
l segretario del Pd Empolese, Jacopo Mazzantini, non ci sta alle accuse che provengono dai rappresentanti della destra Alessandro Boergherini e Nicola Nascosti:
«Il consigliere regionale di Forza Italia Nascosti e quello comunale Borgherini riprendono i titoli ed i commenti usciti sui quotidiani locali di oggi, che alludono ad un asserito “quasi accordo” o addirittura “patto” stretto all'interno del Pd e, in particolare, tra la candidata sindaco Brenda Barnini e Filippo Torrigiani.
I suddetti rappresentanti territoriali della destra empolese, oggi “truccata” da lista civica, ci accusano di tatticismo e di metodi in “stile prima Repubblica”.
Giova allora mettere in fila alcuni fatti oggettivi per ristabilire la verità e lasciare ai cittadini il compito di decidere chi rappresenta davvero la “prima Repubblica” e la “vecchia politica”.
Primo: il Pd ha selezionato il proprio candidato sindaco attraverso il voto di 3.644 elettori della nostra città; Damasco Morelli è stato scelto da un ristretto gruppo di politici di destra e sinistra empolese e fiorentina.
Secondo: il Pd propone alle prossime amministrative un candidato sindaco di 33 anni che rappresenta un passaggio generazionale nella politica empolese; la lista civica della destra si presenta attraverso personalità viste e riviste che da trent'anni occupano la scena nel nostro territorio.
Terzo: Brenda Barnini, nel 2012, è stato uno dei due soli segretari provinciali del Pd che in tutta Italia ha appoggiato Matteo Renzi alle primarie per la scelta del candidato premier, dimostrando coraggio e forza delle proprie idee; nella lista civica di destra si tenta oggi di sventolare anche qualche bandierina renziana sperando di aggiungere voti alla mescolanza eterogenea confezionata.
Quarto: il 26 marzo, come verificabile su gonews.it, a precisa domanda sul dopo primarie Barnini-Torrigiani, “Avete fatto un accordo?”, ho così risposto: “quando finiscono le primarie il partito ha l'onere di trovare la sintesi e di rappresentare tutto il partito, secondo me questo è il tema, la capacità di un partito, finite le primarie, di far sentire l'intero partito, che durante le primarie ha partecipato a questa competizione, rappresentato”.
Poiché, tuttavia, le mie parole hanno destato interpretazioni opposte al senso che intendevo attribuirle, ci tengo a precisare: “nel Pd empolese non ci sono stati né ci saranno accordicchi, inciuci o patti, perché è con la migliore proposta di città futura che vogliamo vincere le elezioni”».
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