico.
Il costo sociale annuo di un paziente negli stadi iniziali varia fra i 9.185 e i 10.766 euro, con una spesa regionale di quasi 136 milioni di euro ed una nazionale di oltre 2 miliardi di euro, lo 0,14% del PIL.
Sono cifre comprensive dei costi diretti sanitari (accertamenti, farmaci), diretti non sanitari (trasporto dei pazienti) ed indiretti (ore lavorative perdute).
Cifre che lievitano a 71 mila euro a paziente se fa emodialisi, quasi 24 mila se fa dialisi peritoneale e 84.407 per un trapianto. Dopo il trapianto il costo scende a 14.000 euro all’anno".
In Toscana i pazienti in emodialisi sono 2.150, quelli in dialisi peritoneale 300 e i trapiantati 910 e i costi annui nei tre stadi sono rispettivamente di 154 milioni per l’emodialisi, quasi 6 milioni per la dialisi peritoneale e poco più di 18 milioni per i trapianti.
"Il controllo clinico nefrologico stretto – aggiunge il dottor Dattolo – è in grado di rallentare e talora evitare l’evoluzione verso la terapia sostitutiva, anche se purtroppo, dato l’alto numero di pazienti con insufficienza renale, si è costretti a concentrarsi su quelli che hanno un danno più avanzato. Perciò il Day service nefrologico, rispetto ad altri che trattano problemi clinici intercorrenti in brevi archi temporali, segue il paziente, anche educandolo, per tutto il tempo dell’evoluzione della malattia cronica, anche dopo il trapianto.
Richiede modelli organizzativi peculiari, in locali appositi e con personale dedicato, in un team che coinvolge anche altri specialisti (dietologo, psicologo, ecc). E richiede anche la prenotazione diretta di visite ed accertamenti in modo da annullare lista di attesa che potrebbero tradursi in ritardi di diagnosi/trattamento o in ricoveri impropri in Pronto Soccorso".
Fonte: Azienda Sanitaria 10 Firenze
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